Dal Goisis ad Austin è uno show
Merito della libertà di Tv’s Daniel

Eccoci arrivati a mercoledì. Ormai ingranata la settimana, si inizia a sentire la voglia di uscire in compagnia, cenare all’aria aperta e trascorrere una serata divertente, un po’ diversa dal solito. Sembra essere stato proprio questo impulso ad aver ispirato i ragazzi di Nutopia e Tassino quando hanno deciso di riservare i mercoledì dell’estivo Goisis alla musica dal vivo. Sono passati ormai due mesi dall’inizio dell’estate e il palco del chiringuito di Monterosso sta accontentando tutti i gusti. Questa settimana (14 agosto) è la volta di fare un salto in Texas con Tv’s Daniel, il nuovissimo progetto solista di Daniel Friend, giovane star della scena di Austin e pupillo di Jack White (White Stripe / Third Man Records). Già voce principale di Video e Bad Sports, chitarra nei Radioactivity e basso nei Lost Balloons, Daniel ha esordito con un singolo per la bergamasca Wild Honey Records a luglio, per poi lanciarsi subito in un tour europeo che lo vede accompagnato da membri di The Weel, OBNIII’s e Rise Against.

 

 

Daniel, hai 34 anni e ne hai trascorsi 17 suonando nelle band. Quando e perché hai deciso di iniziare un progetto solista?

«Lavoro a questa band “solista” da alcuni anni. Mi sono reso conto che la prima canzone che ho mai scritto è stata nel 2010. Ma siccome sono riuscito a scriverne solo una, l’ho data ai Bad Sports, I Love In Myself. Perché cosa descrive una band solista più del narcisismo completo? Negli ultimi due anni ho riunito una grande band ad Austin perché ho bisogno solo di uno sfogo per fare tutto ciò che voglio musicalmente. Volevo la libertà di fare qualsiasi spettacolo o di suonare qualsiasi canzone senza doverla fare eseguire a nessuno. Decido io!».

Come descriveresti la tua nuova musica e quali influenze possiamo aspettarci?

«La maggior parte è musica pop, che confina con l’arte rock. Ma dato che sono stato in band punk per 17 anni, tutto ciò che faccio risulta un po’ più punk di quanto intenda. L’idea alla base della maggior parte delle canzoni è usare un riff per scrivere una canzone. Voglio vedere quanti accordi posso usare per scrivere una buona canzone. Quindi sto provando a fare musica come i Soft Boys o i Psychedelic Furs, ma nello stile di Ivy Green».

 

 

Sei del Texas e attualmente vivi ad Austin. Come descriveresti la città e la sua musica?

«La città è bella. È organizzata davvero bene per i musicisti. Uno degli unici posti negli Stati Uniti in cui è possibile ottenere un’assicurazione sanitaria in quanto musicista. C’è molto da fare e ci sono spettacoli ogni sera. Storicamente da Austin è passata molta buona musica, ma al momento non è in linea con i miei gusti. La migliore band di Austin, escluso me stesso, sono sicuramente i Chronophage».

Le tue prime registrazioni escono su un’etichetta italiana, Wild Honey Records. Che rapporto hai con l’Italia?

«Per risalire al mio rapporto con l’Italia bisogna tornare molto indietro. Ho inciso due singoli nel 2007 con la RIJAPOV Records, prima ancora di essere mai stato in Italia. Gigi mi ha inviato un singolo da una delle sue band dell’epoca, Miss Chain e Broken Heels, e cinque anni dopo, nel mio primo spettacolo in Europa, ho suonato con loro. Fu allora che conobbi Franz Barcella, proprietario di Wild Honey, e da allora siamo amici. Questa è la mia terza uscita su Wild Honey e l’etichetta sembra davvero capire cosa stiamo facendo io e i miei amici. Inoltre, se fai dischi sull’etichetta di Franz c’è un’alta probabilità che tu possa venire in Italia e assaggiare la cucina di sua madre».

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