Il film da vedere nel weekend
La La Land, un musical da Oscar

Regia: Damien Chazelle.
Cast: Ryan Gosling, Emma Stone, J. K. Simmons, Finn Wittrock, Sandra Rosko, Sonoya Mizuno, John Legend, Hemky Madera, Ana Flavia Gavlak, Callie Hernandez
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

C’è stato un tempo, ormai remoto anche per i più cinefili, in cui il musical era un genere di punta dell’industria cinematografica. Squisitamente hollywoodiano nella sua carica spettacolare, costituisce la perfetta incarnazione del cinema sonoro inteso nella sua capacità di avvincere e stupire lo spettatore. Si tratta, al contempo, di un genere che negli ultimi anni non ha goduto di molta fortuna, lasciando il posto ad altri che meglio si prestano a interpretare alcune caratteristiche del cinema contemporaneo. Certo, ci sono stati dei tentativi in senso contrario, come testimonia ad esempio il pirotecnico e sensuale Moulin Rouge, con il suo pirotecnico spettacolo di corpi, voci e immagini. Su questa stessa linea si pone poi il fortunatissimo La La Land, che ha fatto incetta di candidature per i prossimi Oscar.

La cosa non stupisce più di tanto, considerando appunto che il musical è, fra i generi, uno dei più hollywoodiani e che i premi dell’Academy vengono sempre assegnati a film che – bene o male – reinterpretano le categorie classiche del cinema. Diretto dal giovane Damien Chazelle (già autore dell’ottimo Whiplash) e interpretato dagli ottimi Ryan Gosling ed Emma Stone, il film è stato presentato (con successo) all’ultimo Festival del Cinema di Venezia. Mia è una giovane cameriera che sogna una carriera da attrice, Sebastian un jazzista costretto a suonare in posti di bassa lega dove nessuno considera la sua musica. L’incontro fra i due e la reciproca determinazione li porterà al successo, ma con esso arriveranno anche i primi problemi.

Quale strada oggi per il musical? È questo che sembra chiederci, fra le righe e senza mai porre al centro della scena la questione, il film di Chazelle. La destinazione periferica di questo interrogativo non guasta, anzi risulta particolarmente indovinata: dopotutto film di questo tipo sono fatti soprattutto per offrire un intrattenimento spettacolare (e, in questo caso, particolarmente romantico). La strada proposta da La La Land è sostanzialmente quella di un aggiornamento delle formule e dei moduli solitamente associati al musical: il regista lavora quindi più sul linguaggio che sulla vicenda raccontata (molto classica, per la verità).

 

 

Se in Whiplash predomina un’espressione veloce e movimentata, che ben si accordava al soggetto del film (la batteria era protagonista), qui tutto appare più piano e disteso. Un ritmo lento, ma non per questo meno calibrato o meno in grado di catturare l’attenzione del pubblico. Anzi, se possibile è vero il contrario. Il tipo di espressività messo in campo da Chazelle pare particolarmente felice per questo musical in particolare, dove romanticismo e malinconia si fondono perfettamente – soprattutto nella seconda parte, quella che ci mostra il “rovescio della medaglia” di quel successo che i protagonisti andavano cercando.

Il che, beninteso, sarebbe già sufficiente per rendere il film un oggetto prezioso, cui vale assolutamente la pena di accordare la propria visione. Ma considerando che Chazelle ha poco più di trent’anni (classe 1985), la capacità con cui mette in piedi un film tanto efficace non solo stupisce, ma soprattutto lascia ben sperare per il futuro. Siamo di fronte, infatti, a una filmografia ancora limitata (di soli tre titoli, per ora), ma che manifesta una coerenza interna degna di attenzione e che – soprattutto – non ha ancora sbagliato un colpo.

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