Il dio della batteria Steve Gadd
rilancia sassofono e Hammond

Forse non tutti lo conoscono, ma Steve Gadd (nato nel 1945 nello stato di New York) è uno dei migliori batteristi di ogni tempo, senza distinzioni di generi musicali. Si è fatto ben valere anche come leader ma il suo contributo fondamentale alla musica è stato soprattutto come session drummer di riferimento assoluto. Per capirne il valore e i meriti, basta un elenco degli artisti che gli hanno affidato la propulsione ritmica della loro musica: Dizzy Gillespie (all’età di 11 anni), Michel Petrucciani, Chet Baker, Paul Desmond, Al Di Meola, Charles Mingus, Chick Corea e ancora, su altri fronti stilistici, Frank Sinatra, Paul McCartney, Simon & Garfunkel, Paul Simon, gli Steely Dan, Al Jarreau, Joe Cocker, Eric Clapton, i Manhattan Transfer, B.B. King, Jon Bon Jovi, i Bee Gees, Kate Bush, James Brown, Eumir Deodato, Pino Daniele… E questa non è che una estrema sintesi.

Dal 2014 Gadd suona in trio con il sassofonista Michael Blicher (vincitore di 2 Grammy Award) e il tastierista Dan Hemmer (il più grande suonatore di Hammond al mondo), entrambi danesi. Gadd ha riscoperto il piacere di suonare in maniera pressoché acustica. Il gruppo Blicher-Hemmer-Gad, che giovedì 28 novembre suona al Druso di Ranica (25-30 euro) si è formato nel 2014 e ha all’attivo già due dischi dal vivo che documentano una musica grondante energia, passione e creatività. L’organ soul e l’organ jazz sono portati ai massimi livelli di interplay e virtuosismo. Ampio spazio all’improvvisazione, chiaro.

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