Il film da vedere nel weekend
It – Capitolo 2, iconico e terrificante

Regia: Andy Muschietti.
Con: James McAvoy, Jessica Chastain, Isaiah Mustafa, Jay Ryan, James Ransone.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Quando è stato annunciato il remake di It, sorta di testo cult per un’intera generazione, i fan più accaniti si sono preoccupati: non sempre riportare un film in sala in versione aggiornata è una buona idea. Questo vale anche nel caso in questione, proprio per il suo status di oggetto di culto. È vero che la miniserie originale tratta dal best-seller di Stephen King aveva grossi problemi per quanto riguarda gli effetti speciali e si concludeva con un finale deludente (e traditore rispetto a quello del romanzo), ma il rischio era comunque dietro l’angolo. L’uscita di It – Parte 1 ha però placato gli animi. Anche se il plauso non è stato unanime, il film si è distinto per la sua ricercatezza tecnica ma soprattutto estetica: abbandonato il tono camp e scanzonato dell’originale, l’adattamento di Andy Muschietti si è contraddistinto per una maggiore serietà e un più deciso gradiente di terrore. L’attesa per la seconda parte era insomma spasmodica e – finalmente – questa settimana esce in sala.

 

 

Non vogliamo fare troppi spoiler, quindi basti dire che – esattamente come nell’originale – vedremo i protagonisti della prima parte (ormai cresciuti) tornare a casa. Lì dovranno affrontare di nuovo i propri demoni, le tracce di un passato che non passa e ovviamente il terribile Pennywise. Muschietti mantiene le promesse e ci regala un film lungo, complesso, pieno di colpi di scena e momenti di autentico terrore. Il clown di King non è mai stato così cattivo e le sue apparizioni scandiscono il ritmo narrativo dell’opera con un crescendo di tensione che si acutizza – drammaticamente – nel finale. La parte migliore è, ancora una volta, la caratterizzazione del clown, che ne fa veramente un’icona della paura che si annida nel nostro animo. “It”, esso, l’indeterminato che temiamo atavicamente perché la paura fa parte degli esseri umani. Il film lo mostra in maniera egregia, rivelandosi un prodotto in grado di terrorizzare tanto i fan dell’originale quanto gli spettatori che hanno apprezzato soltanto il remake. Se il personaggio di Pennywise è così iconico e terrorizzante, però, è forse perché intercetta un malessere diffuso del nostro tempo.

A ben guardare, infatti, si sono moltiplicate in anni recenti le produzioni cinematografiche e televisive che fanno di questo tipo di personaggio (il clown) la loro chiave di volta per costruire la paura (si pensi solo al caso della serie American Horror Story: Cult). In tempi piuttosto recenti, l’Oxford English Dictionary ha dichiarato la fobia dei clown parola dell’anno e Stephen King non ha esitato a definire Trump «il presidente Pennywise». È forse eccessivo voler leggere in It una denuncia della situazione contemporanea, ma è senza dubbio vero che il cinema (soprattutto di genere, soprattutto horror) ha la capacità di riflettere in chiave figurata su ansie e rimossi culturali. E questo film non sembra fare eccezione. Speriamo che, dopo il suo promettente esordio e la brillante capacità di svolgere un compito difficile come questo, la carriera di Muschietti ci regali altre perle nei prossimi anni.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.