Il film da vedere nel weekend
La paranza dei bambini, d’impatto

Regia: Claudio Giovannesi.
Con: Francesco Di Napoli, Artem Tkachuk, Alfredo Turitto, Viviana Aprea, Valentina Vannino.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Il nome di Roberto Saviano è ormai universalmente riconosciuto per il suo impegno intellettuale nella denuncia delle associazioni mafiose e per la sua grande capacità di raccontare, in modo dettagliatissimo ma senza mai perdere di vista l’umanità dei casi di cui parla, la genesi e lo sviluppo della cultura mafiosa in Italia e nel mondo. Dal suo fortunatissimo Gomorra sono stati tratti un film e una serie di grande successo che, pur con le necessarie differenze, sono state in grado di tradurre in immagini la potenza evocativa delle sue pagine. Oggi arriva invece al cinema il film (omonimo) tratto dal suo La paranza dei bambini, diretto da Claudio Giovannesi. Il regista, dopo aver preso parte alla realizzazione della seconda stagione di Gomorra, si è cimentato direttamente con un testo di partenza complesso e ambizioso, denso di implicazioni e attualissimo.

 

 

Protagonisti del film sono alcuni ragazzini di una Napoli estremamente contemporanea (il film è ambientato nel 2018). Nicola, Biscottino, Lollipop, Briatò e i loro compagni hanno un solo sogno: quello di diventare ricchi e potenti per potersi permettere vestiti di lusso e non solo. Nonostante la sua giovane età (15 anni), Nicola subisce il fascino della cultura mafiosa e finisce col coinvolgersi in una cosca camorrista: in virtù del suo ingresso nella famiglia e del furto di una pistola, il giovanissimo diventerà il leader del proprio gruppo. La paranza dei bambini è stato (ed è tutt’ora) un testo straordinario nella sua capacità di tratteggiare con forza ma anche con grande umanità i presupposti culturali e la fisionomia del fenomeno camorrista e del fascino che può esercitare sui più giovani. Le vere e più incolpevoli vittime della mafia e della sua mitologia sono i bambini, che crescendo in un clima culturale di legittimazione della criminalità organizzata, vedono in quei fenomeni un modo facile e veloce per raggiungere il potere che tanto bramano.

È interessante notare come, pur avendo lavorato a Gomorra, Giovannesi sia qui in grado di adottare uno stile profondamente diverso, meno legato ai moduli narrativi del noir e più focalizzato sulla dimensione intima e psicologica del suo protagonista Nicola. Non c’è più l’epica postmoderna di una Napoli tragica e lacerata dal contrasto fra le famiglie: a emergere sono invece gli effetti che questa condizione di conflitto continuo ha sui singoli individui e in particolare sulla sensibilità dei bambini. Film ambizioso, visivamente potente e di grande impegno civile, La paranza dei bambini è una di quelle opere che andrebbero viste a scuola e a lungo commentate con i docenti. Solo a partire da un confronto diretto con l’attualità più cruda è possibile sperare di analizzare (e decostruire) i meccanismi che pongono in essere quella stessa realtà. Un’impresa complessa, che tuttavia deve essere svolta anche e soprattutto in prospettiva educativa.

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