La rinascita della centrale elettrica
Gioiello di archeologia industriale

In località Daste e Spalenga, a Bergamo, scorre la Roggia Morlana, un canale artificiale derivato dal fiume Serio tra XII e XIII secolo. In questa zona nascono i primi opifici, tra mulini e filande ad energia idroelettrica. E proprio qui viene edificata, nel 1927, una centrale termoelettrica, prima alimentata a carbone, poi a gasolio e poi a metano, che faceva parte integrante del cotonificio Albini. Dentro ci lavoravano 600 persone, soprattutto donne delle Valli bergamasche. Si raccontava nel 2001 su L’Eco, in Nonna Lina, la mia vita in fabbrica: «C’erano ragazze che partivano la mattina da Azzano o Stezzano, a piedi, e la stessa strada ripercorrevano alla sera. Quando nevicava, mettevano i loro abiti ad asciugare lungo le condotte che trasportavano l’acqua calda. Chi abitava più lontano non andava a casa tutti i giorni ma abitava nella Casa operaia, qui dietro. Di solito andavano via il sabato sera, per rientrare la domenica sera oppure quando avevano bisogno di vedere le loro genti. Nel periodo migliore eravamo davvero tanti, dicevano mille».

 

Centrale-Termica-di-via-Daste-Spalenga.-Esempio-di-Archeologia-Industriale

 

L’abbandono e il progetto. Negli anni Sessanta, con il trasferimento dell’industria cotoniera, l’intero comparto della centrale venne totalmente abbandonato e consegnato al degrado. Bisogna attendere gli anni Duemila per il primo intervento di restauro, seguito comunque da un altro abbandono. Ora, da sabato 28 maggio al 24 luglio 2016, il maestoso ed elegante edificio verrà riaperto grazie a Contemporary Locus, l’associazione culturale bergamasca che connette arte contemporanea e tessuto urbano, coinvolgendo artisti italiani e internazionali per reinterpretare spazi in disuso. Stavolta a intervenire, con un progetto site specific, sarà Alfredo Pirri: «È un artista importante, solido, riconosciuto internazionalmente – spiega Paola Tognon, presidente di Contemporary Locus -, scelto perché sa dialogare con gli spazi». Gli orari di apertura della mostra il sabato e la domenica sono dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, con visite guidate tutto il giorno; da lunedì a venerdì su appuntamento. Ingresso libero. Info: contemporarylocus.it

Contemporary Locus fino a qui. Fondata nel 2012 come onlus, l’associazione si dedica – si è detto – alla riqualificazione territoriale attraverso il coinvolgimento di artisti contemporanei, per reinterpretare gli spazi e creare una rete, espansa poi anche tramite le nuove piattaforme tecnologiche.

Quello della centrale di Spalenga è il progetto numero 10. Gli altri, in ordine, sono stati, negli anni: 1) Huma Bhabha, Francesco Carone nel Luogo Pio della Pietà, Istituto Bartolomeo Colleoni. 2) Anna Franceschini, Steve Piccolo alla Cannoniera di San Giacomo. 3) Francesca Grilli, Vlad Nanca all’ex Hotel Commercio. 4) Grazia Toderi al Teatro Sociale. 5) Tony Fiorentino alla Domus di Lucina, Casa Angelini. 6) Margherita Moscardini e Jo Thomas all’ex Chiesa di San Rocco. 7) Davide Bertocchi e Heimo Zobernig a Porta Sant’Alessandro. 8) Evgeny Antufiev, Atelier dell’Errore, Etienne Chambaud, Berlinde De Bruycker al Monastero del Carmine. 9) Marie Cool Fabio Balducci, nell’Edificio 1 dell’Area Tesmec.

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