Il film da vedere nel weekend
Assassin’s Creed, mozzafiato

Regia: Justin Kurzel.
Cast: Michael Fassbender, Marion Cotillard, Jeremy Irons, Brendan Gleeson, Charlotte Rampling, Michael K. Williams, Denis Menochet, Ariane Labed, Brian Gleeson, Matias Varela, Coco König, Mohammed Ali, Dino Fazzani, Graham Curry, Christopher Whitlow.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

 

È passato un paio di anni da quando i videogiocatori di tutto il mondo hanno potuto provare l’ebbrezza di scalare agilmente palazzi per la prima volta, in una specie di parkour nella storia. Con Assassin’s Creed la Ubisoft ha in effetti fatto centro, proponendo agli acquirenti un modello che si è rivelato vincente: rivivere eventi chiave della storia dell’uomo (dalle Crociate al Rinascimento, dall’Indipendenza americana all’epoca vittoriana) all’interno di una narrazione a metà fra sci-fi e Il codice da Vinci. Gli incassi hanno dato ragione alla software house e ad oggi la saga è una delle più fortunate di sempre.

 

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C’era certamente da aspettarsi che, prima o poi, sarebbe stato messo in cantiere un adattamento cinematografico, che con l’arrivo dell’anno nuovo sbarca nei cinema italiani. Primo tassello di una serie, questo Assassin’s Creed è diretto dall’australiano Justin Kurzel, visto recentemente all’opera con il bellissimo Macbeth. A vestire i panni del protagonista, come nel fortunato adattamento shakespeariano, il bravissimo Michael Fassbender.

La vicenda ruota attorno al criminale recidivo Callum Lynch, salvato in extremis dalla pena di morte per ordine della misteriosa Abstergo, versione contemporanea del sempiterno Ordine dei Templari. Callum, discendente del misterioso Aguilar (vissuto nel Quattrocento), avrebbe il compito di rivivere i ricordi del proprio avo attraverso un simulatore d’esperienza denominato Animus. Questo con lo scopo di mettere i Templari sulle tracce di un artefatto preziosissimo: la mela dell’Eden. Callum scopre però di essere parte di una confraternita di assassini che, da tempo immemore, lotta contro i Templari per impedire loro di raggiungere i propri (loschi) scopi. Inizierà così una lotta senza quartiere.

Assassin’s Creed, come molti altri titoli delle passate stagioni, pone in primo piano una questione di fondamentale importanza per il cinema contemporaneo: la stratificazione dei livelli di lettura. È sorprendente constatare come, per uno spettatore già introdotto alle vicende dal videogioco, il film acquisti una profondità e un piacere assolutamente impensabili per chi non abbia mai messo mano sul fortunato titolo Ubisoft. Questo non vuol dire che il film sia fatto solo per i gamers o che gli altri non ne possano godere; tutt’altro. Si tratta soltanto di due esperienze diverse. L’ottima regia di Kurzel, infatti, riesce ad armonizzare le due modalità di lettura, creando un film assolutamente godibile per chiunque, soprattutto grazie all’ottimo comparto visivo e all’ottimo lavoro fatto dai protagonisti (già diretti dallo stesso Kurzel in Macbeth).

 

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Il lavoro del regista diviene ancora più apprezzabile soprattutto se si considera che, per un titolo come questo, le pressioni da parte del pubblico e dell’industria (Ubisoft, ovviamente) erano altissime. Un prodotto fortemente caratterizzato e con una massa di fan molto affezionata rischiava di rimanere deluso da un film meno che perfetto, soprattutto considerando che storicamente i lungometraggi tratti da videogiochi non sono stati molto fortunati. Per fortuna il talento autoriale di Kurzel non è stato schiacciato dalle logiche produttive imposte dal titolo, riuscendo a ritagliarsi qualche minimo spazio di manovra che ha reso il prodotto finale un film più che valido. Così, fra le acrobatiche piroette di Fassbender e la cruda rappresentazione storica, Assassin’s Creed apre l’anno cinematografico con un ottimo risultato, che non mancherà di accontentare i fan e (forse), stupire i neofiti.

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