Questa Dea è meglio delle trenette

È iniziata con i ciclisti che dalle 5 si sono messi in marcia verso Genova, è finita con la nave nerazzurra di Gasperini che lascia la città ligure con tre punti fondamentali e una dimostrazione di forza applaudita, incitata e sostenuta da oltre 1800 atalantini in festa nella gabbia del Ferraris. Sampdoria-Atalanta è la seconda vittoria consecutiva della Dea negli scontri diretti di questo periodo, i nerazzurri creano un solco di 5 e 7 punti con doriani e Fiorentina, preparandosi nel migliore dei modi alla discesa europea di primavera.

Il prepartita: le bici, le sciarpe e le trenette. Dei ciclisti in viaggio dalle 5 del mattino abbiamo raccontato per primi a metà della scorsa settimana, i 200 km di strade statali e provinciali percorsi da 25 pedalatori orobici rappresentano l’altra impresa di una giornata che è stata segnata anche da due certezze mica da ridere. Prima di tutto, le trenette al pesto: nel solito, semplice, locale di Marassi, le trenette (o trofie a seconda dei gusti) rappresentano una prelibatezza da spellarsi le mani. L’altra grande notizia che arriva da Marassi riguarda le sciarpe dedicate e regalate da Chei de le Coriera per chiedere verità sui fatti di Firenze. I 209 tifosi portati a Bergamo con i 4 bus organizzati hanno avuto in regalo una sciarpa in lana con scritta la data del pestaggio e la richiesta di chiarezza. Non è stato chiesto nemmeno un centesimo per coprire le spese e non ce ne saranno altre a disposizione. Il gesto di solidarietà per i ragazzi della Curva vittime si quanto accaduto è stato molto apprezzato e ancora una volta si capisce come le cose più semplici, quelle che arrivano dal cuore, sono quelle migliori.

Primo tempo: che bella Atalanta! Nella prima frazione di gioco, sotto gli occhi del presidente Percassi in tribuna, l’Atalanta comanda le operazioni senza nessuna difficoltà contro il… Genoa. Le maglie della Sampdoria infatti, in versione “storica” per l’occasione, paiono quasi una copia delle casacche da trasferta del Grifone e per lunghi tratti del match non si capisce bene se sia in corso un remake di Genoa-Atalanta oppure se Quagliarella sia davvero il capocannoniere della Samp e del torneo. Fino al riposo, tranne una mezza parata di Gollini, i due portieri sono stati poco impensieriti e come sempre l’Atalanta ha da rimproverarsi tanto fumo (gioco e occasioni) e poco arrosto (gol di vantaggio). Certamente qualche mugugno dei doriani per gli innumerevoli passaggi indietro della squadra di casa ha fatto rumore, così il gioco “all’inglese” concesso e mai punito di Fabbri. Comunque è stato un bel primo tempo, rimasto però sullo 0-0 fino al riposo.

Secondo tempo: che grande Atalanta! Dopo il riposo, tutti si aspettano una Sampdoria un po’ più propositiva e invece nel giro di cinque minuti è la Dea a farsi vedere in attacco trovando il vantaggio. Il palo di Gosens e la bella parata di Audero su Ilicic scaldano gli orobici e il boato arriva quando Zapata, di potenza, insacca il gol numero 17 del suo campionato su 22 ufficiali in stagione. Alla Samp serve un episodio per riaprire tutto e Gomez in area di rigore dimentica per un attimo di giocare contro la squadra che ha più rigori di tutti in serie A (ben 9): s’appoggia sulle spalle di Ramirez, che cade a terra rovinosamente. Il rigore è ingenuo ma giusto, Gasperini viene allontanato e nel tunnel si capisce che succede qualcosa, ma dalla tribuna è difficile capire. L’Atalanta, intanto, sul campo non si arrende e dopo aver subito il gol del pareggio trova il 2-1 con Gosens e lo conserva grazie ad un super Gollini, con il settore ospiti che dopo sette minuti di recupero gioisce alla grande.

Il dopo gara: Gasperini spinge, Bergamo sogna. Nel dopo partita, mentre dalla pancia di Marassi continuano a riecheggiare cori e battimani dei bergamaschi presenti, alcuni video iniziano a far luce su quanto accaduto tra Gasperini e il segretario della Sampdoria Ienca: provocazioni verbali, e vecchie ruggini a parte, il gesto di spinta del mister nerazzurro c’è e forse per ricondurre tutto sui giusti binari bastano le scuse per la reazione eccessiva che Gasp, attraverso il sito nerazzurro, ha fatto pervenire a tutti quanti. Sulla strada del ritorno, in coda a Isola del Cantone, le macchine dei bergamaschi le vedi tutte. Il sorriso a 56 denti è stampato su tutti i parabrezza, c’è grande soddisfazione per un successo meritato e importante che dovrà però essere completato dalla vittoria sul Chievo da strappare settimana prossima. Adesso siamo in corsa e quindi bisogna pensare solo a correre: Coppa Italia e finale di campionato sono ancora lontani, inutile guardare troppo la classifica. Ora conta solo insistere e sognare.

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