Clara Luiselli, un’artista di Bergamo
Le sue luci e le sue finestre discrete

Clara Luiselli è la quarta artista in mostra al Centro Congressi Giovanni XXIII per il progetto dedicato all’arte contemporanea in collaborazione con la Fondazione Adriano Bernareggi. Un appuntamento che anticipa la sua prossima esposizione all’Oratorio di San Lupo.

Chi è Clara Luiselli. Un diploma all’Accademia Carrara e corsi di specializzazione presso la Fondazione Ratti e la piemontese Fondazione Spinola Banna sono il curriculum formativo di questa giovane artista bergamasca, il cui linguaggio artistico si caratterizza per l’uso della performance, dell’installazione e della scultura. Dal punto di vista artistico, invece, ha da poco partecipato ad una collettiva alla GAM di Genova con un lavoro appena nato sul quale si stanno costruendo progetti futuri. Uno sguardo concreto, una passione per il lavoro laboratoriale con i bambini e un sito che ne racconta il percorso fanno il resto.

 

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Il progetto Specie di Spazi 2000-2014. Quella ora in mostra al Centro Congressi (l’inaugurazione è avvenuta il 16 dicembre) è un’opera pensata appositamente sia per lo spazio in Viale Papa Giovanni XXIII che per il Museo Bernareggi, dove questa installazione andrà subito dopo l’esposizione. Il lavoro infatti è stato realizzato grazie al contributo del Museo Diocesano e rientrerà nella sua collezione d’arte contemporanea.

Il progetto Specie di Spazi nasce anni fa e si presenta come un’installazione modulare dove ogni sua parte, pur mantenendo il proprio carattere di unicità, contribuisce alla formazione di un grande organismo luminoso, una grande parete di vetrocemento che accoglie dietro ad ogni elemento ondulato l’immagine di una finestra fotografata di notte. I primi scatti sono stati realizzati addirittura su pellicola e risalgono agli anni 2000: in quel periodo Clara Luiselli dà vita alla prima di queste installazioni site specific, commissionata da Fausto Radici per la sua collezione.

Queste fotografie permettono di scorgere una situazione di intimità profonda, tanto più che l’artista sceglie sempre di immortalare finestre che non rivelano troppo dell’interno che custodiscono e né le persone presenti all’interno. Sono vetri e luci che svelano tende, oppure ostacolate dalla vegetazione e, in questo modo, capaci di rappresentare una sorta di membrana superficiale che divide chi guarda da chi sta oltre. Dai primi esperimenti realizzati quattordici anni fa l’opera si è evoluta dal punto di vista tecnico e quella ora esposta al Centro Congressi è realizzata con una serie di 200 fotografie in digitale, rielaborate al computer.

Gli inizi e le sculture luminose. Appena uscita dell’Accademia, e insieme ad altri tre artisti con cui ha dato vita ad un’associazione, Clara Luiselli si è impegnata anche in un progetto chiamato Fuochi Fatui, una serie di incontri notturni che univano i concetti di arte contemporanea e natura, invitando gli spettatori in ideali percorsi all’interno dei boschi della bergamasca verso la scoperta di opere luminose. All’inizio della sua carriera, infatti, la luce era il medium privilegiato da Clara, che ha realizzato anche abiti luminosi detti Abiti sensibili, una serie nata nel 2004 con l’intento di dimostrare quanto sia più facile relazionarsi con l’altro attraverso filtri piuttosto che incontrandosi faccia a faccia.

Se tremo sull’orlo a San Lupo. Il prossimo 30 gennaio, nello spazio dell’Ex Oratorio in via San Tomaso, Clara Luiselli sarà nuovamente protagonista dell’arte bergamasca, con una installazione che rappresenta una enorme sala degli oracoli. In questi ultimi mesi, l’artista ha lavorato ad una struttura metallica che riproduce una stanza cubica di 3x3x3 metri in cui saranno appesi migliaia di ritagli di riviste. Ogni stralcio avrà da una parte ciò che rimane di un’immagine, dall’altra una frase che funge da oracolo, fornendo una risposta generica, ma mirata, alla domanda posta dallo spettatore. La luce temporizzata permetterà ai visitatori di entrare uno alla volta, porsi un quesito e scegliere la risposta fra gli oracoli proposti. Man mano che passeranno i giorni, quindi, l’opera sarà usata  e scomparirà mostrando l’affascinante architettura del luogo.