Astino ospita i paesaggi invisibili
delle fotografie di Franco Fontana

L’inaugurazione risale a venerdì 11 maggio, al Monastero di Astino. La mostra Dietro l’invisibile sarà visitabile fino al 31 agosto. Oltre cinquanta scatti di un’esposizione esclusiva, promossa da Fondazione Mia, curata da Corrado Benigni e Mauro Zanchi, per raccontare uno dei più importanti maestri della fotografia italiana riconosciuto a livello internazionale: Franco Fontana. L’esposizione conclude una trilogia dedicata al paesaggio, dopo le retrospettive e i cataloghi dedicati a Luigi Ghirri (2016) e Mario Giacomelli (2017). Si sviluppa in quattro sezioni, dove sono visibili le serie degli orizzonti marini, dei paesaggi campestri, di quelli urbani, e delle ombre, intese come presenze assenze.

Di cosa parliamo quando parliamo di paesaggio? In questa domanda s’inscrive oggi la questione che riguarda il nostro modo di osservare la realtà e insieme il linguaggio della fotografia come arte del vedere e del far vedere. Proprio intorno alla riflessione sul paesaggio si concentra l’immaginario poetico di Franco Fontana, la sua opera, da sempre tesa a mostrare l’enigma dell’invisibile che si cela nel visibile. La fotografia diviene dunque strumento attraverso il quale cogliere l’inesistente di ciò che è reale, come a dire che non fotografiamo quello che vediamo, ma lo vediamo solo fotografando. I suoi scatti insistono sul particolare, sul dettaglio, ingrandendolo. Sempre in bilico tra rappresentazione del vero e cosiddetto vero, l’opera di Fontana è anche una riflessione sul vedere inteso come attività immaginativa e conoscitiva, insieme. Le sue intenzioni non si limitano dunque alla documentazione dell’aspetto dei luoghi o delle figure che fotografa, né a un’idea di immagine intesa solo come oggetto estetico. Al contrario egli propone una riflessione che, pur tenendo conto della realtà, considera anche una rivalutazione della percezione attraverso la fotografia.

 

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