Tour fotografico in bianco e nero
a Zingonia, una utopia fallita

Foto di Stefano Lavelli

 

Un fotografo gentile per raccontare una realtà che implora delicatezza. Gli scatti di Stefano Lavelli restituiscono l’immagine del mondo senza tempo di Zingonia. La scelta del bianco e nero sa cogliere la dimensione sospesa di un’utopia immaginata negli anni Sessanta dall’imprenditore Zingone e mai pienamente avverata. Zingonia, realtà complessa divisa fra le amministrazioni di Osio Sotto, Verdello, Ciserano e Boltiere, è sempre rimasta sulla bocca di tutti. Un tempo, meta di gite domenicali di famiglie bergamasche e milanesi, arrivate per scattare foto sotto il Siluro o mangiare il gelato all’esclusivo Hotel Piccadilly; oggi, luogo evitato da tutti, apostrofato come «la Scampia del Nord», area di decadenza e abbandono.

«Io sono di Stezzano, ho 53 anni e nella mia vita ho sempre sentito parlare di Zingonia, nel bene e nel male. Lavoro in banca, ma giovedì ero in ferie. Improvvisamente, quasi come ispirato, ho deciso di alzarmi dal divano e andare a scattare proprio in quella zona con la mia fidata Olympus – racconta Stefano con fervore -. Da circa un anno e mezzo sono appassionato di fotografia, ma fin dall’inizio il mio interesse si è focalizzato sul genere della “street photography”. Ho fatto qualche lettura, ho scelto un modello di macchina che mi permettesse di scattare senza dare troppo nell’occhio col rischio di far sentire le persone a disagio e ho messo la mia sensibilità al servizio dell’obiettivo. La fotografia per me è pura libertà, quindi non ne conosco le regole precise; tuttavia, ho elaborato un metodo mio. In genere osservo, capto una situazione interessante e aspetto: attendo che arrivi il momento giusto e lo fermo nell’istante del mio scatto. Qualche volta è questione di pura fortuna, altre volte la buona sorte deve essere procacciata. è necessario scegliere situazioni e soggetti, proprio come ho fatto per Zingonia».

Le foto di Stefano sono quelle di un uomo che ha parcheggiato la macchina e ha iniziato semplicemente a passeggiare per Zingonia. Il suo occhio sensibile ha fatto il resto, scovando gli equilibri e i paradossi di questo mondo sospeso. «Ho visto la regolarità di tre finestre spezzata dall’evidente segno di un incendio che ha distrutto le grate di quella più a destra. Subito mi ha travolto la disperazione di chi…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 39 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 21 marzo. In versione digitale, qui.

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