Il film da vedere nel weekend
Annabelle 3, non solo inquietante

Regia: Gary Dauberman.
Con: Mckenna Grace, Patrick Wilson, Vera Farmiga, Madison Iseman, Katie Sarife.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

L’uscita, qualche settimana fa, del remake/reboot La bambola assassina ha riportato alla mente degli spettatori il ruolo antropologicamente cruciale della bambola come oggetto di affezione e – potenzialmente – di disturbo. Ciò origina in particolare dal fatto che la bambola agisce come un doppio dell’umano, una sorta di esternalizzazione di tutto ciò che in noi percepiamo di eccessivo e pericoloso. E proprio per questa sua doppiezza la bambola è diventata col tempo uno degli oggetti-feticcio del cinema horror. Lo sanno bene i fan della saga originata da The Conjuring e presto tradottasi nella serie di spin-off dedicati ad Annabelle, uno degli oggetti più oscuri e inquietanti di quell’universo narrativo. Oggetto posseduto fra gli altri nel film originale, la bambola maledetta è diventata una vera e propria icona della serie, assumendo un’identità sufficientemente definita da originare un proprio ciclo di narrazioni, che in questi giorni giunge al cinema con la sua terza iterazione, Annabelle 3.

 

 

Protagonisti di questo nuovo episodio sono i coniugi demonologi Warren, la cui figlia Judy viene affidata alle cure di una babysitter molto premurosa. Le cose iniziano a complicarsi, però, quando un’amica di quest’ultima scende nel museo dell’occulto di casa Warren e libera inavvertitamente dalla sua prigionia la bambola Annabelle, reclusa in una teca sigillata con dei potenti talismani. La sua liberazione ingenera una catena di eventi nefasti che coinvolgerà tutti i protagonisti della vicenda. Annabelle 3 riprende e sistematizza le più interessanti suggestioni presentate nei capitoli precedenti e al contempo attinge a piene mani (ma in modo piuttosto creativo) da altri titoli classici del repertorio delle bambole possedute. Ne emerge un film complesso, che alterna momenti sinceramente inquietanti ad altri più autoriflessivi e quasi parodici. Si tratta di un elemento non banale per un film horror contemporaneo, considerando che il genere (nelle sue manifestazioni più riuscite) si è comunque parecchio inseriosito. Un titolo può invece essere divertente e di grande intrattenimento anche senza rinunciare a spunti interessanti.

Fatte salve alcune perplessità riguardo a un ritmo un po’ troppo lento nella prima parte e a una forse non sempre coerente capacità di collegamento con gli altri film della saga, Annabelle 3 si conferma probabilmente la migliore incarnazione dell’universo The Conjuring, di cui recupera in pieno le sensazioni e la costruzione degli ambienti. La cosa più interessante, forse, è la sua capacità di essere un film in qualche modo tardo (cioè consapevole di tutto ciò che lo ha preceduto) senza essere per questo derivativo, essendo invece in grado di connettere elementi e temi in modo originale. Una dote non scontata e, si potrebbe quasi dire, inattesa per un tipo di film che spesso si accontenta di ripetere copioni e strade già battute proprio in virtù di precedenti successi commerciali. Fa piacere vedere che qui le scelte intraprese siano state diverse e il risultato finale è decisamente apprezzabile.

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