Il film da vedere nel weekend
Halloween, il ritorno di Myers

Regia: David Gordon Green
Con: Jamie Lee Curtis, Judy Greer, Will Patton, Haluk Bilginer, Virginia Gardner.

 

Era il 1978 quando Halloween – La notte delle streghe, diretto da John Carpenter, usciva nelle sale cambiando per sempre la storia del cinema horror. Realizzato con un budget limitato e dotato di una struttura semplice, il film di Carpenter è stato uno dei più importanti nella storia del suo genere: dotato di una ambientazione contemporanea e domestica, il film trasportava il terrore nel mondo quotidiano, che risultava come infestato dalla presenza incontrollabile di un killer omicida (che, significativamente, uccide quasi senza motivo e comunque senza mai fermarsi). Fantasma di morte invincibile, Michael Myers è così diventato uno dei personaggi più iconici del cinema contemporaneo, tanto che le sue vicende hanno dato origine ad una saga lunga (dieci film), per quanto non sempre di grande impatto cinematografico.

 

 

Ricorre quest’anno il quarantennale di quell’evento e i fan aspettavano con ansia l’uscita del nuovo episodio di questa saga. Il nuovo Halloween è diretto da David Gordon Green, regista giovane ma assai prolifico, in grado di spaziare con agio attraverso quasi tutti i generi cinematografici. Fra i protagonisti ritroviamo poi Jamie Lee Curtis, vero e proprio simbolo della saga (fu il personaggio centrale dei primi film). La sua presenza, oltre a essere una raffinatezza che non potrà che far piacere agli estimatori, è funzionale a rendere ossessiva la presenza di Myers, oltre che a tramutare il rapporto fra i due poli (bene/male) una sorta di caccia costante e senza requie. Anche all’interno del film, infatti, Laurie Strode vive una vita di reclusione autoimposta, nel terrore continuo che Michael Myers possa tornare per concludere il lavoro iniziato quarant’anni prima. Un pericolo che, come certamente sanno gli estimatori del filone, si rivela sempre fondato. Pur mantenendo quasi inalterata la struttura di base del film da cui trae il nome e l’ispirazione, Halloween si presenta a tutti gli effetti come una vera e propria ricerca d’autore; un’operazione non facile quella messa in campo da Green, ma la cui riuscita conferma inequivocabilmente come – per rifare un film – sia necessario prima di tutto averne capito lo spirito e la dinamica.

In alcune dichiarazioni recenti, Jamie Lee Curtis ha definito il nuovo Halloween un film legato al movimento “Me Too” emerso dopo i recenti scandali legati al mondo di Hollywood. Effettivamente, rileggendo in questo senso l’intera saga di Myers, ci si rende conto di come questo tipo di coloritura politica fosse in qualche modo già presente anche nel film originale, che proprio attorno al rapporto predatorio e ossessivo fra un uomo (Michael) e una donna (Laurie) si trovava a gravitare. La raffinatezza estetica del nuovo Halloween rende ancora più apprezzabile la sua densità teorica, ma la cosa che rimane più apprezzabile, da spettatori, è l’omaggio senza imitazione che il regista mette in piedi per un filone che è stato così importante per il cinema horror. In definitiva, l’Halloween di Green è non solo un ottimo film horror, ma anche l’eccellente dimostrazione di come sia possibile produrre un sequel/remake/reboot dotato di una specifica identità in quanto oggetto filmico pur senza dimenticare le sue radici e anzi reinterpretandole mantenendo fede al loro spirito. Così, il film non potrà che lasciare i fan soddisfatti; più interessante sarà poi il caso degli spettatori più giovani, che magari senza aver mai visto il film di Carpenter o i suoi numerosi seguiti, potrebbero desiderare di avvicinarsi a questa importante saga horror. In qualsiasi caso, rimane il fatto che Halloween è probabilmente uno dei migliori film realizzati da Green, un’opera che speriamo possa ridare corpo a questa specifica forma del genere.

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