Diapositive dei 200 nerazzurri
Tanti sorrisi nel gelo di Crotone

Crotone-Atalanta, per la stragrande maggioranza degli atalantini, è stata una semplice partita di pallanuoto travestita da partita di calcio. Oltre 90′ minuti giocati all’ora dell’aperitivo, finiti appena in tempo per la cena con tanti moccoli per una vittoria sfumata. Ci sono però circa duecento, tra ragazzi e ragazze di ogni età, per cui la sfida dello Scida ha rappresentato un frammento in ben 48 ore di viaggio. Due giorni in giro per l’Italia con 2.400 km sul groppone a pochi giorni dalla trasferta di Dortmund per vedere la Dea al freddo e sotto la pioggia di Crotone.

Curva in bus, Chei de la Coriera in van. Da Bergamo, venerdì sera, sono partiti due bus e tre van. La Curva Nord, visto che la trasferta non aveva limitazioni, hanno viaggiato in libertà verso la Calabria macinando centinaia di chilometri per la classica toccata e fuga. In passato, quando andare in trasferta era molto più semplice, attraversate bibliche di questo livello erano quasi la regola di ogni stagione ma oggi che tutto va organizzato in pochi giorni è tutto molto più difficile. Tra l’altro, a pochissimi giorni dalla gara di Dortmund, non era affatto scontato arrivare a circa duecento appassionati considerando che, oltre alla Nord e ai Forever (Curva Morosini), anche Chei de la Coriera sono partiti direzione Calabria. Con Marco e Lissa a capo della spedizione, i “corieristi” si sono messi in viaggio a bordo di tre van a noleggio e si sono mossi con il giusto carico di leccornie. Tra i partecipanti, è scattata fin dai giorni precedenti una collaborazione attiva che ha impegnato tutti: c’è chi ha guidato, chi ha portato da mangiare, chi da bere e chi ha semplicemente partecipato. L’arrivo a Rende (Cosenza) nella tarda mattinata di sabato ha permesso a tutti di sistemarsi in hotel per la notte dopo la partita e, soprattutto, di prendere contatto con il clima ai piedi della Sila.

Manifestazioni, neve e rischio rinvio. Come tutte le trasferte di questo tipo, chi sceglie di inserire qualche variazione rispetto al viaggio diretto verso lo stadio deve sempre aspettarsi qualche inconveniente. Fuori dall’albergo scelto per il riposo, una manifestazione ha coinvolto esponenti di Forza Nuova e dei centri sociali, con la polizia a vigilare; fortunatamente non è successo nulla, ma vedere i tre van parcheggiati proprio in mezzo alle due fazioni ha messo un briciolo di apprensione a tutti: farsi mille km per una partita e trovarsi impelagati in certe situazioni è fantozziano. Ma passiamo oltre. Anche se Crotone è sul mare, la zona della Calabria centrale è particolare dal punto di vista geografico. La Sila, il complesso montagnoso che separa la zona tirrenica da quella ionica, era imbiancata e la pioggia insistente, in alcuni momenti, s’è trasformata anche in neve. Per prudenza, dopo il pranzo consumato nella sala congressi dell’hotel alle 11.30, i “corieristi” hanno viaggiato verso Crotone cercando di aggirare l’ostacolo con un orecchio (e non solo) teso alla radio: vuoi vedere che la rinviano? Sarebbe stato il colmo ma, con il senno di poi, forse sarebbe stato più giusto.

La partita: difficile parlare di calcio. Dentro uno Scida profondamente rinnovato, i pochi intimi presenti sugli spalti (non più di sette, ottomila i temerari) hanno assistito a uno spettacolo che non c’entra nulla con il calcio. I bergamaschi al seguito si sono compattati nel settore ospiti dietro allo striscione Bergamo, i cori si sono sentiti subito forti anche in televisione e per tutta la gara quello spicchio nerazzurro bagnato e sferzato dal vento ha cercato di aiutare i giocatori di Gasperini a superare l’ostacolo crotonese nonostante un clima veramente incredibile. Nel secondo tempo, con il terreno di gioco un po’ migliorato e la pioggia che finalmente ha dato un po’ di tregua, i ragazzi nerazzurri hanno spinto di più e, ad ogni calcio d’angolo, vedere il settore ospiti aumentare i giri del motore del tifo è stato perfino commovente. La rete di Mandragora ha dato fiato ai padroni di casa, la rabbia e la voglia di non perdere degli atalantini invece ha regalato una gioia bellissima ai 200 orobici al seguito con il gol di Palomino e alla fine l’1-1 è un buon risultato. Gli applausi a fine gara, dai tifosi per i giocatori e per i tifosi da parte di giocatori, sono la cartolina migliore che arriva da quel lembo di terra dove si parla spesso del mare e che invece, sabato, ha regalato un clima più vicino a quello di Livigno.

Il post-gara in trattoria e il rientro a Bergamo. Qualcuno è ripartito subito in bus, i corieristi invece si sono rimessi in marcia verso San Giovanni in Fiore e di lì a poco erano già tutti con le gambe sotto il tavolo di una trattoria tipica calabrese. Le immagini dei piatti parlano da sole, la compagnia come al solito si è divertita ma l’istantanea scattata intorno a mezzanotte, con alcuni sostenitori in piedi in mezzo alla neve vicino a cartelli autostradali con indicazioni per Cosenza e la Salerno-Reggio Calabria, è forse quella più divertente. Dopo la notte trascorsa in hotel, la risalita verso Bergamo inizia poco dopo le 7.30 e si conclude alle 20.30 attraversando l’Italia (per lungo) con tante soste più o meno previste e pure un passaggio in caseificio in Campania dove i sostenitori orobici hanno fatto scorta di mozzarella di bufala. Dal campo è arrivato solo un punto ma tra i duecento sostenitori che meritano applausi incondizionati c’è anche chi è riuscito a godersi un viaggio lungo due giorni zeppo di amicizia e tanta passione per la Dea.

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