Con dei tifosi come questi
riconquisteremo l’Europa

Prima la speranza per una grande vittoria, poi gli applausi per un bellissimo pareggio ottenuto da una squadra con tante assenze che ha messo in campo un cuore grande così. Atalanta-Inter, penultima sfida di cartello che si giocherà a Bergamo in questa stagione, ha regalato a Bergamo una delle cornici più belle della stagione e il risultato finale (pareggio senza reti) non rende pieno merito alla squadra e ai tifosi, che hanno comunque assistito a un bello spettacolo purtroppo senza l’acuto del gol.

Il prepartita: che brutto quell’elicottero. La gara in programma alle 20.45 del sabato mette sempre un po’ di preoccupazione dal punto di vista del traffico. Lo stadio pieno ha suggerito di arrivare per tempo nella zona dello stadio e fin dalle 18 il brulicare di appassionati tra viale Giulio Cesare e Curva Nord certificava la grande attesa. Purtroppo, come spesso capita in queste circostanze, i pessimi rapporti tra le tifoserie e il rischio di incidenti ha suggerito un massiccio dispiegamento di forze e il sottofondo dell’attesa è stato scandito dall’elicottero che per oltre un’ora ha sorvolato l’impianto orobico. Il mezzo delle forze dell’ordine è un alleato importante quando c’è da monitorare la situazione ma, di certo, non fa piacere a nessuno sentire quel forte ronzio a tutela dei tifosi per bene. Fortunatamente, l’arrivo degli interisti non ha riservato particolari problemi e la gara è iniziata con un bellissimo colpo d’occhio: lo stadio e l’Atalanta hanno pure omaggiato le due campionesse bergamasche Sofia Goggia e Michela Moioli, che si sono presentate con le medaglie d’oro e le coppe del mondo conquistate nell’ultima stagione di sport invernale.

Primo tempo, Dea scintillante. Dopo la bella sciarpata in avvio, lo stadio ha seguito con grande trasporto i primi minuti della sfida. Quello striscione esposto in Curva con scritto: “Riconquistiamo l’Europa”, è stato preso quasi alla lettera da Gomez e compagni che hanno cercato subito di svitare lo 0-0. Gomez al 5’ e Barrow in almeno altre tre occasioni si sono presentati pericolosamente in area, ma questa volta le polveri si sono rivelata bagnate e quindi la scintilla giusta per superare Handanovic non si è accesa. I tifosi atalantini, nonostante questo, sono rimasti quasi stupiti da tanta forza fisica e, a tratti, lo stadio si è dimostrato davvero un uomo in più per i nerazzurri. La bellezza della manovra e la capacità di andare sempre e comunque ad attaccare alti nonostante il rischio di finire presto la benzina non ha condizionato la squadra del Gasp e ormai è chiaro che in queste situazioni i tifosi bergamaschi sono molto bravi a trascinare tutti. Le due occasioni (importanti) di Perisic in chiusura di frazione non hanno certo scalfito il sorriso orobico: la prestazione, sontuosa, del giovane Barrow ha stupito anche i più scettici e gli applausi per le sue iniziative si sono sprecati.

Secondo tempo, Inter meglio. Dopo il riposo, il cambio Cornelius-Barrow ha spiazzato un po’ tutti, ma ancor di più ha incuriosito il veder rientrare in panchina il giovane numero 99 con le sue scarpe arancioni e la pettorina sopra la maglia. Da quella posizione privilegiata, l’attaccante della Primavera ha visto i compagni andare in difficoltà. Fortunatamente, il grande cuore dell’Atalanta, ancora una volta, ha centrato il risultato e tutto il pubblico, nonostante un paio di spaventi+, ha tenuto fino alla fine molto alti i decibel del sostegno. Gli ultimi 20′, 25′ minuti di gara sono stati un inno alla generosità e alla voglia di non arrendersi di un gruppo logorato dalle 44 partite ufficiali che, nonostante tutto, è ancora aggrappato con le unghie e con i denti alla speranza di riconquistare la qualificazione europea. Al fischio finale di Doveri, l’applauso è stato sincero: un punto è meglio di niente e anche se tutti sognavamo una vittoria bisogna saper apprezzare quello che il campo ti concede.

Il dopogara tra lampeggianti e traffico pesante. Dopo il fischio finale, lo stadio si è svuotato abbastanza rapidamente ma alcuni botti fragorosi hanno fatto temere una tarda serata da guerriglia. Fortunatamente, l’elicottero che ha fatto per un’altra mezz’ora la ronda sopra lo stadio mentre gli interisti lasciavano l’impianto è stato un semplice compagno sonoro verso il sabato notte di Bergamo e a parte qualche lampeggiante acceso e il solito gran traffico in uscita dalla zona, non ci sono stati grandi problemi nel deflusso. All’appello, a Bergamo, mancano le gare con Torino, Genoa e Milan: servirebbero tre vittorie per fare davvero lo scacco matto all’Europa. Proviamoci, tutti assieme e nulla è impossibile.

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