Un’Atalanta con vista sul Paradiso
nel toccante ricordo di Chicco e Ale

È iniziata sotto la pioggia con la speranza di rivedere il sole, è finita sotto la pioggia con un sorriso grande così e la rimonta sulla Spal che autorizza sogni di gloria. La gara dell’Atalanta contro gli estensi è sempre rognosa, i tifosi lo sanno e anche questa volta si è faticato non poco, ma al traguardo di una gara dura, agonisticamente molto accesa e con la Dea andata ancora sotto di un gol, i nerazzurri sono riusciti a strappare tre punti importantissimi per il presente e per il futuro.

 

 

Il prepartita: tempo da lupi. Fin dal mattino, Bergamo deve fare i conti con una di quelle giornate dove staresti a letto tutto il giorno. Ci sono poche cose che ti smuovono: i casoncelli con polenta e coniglio da mangiare in qualche agriturismo della zona e la partita della Dea. Ovviamente in rigoroso ordine culinario e non di importanza. L’arrivo allo stadio è agevole, non c’è il traffico delle gare con Roma e Juventus e anche la giornata di pioggia, in tal senso, aiuta. L’ingresso è immediato, prima di salire in sala stampa due parole con Marco di “Chei de la Coriera” per le ultime novità sulle trasferte di Torino e Firenze in Coppa Italia e poi su per le scale per la solita grande attesa. Le tribune sono ancora semi deserte ma il tempo, soprattutto nelle Curve, scandisce i movimenti: una ventina di minuti prima del fischio d’inizio, tutti fuori a cantare e sostenere. In questo caso, anche a salutare: Kurtic e Petagna sono applauditissimi tra i non nerazzurri, mentre Paloschi e Floccari passano quasi in silenzio.

Primo tempo: ancora Petagna a segno. La gara inizia e la Dea viene subito aggredita alta dalla Spal. La squadra di Ferrara è chiusa ma pressa forte, un paio di gialli a Valoti e Missiroli fanno subito mormorare lo stadio ma è l’errore di Toloi al 7’ che scatena la preoccupazione: passaggio orizzontale, palla a Petagna che fortunatamente non è un cecchino infallibile e calcia addosso a Berisha. Sul calcio d’angolo seguente, però, il numero 37 ex nerazzurro si fa perdonare dai suoi nuovi tifosi e insacca di testa il terzo gol in due partite all’Atalanta. Il pubblico è attonito, nessuno si aspettava di andare sotto così presto contro una formazione tutt’altro che irresistibile, soprattutto perché sia nel primo tempo che nel secondo ci sono Catagne e Gosens che fermano Lazzari nemmeno fosse l’ultimo pivellino arrivato in Serie A. In attacco, Zapata scatta e Gomez sbatte contro Viviano mentre i tifosi sono straniti e in tribuna inizia a serpeggiare un po’ di preoccupazione. «Sampdoria-Frosinone 0-1» esclama qualcuno un po’ di file più in basso e gli spettri di una domenica da panico pallonaro iniziano ad addensarsi.

Ripresa: la Nord, Ilicic e Zapata. Matteo, avvocato milanese che segue la gara poco sotto la nostra postazione, chiama la Curva: «Speriamo che adesso, sotto la Nord, ci sia una grande spinta», e mentre il fratellino di Valoti continua a tifare per il numero 8 spallino (Alessandro e Omar Fantini sono gli inviati di Quelli che il calcio), lo stadio inizia a spingere e presto la situazione torna in parità. L’ennesimo scatto in profondità di Zapata viene premiato da Castagne, la palla arriva al colombiano che mette in mezzo per Ilicic un pallone perfetto che va solo spinto in rete. Lo stadio si risveglia in un attimo, nemmeno fosse Biancaneve baciata dal Principe; la vittoria torna al centro di ogni pensiero e siccome nella Dea giocano (tra gli altri) due elementi formidabili come Ilicic e Zapata, all’80’ arriva il 2-1: palla geniale in profondità di Giuseppe 72 per Hateboer, cross di prima intenzione in mezzo per Duvan e tocco ravvicinato del bomber che fa esplodere il vecchio Comunale. I tifosi sono in estasi, la vittoria ormai è a un passo e nemmeno i tre minuti di recupero concessi da Massa di Imperia fanno paura. L’Atalanta suona l’undicesima sinfonia in 23 partite.

Il post gara: Petagna dal Papu e Bergamo in Paradiso. Dopo la partita, ancora sotto l’acqua, il solito gruppo di tifosi si raduna fuori dagli spogliatoi per salutare i giocatori che escono. Petagna scappa via in auto con Gomez: dalle foto pubblicate sui social dall’attaccante triestino scopriamo che i due hanno passato la serata insieme. Ma quello che conta di più è che i bergamaschi sono felici per un successo importante che proietta la Dea ancora più in alto in classifica. Certo, non avessero annullato il gol di Okaka a Torino, i granata non avrebbero vinto e saremmo stati ancora più felici, ma ora è importante solo pensare a noi stessi. Del piovoso pomeriggio orobico restano due cartoline che regalano sorrisi. La prima è quella di Gasperini che esce dal campo bagnato come un pulcino ma che risponde subito al saluto della Curva con le braccia al cielo, la seconda è tutta per il portiere della Spal, Viviano, che sente il coro della Nord per Federico Pisani nel finale della sfida e con un applauso partecipa al ricordo: domani sono 22 anni che Chicco e Ale sono volati in cielo, chissà che spettacolo vedere la Dea dal palco principale del Paradiso…

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