Collegio come negli anni Sessanta
Partito il reality ambientato a Celana

Cosa accade quando 18 ragazzi vengono rispediti  indietro nel tempo, fino al 1960? Partito ieri su Raidue l’innovativo docu-reality Il Collegio. Inedito esperimento sociale – prodotto da Magnolia – che mescola i linguaggi dell’observational documentary e del reality show. In quattro puntate settimanali, 18 teenager saranno protagonisti di un particolare viaggio nel tempo che li trasportanel 1960 nel Collegio Convitto di Celana a Caprino Bergamasco per un’esperienza educativa di formazione e di relazioni molto diversa e lontana dalla loro realtà quotidiana. La voce fuori campo è quella di Giancarlo Magalli.

 

 

Le regole del gioco. «Disciplina, pulizia e lavoro inteso come studio. Qui non si discute, qui si esegue!», chiarisce subito uno dei sorveglianti ai ragazzi. Subito dopo il saluto coi genitori, nella prima puntata (visibile qui), ai partecipanti al programma viene regolata disciplina e vita nel collegio: «Formiamo due file, una per le ragazze e una per i ragazzi».  L’Istituto mette a disposizione dei dormitori per i ragazzi, così come le divise. I partecipanti si presentano davanti alle telecamere di Rai Due e raccontano qualcosa di loro, spiegando le motivazioni che li hanno spinti a partecipare allo show. Durante le prove delle divise, le ragazze se la ridono per la biancheria old style che viene data in dotazione dalla scuola.

Prima punizione. Non tutti sono d’accordo con le rigide regole dei sorveglianti. Ludovica per esempio ha nascosto della crema viso durante la consegna dei propri oggetti. Gli studenti restano allibiti dal menù anni sessanta della mensa. Dimitri scherza un po’ troppo durante il pasto e il preside lo convoca per aver mancato di rispetto al Sorvegliante. Così viene inflitta la prima punizione: dovrà scrivere per cento volte «Chi ben comincia è a metà dell’opera». Gli altri alunni devono cimentarsi con il rifacimento dei letti. Alla mattina tutti i collegiali bevono olio di fegato di merluzzo, poi si passa al tanto temuto taglio dei capelli. Una tragedia per le ragazze, mentre i ragazzi se la ridono. Poi dettato e uso della stilografica.

La corsa in giardino. Test d’ingresso d’italiano. Poi lezione di geografia, dove il bello degli alunni è alquanto imbarazzante. Poi matematica. La classe sembra non prendere troppo sul serio le regole del gioco. Durante un controllo nei dormitori, i sorveglianti trovano tanti oggetti che i ragazzi non hanno consegnato come da regolamento ad inizio puntata. Ci saranno nuove punizioni. Fioccano anche le attività ricreative, con i ragazzi che ballano e cantano sulle note delle canzoni di Gianni Morandi e Adriano Celentano. A Pietro viene trovato lo smartphone: deve consegnarlo. Al terzo giorno la classe si reca in giardino per una sana attività fisica, con la lezione di ginnastica. A mensa, Pietro decide di non bere l’olio di fegato di merluzzo, quindi deve saltare la colazione. Stessa cosa per Veronica. Si passa alla lezione di storia, dove si studiano personaggi storici che hanno fatto l’Unità d’Italia. Filippo Zamparini si sfoga davanti alle telecamere di Rai Due, lamentandosi del cibo. Poi il signor Valbusa, professore di musica, fa eseguire l’Inno di Mameli, ma Arianna non vuole cantare.

Silvia e Davide i migliori, Dimitri e Veronica i peggiori. La prima puntata di Collegio si chiude con il colloquio tra Letizia e il preside. La ragazza ha deciso: lascia il programma. Sente la mancanza delle sue sorelle gemelle e dei suoi genitori. I ragazzi si divertono a giocare durante la lezione di Scienze, con la professoressa che si infastidisce per il loro comportamento indisciplinato. Convocazione in presidenza per Adriano Occulto per essersi messo sotto la cattedra durante l’ora di lezione. Rischia l’espulsione. Termina la prima settimana: il preside convoca tutti gli alunni in aula magna per il primo discorso della stagione. In termini di rendimento Silvia e Davide sono i Migliori, Dimitri e Veronica i peggiori. I voti vengono esposti nell’atrio: non tutti gli studenti – ma questo accade anche oggi – sono d’accordo con i voti.

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