Il film da vedere nel weekend
Annabelle 2, la bambola dell’orrore

Regia: David F. Sandberg.
Con: Miranda Otto, Stephanie Sigman, Lulu Wilson, Talitha Bateman, Anthony LaPaglia, Alicia Vela-Bailey, Kerry O’Malley, Philippa Coulthard, Adam Bartley, Samara Lee.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Ci sono temi, immagini e oggetti della nostra vita quotidiana che ci circondano continuamente e che, se analizzati un po’ più in profondità, rivelerebbero un’origine oscura o quantomeno più inquietante di quanto non si sarebbe portati a pensare. La bambola è uno di questi oggetti. Gioco innocente per bambini, in realtà ci dice qualcosa di molto profondo sulle nostre attitudini: la bambola è prima di tutto un nostro doppio, un surrogato d’uomo (o di donna) sul quale proiettiamo immagini, ansie, aspettative e timori. Forse per questo motivo è da sempre uno dei soggetti preferiti del genere horror, nelle sue incarnazioni letterarie e cinematografiche. Negli anni Novanta la serie di romanzi Piccoli Brividi ha portato alla ribalta il pupazzo Slappy, specie di bambola per ventriloquo con manie assassine e qualche anno prima al cinema era arrivato il bambolotto Cucky, protagonista della serie Child’s Play.

Anche se apparentemente quello della bambola è un soggetto poco presente nella cinematografia contemporanea è stato grazie ad Annabelle che, qualche anno fa, il tema è tornato alla ribalta. Il film era interessante già da un punto di vista produttivo, trattandosi di una storia derivata da un atro franchise filmico (quello di The Conjuring per la precisione). Oggi arriva in sala l’inevitabile secondo episodio che, come dice il titolo, si concentra sulla creazione della bambola posseduta e della sua oscura maledizione. Protagonista è appunto il costruttore di bambole Samuel che rimane vittima, con la famiglia, di un tragico incidente stradale. Dopo anni di difficoltà lui e la famiglia decidono di aprire la casa a una suora che vi entra con delle bambine. Saranno proprio loro a svegliare il potere dell’artefatto, rivelando segreti oscuri e pericolosi.

Il regista di questo Annabelle 2 – Creation è David F. Sandberg, già visto all’opera qualche tempo fa con l’interessante Lights out. Se già la sua opera prima risultava piacevole, qui Sandberg fa il salto di qualità: pur potendo ancora considerarsi un autore affermato nel genere di riferimento, si deve riconoscere che le sue scelte risolvono in maniera particolarmente felice il difficile compito di costruire un prequel su basi ben poco solide. La sua scelta, del tutto efficace, è quella di costruire una narrazione forse un po’ prevedibile nelle linee generali ma in grado di avvincere lo spettatore e di tenerlo incollato allo schermo fino alla fine del film. Il film, insomma, non brilla per la ricercatezza delle soluzioni presentate ma può essere paragonato ad una macchina semplice e tuttavia perfettamente funzionante.

 

 

Senza dubbio l’elemento migliore di tutto il lavoro sono le sequenze che vedono protagonista la stessa Annabelle. In particolare giocando sulla fisionomia delle ombre e sulle prospettive (spesso vertiginose), il film ci regala momenti di sicura tensione. Non diciamo proprio paura, perché lo spettatore sa quasi sempre cosa aspettarsi, ma il brivido che scorre lungo la schiena è comunque un ottimo indicatore di qualità per un film come questo. Tutto sommato, quindi, Annabelle 2 finisce con l’essere quasi meglio del capostipite; sicuramente un ottimo esempio di come andrebbe gestito un sequel (o, in questo caso, un prequel) imposto per motivi commerciali ma molto efficacemente risolto.

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