Cadaveri, killer e spari nel buio
Quattro giorni in giallo (e rosa)

È all’insegna del giallo. Una definizione che fa da contenitore a una serie sconfinata di sottogeneri accomunati da storie di cadaveri e commissari, indagini e pedinamenti, ombre e segreti. Crimine e mistero, per farla breve. Ma A Shot in the Dark, progetto di Bergamo Film Meeting Onlus, rassegna dedicata al thriller, a cavallo tra il cinema e le altre arti (dal 21 al 24 settembre all’Auditorium di Piazza della Libertà), prende il nome dal secondo capitolo del film dedicato alla Pantera Rosa, Uno sparo nel buio, con uno strepitoso Peter Sellers. Sconfinamenti cromatici e non solo: la kermesse spazia verso incontri letterari, musica e l’assegnazione del Premio Cavaliere Giallo per la migliore sceneggiatura di un cortometraggio di genere – quest’ultima prevista durante la serata di sabato 23 settembre, e sono stati una quarantina i testi iscritti al concorso – pensati per valorizzare e promuovere il Fondo Georges Simenon, costituito nel 2003 grazie alla donazione del regista e scrittore Gianni Da Campo (1943-2014), uno dei più grandi collezionisti dell’opera dello scrittore belga. Raccoglie oltre mille documenti, tra monografie, edizioni in lingua straniera, edizioni originali numerate e a tiratura limitata; saggi di letteratura, estetica e altre arti; carteggi di Simenon con André Gide e Federico Fellini; una collezione video di film tratti dalle opere di Simenon. «Ci pensavamo da tempo, a una manifestazione di questo tipo – spiega la direttrice artistica Fiammetta Girola -. La donazione fu fatta da Da Campo proprio in occasione di una nostra retrospettiva sui film tratti dai libri di Simenon. Noi di Bergamo Film Meeting amiamo profondamente il cinema noir: abbiamo trovato estremamente stimolante poterlo portare fuori dalla sala, spingersi fino a contaminazioni con letteratura di genere e musica. Speriamo che questo percorso intrapreso possa andare avanti».

 

 

I film in programma. L’anteprima della versione restaurata di Blow-Up di Michelangelo Antonioni apre la rassegna. Oltre all’esilarante A Shot in the Dark (Uno sparo nel buio, 1964, venerdì alle 23) di Blake Edwards, troveranno spazio cult movies e anteprime e non mancheranno i classici in versione restaurata. Tra questi, The Long Goodbye (Il lungo addio, 1973, venerdì alle 21), dall’omonimo romanzo di Raymond Chandler riletto in chiave contemporanea da Robert Altman, e il capolavoro scritto e diretto da Jean-Pierre Melville Le Samouraï (Frank Costello faccia d’angelo, 1967, sabato alle 21), interpretato da uno stupefacente Alain Delon nel ruolo di un killer spietato e affascinante. Inoltre, il folle, incandescente e iperrealistico The Killer (1989, sabato alle 23) di John Woo, mostro sacro della new wave hongkonghese anni ’90. Le atmosfere assolate del giallo mediterraneo saranno invece rappresentate da Total Khéops (2002, venerdì alle 18) di Alain Bévérini, tratto dall’omonimo romanzo di Jean-Claude Izzo, mentre il tributo a Georges Simenon avverrà con la proiezione di L’inconnu dans la maison (1992, sabato alle 18) di Georges Lautner, terza trasposizione cinematografica de Gli intrusi, che si avvale dell’intensa interpretazione di un Belmondo maturo e in grandissima forma.

Chiusura in musica. La prima edizione di A Shot in the Dark si concluderà domenica 24 settembre (Cascina Elav, ore 21.00) con il concerto de La Batteria, gruppo della scena musicale romana più trasversale, con esperienze che vanno dal post-rock progressivo al jazz sperimentale, dall’hip hop fino alla world music, uniti dal comune amore per le colonne sonore e le sonorizzazioni degli anni ’60 e ’70, per gli strumenti vintage e per i film gialli e polizieschi all’italiana. Brani originali ispirati a quel suono e a quella scrittura particolari che in quegli anni dominavano la musica per immagini nel nostro Paese – Ennio Morricone, Stelvio Cipriani, Alessandro Alessandroni, Bruno Nicolai – e di gruppi come i Goblin e I Marc 4. Fra le pieghe del prog-funk cinematico si possono ritrovare anche influenze che spaziano dall’afrobeat alla musica elettronica e al rock alternativo degli anni ’80 e ’90, filtrate attraverso una sensibilità ed un modo di suonare tipicamente italiani.

Per chi vuole approfondire. A Shot in the Dark si affiancherà al convegno nazionale di studi promosso annualmente dalla Fic- Federazione Italiana Cineforum, Il giallo tra cinema, scrittura e fumetto, che venerdì 22 e sabato 23 offrirà numerosi approfondimenti critici sul cinema e la letteratura di genere. Nove i relatori, rappresentanti della critica cinematografica (Emanuela Martini, Anton Giulio Mancino, Roberto Chiesi, Nuccio Lodato, Roberto Manassero) e del mondo accademico (Dick Tomasovic, Matteo Pollone, Giovanni Memola, Giuseppe Previtali) che con i loro interventi spazieranno dal noir alle spy stories, dal poliziesco italiano al giallo mediterraneo, da Arthur Conan Doyle a Georges Simenon, da Graham Greene a Raymond Chandler, da Jean-Claude Izzo a Giancarlo De Cataldo.

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