Ecco i quattro bellissimi progetti
per la nuova casa della S.Pellegrino

San Pellegrino Terme, un nome che evoca immediatamente due cose: storia e acqua. Elementi che, per la località brembana, sono sempre andati a braccetto. Non c’è una senza l’altra e viceversa. L’epoca d’oro della Belle Époque è oramai finita, ma, seppur lentamente, il Comune sta ricostruendosi un’immagine di livello. Merito degli investimenti che, negli ultimi anni, sono stati fatti in quella località sulle rive del Brembo con l’intento di recuperare il Grand Hotel, il Casinò Municipale e le Terme, ovvero i tre emblemi dello stile Liberty che nei primi del ‘900 ha dato un volto unico al paese. Ma se il nome di San Pellegrino, nei decenni, è sempre rimasto noto a tutti nonostante gli anni bui vissuti dal turismo locale, merito è certamente della Sanpellegrino, l’azienda che produce acqua minerale e bevande soft drink fondata nel 1899 proprio a San Pellegrino Terme. Oggi il gruppo fa capo alla svizzera Nestlé, ma proprio in Val Brembana resta uno dei suoi stabilimenti storici, quello di Ruspino. Una fabbrica che, ora, diventerà un simbolo, oltre che un posto bello e «da vivere».

 

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Un salto nel futuro. Un progetto ambizioso, rinominato Flagship Factory, ovvero “la fabbrica simbolo”. 90 milioni di investimento che nasce dall’esigenza di aumentare la capacità produttiva, rendere più efficiente la logistica e rafforzare la sicurezza interna ed esterna, ma che in realtà donerà a San Pellegrino un altro simbolo. La presentazione dell’iniziativa è avvenuta giovedì 15 settembre al Casinò, quando sono stati presentati i progetti di quattro archistar mondiali che si sfideranno nella creazione della nuova fabbrica. La presentazione è stata il culmine del concorso lanciato su scala internazionale per ottenere un progetto veramente innovativo,. in grado di contribuire non solo con una visione artistica ma che ponga anche nuovi standard in termini di efficienza e di rispetto della sostenibilità ambientale, per creare un ambiente di lavoro positivo. Non è un caso che all’interno del progetto rientra anche la creazione di un Experience Lab, ovvero un laboratorio esperienziale che sarà una via di mezzo tra un museo dell’acqua e un innovativo modo di presentare la storia di questa grande azienda. Parallelamente si stanno ascoltando i 465 dipendenti per capire quali ulteriori servizi inserire nel progetto. Il tempo stimato di realizzazione del nuovo stabilimento è di circa 3 anni dall’apertura del cantiere, cioè dall’inizio del 2017 se tutto filerà liscio. I progetti in gara saranno giudicati da una commissione curata dal Professor Luca Molinari e composta da Marco Settembri (Executive Vice President di Nestlé S.A e Responsabile di Nestlé Waters), Magdi Batato (Executive Vice President Nestlé S.A. e Head of Operations), Stefano Agostini (Presidente & CEO di Sanpellegrino), oltre a personalità di calibro internazionale. L’annuncio del progetto vincitore è atteso verso la fine di settembre. Intanto scopriamoli tutti.

 

BIG (Bjarke Ingels Group)

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Il rinomato studio con sedi a Copenhagen e New York è conosciuto soprattutto per la progettazione dell’innovativo VIA 57 West a New York, la Serpentine Gallery 2016 a Londra e il Padiglione Danese a Shanghai Expo. Al momento si sta occupando anche della costruzione del Google Campus e del Two World Trade Center a New York. La proposta del BIG abbraccia e migliora l’architettura della fabbrica preesistente e disegna al contempo un’elegante cornice che permette ai visitatori di cogliere la potenza e la purezza del paesaggio alpino circostante. Il fondatore dello studio Bjarke Ingels, presente al Casinò, ha così spiegato il progetto: «Plasmata dal corso del Brembo e dai contorni ripidi delle Alpi, la nostra proposta per il nuovo stabilimento Sanpellegrino prende ispirazione dal paesaggio della Val Brembana. Come se fosse il corrispondente “acquatico” di una cantina di vini, il susseguirsi delle arcate si espande e si contrae, creando il contesto narrativo per la purezza e la trasparenza dell’acqua minerale, in un ambiente caratterizzato da luminosità, spazi aperti e trasparenza».

 

MVRDV

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Questo studio olandese è stato fondato nel 1993 da Winy Maas, Jacob Van Rijs e Nathalie De Vries, e si propone come fornitore di soluzioni a problemi inerenti l’architettura contemporanea e l’urbanistica. Lo studio, pluripremiato e riconosciuto a livello internazionale, presenta nel suo archivio importanti opere, tra le quali: la realizzazione del padiglione olandese per Expo 2000 ad Hannover, il Market Hall a Rotterdam, El Mirador a Madrid, la montagna di libri di Spijkenisse, la sede centrale di DBN e il Bjørvika Barcode Masterplan ad Oslo. Il progetto di MVRDV include soffitti e pavimentazioni trasparenti più un livello di acqua sul tetto che richiami la funzione dell’edificio. Il cofondatore dello studio Luca Moscelli ha spiegato: «Trasformiamo la fabbrica ancora di più in una stella. Sogniamo un edificio che valorizzi la sua trasparenza, la sua onestà, il suo rapporto col paesaggio… Una nuova stella trasparente sopra la fabbrica e su tutta la valle».

 

SNØHETTA

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Studio norvese fondato da Kjetil Trædal Thorsen e Craig Edward nel 1989. È composto da architetti del paesaggio, designers di interni, designers grafici, ricercatori e artisti conosciuti e apprezzati a livello internazionale. I loro progetti, come la Biblioteca di Alessandria in Egitto, l’Opera House di Oslo, il National September 11 Memorial & Museum al World Trade Center di New York e il Moma di San Francisco, sono ritenuti tra i più belli di sempre. Il loro progetto mira a integrare la nuova fabbrica nell’area, sia visivamente sia fisicamente, con una rete di acciaio che si adatta ai contorni degli edifici e assume nuove forme a seconda del punto da cui la si osserva. Kjetil Thrædal Thorsen ha così spiegato il loro rendering: «La storia di Sanpellegrino e della sua acqua è di per sé così forte da creare un futuro di successo. Snøhetta ha tratto ispirazione per il proprio progetto partendo da questo fatto, limitandosi a enfatizzare i valori straordinari di Sanpellegrino, della sua natura, dell’acqua e della sua rilevanza internazionale».

 

aMDL

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Architetto Michele De Lucchi (aMDL) è uno studio di architettura con sede a Milano, fondato nel 1980 da Michele De Lucchi, autore di alcuni dei più noti e importanti oggetti di design industriale, divenuti delle vere e proprie icone e, in seguito, esposti anche al Moma di New York e all’interno del Vitra Museum. Lo studio, che opera a livello internazionale, si è occupato degli allestimenti museali del Neues Museum di Berlino, di progetti commissionati dal Ministero degli Affari Interni della Georgia, del rinnovo degli uffici della sede centrale di Enel e Alitalia, e della progettazione del Padiglione Zero di Expo 2015. Presente al Casinò, De Lucchi ha spiegato che il progetto dello studio è strutturato attorno a quattro temi chiave: «Essere naturale, puro, rigoroso e cool». Il suo edificio è stato progettato per integrarsi con l’ambiente circostante e avrà facciate in vetro bianco trasparente e un “water theatre” esterno.

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