Beffati, bagnati e abbacchiati
Foto-racconto di una trasfertaccia…

È iniziata con la voglia di spaccare il mondo e di issarsi ai piani altissimi della classifica, è finita con l’incredibile sconfitta per 3-2 e 350 chilometri da percorrere verso casa rosicando come forse nessuno poteva immaginare. L’Atalanta ha perso a Empoli una gara semplicemente assurda e i tanti tifosi che erano presenti sono l’unico sorriso vero in una domenica fredda, bagnata, scomoda e da cancellare per i dolori sportivi che ha provocato. Praticamente, una disfatta.

Il pre-partita: stadio pessimo. Empoli, tradizionalmente, non è una trasferta comoda. Si arriva a Firenze percorrendo la A1 e, una volta giunti a Scandicci, via verso Livorno e Pisa sulla superstrada che collega il capoluogo al mare. Dopo una ventina di chilometri, ecco Empoli, città piccola che ti accoglie con un Burger King e tante piccole realtà che rendono il centro toscano la classica cittadina di provincia. La zona dello stadio è abbastanza un labirinto; tralasciando i soliti problemi di parcheggio, si arriva all’esterno di una tribuna che rimane l’unico appiglio certo anche per chi si presenta al Castellani per lavorare. Noi giornalisti chiediamo indicazioni per la sala stampa. Risposta: «Impossibile, si stanno cambiando i bambini». Silenzio. Dopo un paio di rampe di scale, ecco le panche di legno da cui vedere la gara, con tanto di pilastri portanti che ogni otto posti permettono la visione del match solo a cinque giornalisti. Una buona media. Nel settore ospiti, i 1.123 orobici al seguito sono già in posizione alle 14.15 e, nonostante strutture vecchie, la gara inizia con il tifo “made in Bergamo” che controlla le operazioni senza mai essere coperto dal sostegno dei padroni di casa.

Primo tempo: avanti 2-1 con tanti dubbi. Mentre in tribuna stampa ci sono colleghi che seguono Empoli-Atalanta di striscio mentre guardano su Sky Go con Bologna-Fiorentina, i padroni di casa creano un paio di mezzi pericoli dalle parti di Berisha senza però impressionare. E infatti la squadra orobica passa in vantaggio intorno alla mezz’ora non appena Ilicic decide di entrare in gara con un tacco dei suoi. Il primo gol stagionale di Remo Freuler scalda ancora di più il settore ospiti, nonostante non ci sia in campo la miglior Atalanta della stagione. Poco dopo il vantaggio, un gomito troppo largo di Masiello incoccia il pallone di Caputo e il giusto rigore assegnato da Manganiello si trasforma in pochi secondi nella gioia più grande per gli orobici. Ilicic e Zpata organizzano il delitto perfetto partendo dalla traversa di Caputo: il colpo del 2-0 arriva da Hateboer (uno che in stagione sta diventando anche bomber, come il miglior Conti) e al 39’ la quinta vittoria di fila con annessi sogni di gloria sembra davvero già in tasca. Poco prima del riposo, però, La Gumina accorcia e Toloi si stira facendo pensare subito a una ripresa di sofferenza.

Secondo tempo da incubo e la follia di Ilicic. Dopo la pausa, Mancini per Toloi è il cambio naturale, ma tutti rimangono sbigottiti vedendo in campo anche Pasalic per Zapata. Ma come, il numero 91 ha fatto l’assist del 2-0 e lo togli per mettere nella posizione di Cristante uno che ha già dimostrato di non essere Cristante? Misteri del Gasp. Nonostante le premesse, l’Empoli non combina praticamente nulla dalle parti di Berisha, mentre Provedel (estremo difensore empolese) deve intervenire in tuffo almeno tre volte per allontanare i pericoli. Il settore dei bergamaschi e la nutrita rappresentanza di tifosi in tribuna aspettano quindi la fine delle ostilità con un velo di preoccupazione ma nulla più. Ci vuole giusto un’autorete di Masiello per aiutare gli empolesi. E così, sul 2-2, tutti pensiamo sia di fatto finita. Certo, di lì a poco Ilicic parte in slalom nemmeno fosse Alberto Tomba e sul proseguimento dell’azione Gosens centra un palo clamoroso da posizione regolare, quindi un minimo di speranza c’è. Peccato che lo sloveno si lasci andare, pochi minuti dopo (84′) a una reazione esagerata con annesso insulto all’arbitro, finendo per farsi cacciare. Il finale è una sofferenza e, in pieno recupero, il fantasma di Pasalic lascia staccare tutto solo Silvestre, che completa la beffa delle beffe: Empoli 3, Atalanta 2.

Il buffet del Lissa e niente code al ritorno. Dopo il triplice fischio, restano alcune pillole di giornata che difficilmente si dimenticano. Dallo 0-2 al 3-2 non capitava da un Piacenza-Atalanta di otto anni addietro e sinceramente nessuno ne sentiva la mancanza; la Toscana quest’anno pare non portare per nulla bene e anche il Gasp, ogni tanto, può sbagliare: lo ha fatto in campo con le scelte (sul 2-2, al 90’, perché togliere Masiello e non Gomez per gestire i pochi minuti che mancavano con più presenza fisica in area?) e pure nel dopopartita, smentendo di aver parlato di sogni europei con la Gazzetta. E così, in una domenica da dimenticare, restano i sorrisi dei tifosi. Quando l’autostrada del ritorno è sgombra e tra Empoli e Bergamo non ci sono rallentamenti è una gran bella cosa: 700 km andata e ritorno in giornata sono pesanti, con una sconfitta sul groppone ancora di più. Certo, se tutti avessimo avuto il buffet del Lissa di “Chei de la Coriera” saremmo stati un po’ meno incavolati nel racconto della domenica empolese passata al seguito della Dea. Tant’è, adesso testa al Napoli e speriamo che allo stadio si pensi davvero solo a sostenere la squadra: all’ombra del Vesuvio hanno già messo le mani avanti parlando di sospensioni nel caso in cui arrivassero dalle tribune avversarie cori contro i partenopei. Evitiamo di cadere nelle provocazioni.

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