5 mostre da vedere questo inverno

Da Bologna a Milano, da Pisa a Torino passando per Genova, sono tante le proposte invernali per gli amanti dell’arte contemporanea e non solo. Ne abbiamo scelte cinque per voi.

 

Warhol & Friends
(Bologna, Palazzo Albergati, fino al 24 febbraio)

Si comincia da Bologna, dove fino al 24 febbraio saranno esposte, a Palazzo Albergati, una serie di opere di Andy Warhol e “amici” in una mostra dedicata alla New York degli anni ’80, da rivivere attraverso 150 opere che raccontano la vita e la produzione di Andy Warhol, una carriera artistica segnata da trasgressioni e mondanità. Un’esposizione che propone anche una lettura diversa dell’arte: non solo come esperienza visiva ma anche come modo di fare politica attraverso una narrazione fatta di colori e figure, in un decennio dove cinema, musica e letteratura si combinarono insieme. Oltre alle opere dell’osannato Warhol, anche quelle di artisti come Haring, Schnabel, Koons, Basquiat e Bertoglio.

 

Da Magritte a Duchamp
(Pisa, Palazzo Blu, fino al 17 febbraio)

Al Palazzo Blu di Pisa, invece, in esposizione il Grande Surrealismo del 1929 con una raccolta di capolavori provenienti dal Centre Pompidou, la più importante istituzione europea dedicata all’arte del Novecento. Da Magritte a Duchamp, sono 150 le opere che ripercorrono l’evoluzione del Surrealismo: quadri, sculture, oggetti, disegni, collage e fotografie per raccontare il laboratorio artistico della Parigi del 1929, anno in cui il teorico del movimento André Breton pubblicò il secondo manifesto surrealista, che legò il movimento al partito comunista francese, dandogli anche un’impronta “ragionante”.

 

Picasso Metamorfosi
(Milano, Palazzo Reale, fino al 17 febbraio)

A Milano invece, fino al 17 febbraio, c’è Picasso Metamorfosi, una mostra dedicata ai capolavori di Pablo Picasso legati ai temi mitologici: in cinque sezioni, 350 opere esplicano il ruolo del mitologico all’interno dell’estetica del maestro, in raffigurazioni dove l’umanità si incontra con la bestialità, il bene con il male. Un’esposizione che continua nella riscoperta dell’artista spagnolo da parte del polo museale milanese, che da anni gli sta dedicando cicli di mostre che hanno, nel tempo, creato un legame particolare tra l’autore del Guernica e il capoluogo lombardo.

 

I Macchiaioli
(Torino, GAM, fino al 24 marzo)

Alla Galleria di Arte Moderna (GAM) di Torino vanno in scena I Macchiaioli in un percorso che parte dalla sperimentazione degli anni Cinquanta dell’Ottocento fino ai capolavori degli anni Sessanta, in una mostra che ripercorre l’evoluzione dell’arte italiana verso la modernità, esplorando una volontà di rinnovamento dei linguaggi figurativi che permise all’arte italiana di fare quel salto verso la modernità che si sviluppò proprio negli anni in cui Torino diventava capitale del Regno (non a caso pochi anni dopo, nel 1863, nacque la collezione civica di arte moderna, l’attuale GAM, a cui fu dato il compito di documentare l’arte contemporanea).

 

A visual protest. The art of Banksy
(Milano, Mudec, fino al 14 aprile)

Si termina tornando a Milano per una mostra che è, in parte, anche manifesto della coscienza civica degli ultimi decenni. Con “The Art of Banksy. A Visual Protest”, il Mudec celebra uno dei più acclamati autori di street art portando le sue opere nelle sale di un museo, decontestualizzandole ma rendendole accessibili a un pubblico talvolta ancora troppo lontano da queste forme artistiche. Molto interessante il lavoro fatto dal museo milanese per ripercorrere la carriera artistica dell’anonimo writer e attivista inglese, che racconta con i suoi graffiti una protesta che si scaglia, con feroce ironia e uno stile unico, contro il capitalismo, mostrando il ruolo dell’arte come icona pop per guardare il mondo con occhi disincantati. Una mostra che propone una selezione di opere che mostrano lo sfondo satirico utilizzato da Banksy per trattare argomenti difficili come la politica e l’etica, affrontandoli in una protesta visiva diventata un simbolo per le giovani generazioni.

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