Il film da vedere nel weekend
Maleficent – Signora del male, bello

Regia: Joachim Rønning.
Con: Angelina Jolie, Michelle Pfeiffer, Elle Fanning, Sam Riley, Imelda Staunton.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Le fiabe sono senza dubbio uno dei patrimoni culturali più interessanti e ancora inesplorati dell’Occidente. Sì, perché anche se continuiamo a raccontarle e a esserne affascinati, nascondono ancora molti punti oscuri. Le vicende di Cenerentola o della Sirenetta rivelano una natura molto mondana e ben poco romantica nelle loro versioni originali. Parte di questo processo di adeguamento a una versione ingentilita delle fiabe è stato possibile proprio grazie al cinema e, segnatamente, all’intermediazione degli adattamenti Disney. Che questo tipo di racconto sia poco spendibile nel contesto contemporaneo appare confermato dal continuo desiderio di aggiornare quelle vicende, come dimostra in maniera emblematica l’ondata di remake in live action e l’uscita, in questi giorni, di un film come Maleficent – Signora del male. Il film si pone in continuità con il precedente Maleficent, di qualche anno fa.

 

 

Se già quel primo tentativo era stato in grado di dare nuova linfa alla mitologia di un personaggio iconico come la strega Malefica, riscrivendone al contempo alcuni tratti fondamentali, ecco che ora questo processo viene – se possibile – portato all’estremo. Perché qui Malefica è la grande vittima, l’incompresa che dopo aver cresciuto la principessa Aurora come una figlia è costretta a farsi violentemente da parte quando la giovane annuncia al mondo il suo fidanzamento con Filippo. Se nel film Disney originale Malefica era un personaggio del tutto negativo, ecco che qui (come nel film di qualche anno fa) il suo ruolo viene completamente riscritto in favore di una figura maggiormente umana e patetica, in grado di accogliere un meccanismo di rispecchiamento ben più complesso e articolato. Dal punto di vista narrativo, il film non si lascia andare a soluzioni troppo ardite, ma la cosa appare pienamente comprensibile considerando il lavoro fortemente iconoclasta che è stato messo in piedi dal regista. Dal punto di vista stilistico, il dispiegarsi degli effetti speciali dà spessore e profondità a un mondo che riesce a vivere sulle proprie spalle e a essere del tutto credibile. Una vicenda romantica e abitata da un dramma profondo, che sconfessando l’eredità del cartone animato Disney riesce a proporsi come matura e contemporanea. Ci si aspetta dunque un certo successo di pubblico, per un film capace di intercettare tanti nodi cruciali dei giorni nostri.

Detto sinceramente, questa strategia di rinnovamento dell’industria dell’intrattenimento Disney appare decisamente preferibile rispetto a quella, spesso apertamente pretestuosa, del remake a tutti i costi. Se Il Re Leone e Aladdin, in questa nuova veste, rischiano di sembrare poco più che messe in mostra di una CGI potentissima e fotorealistica, avere il coraggio di mettere in questione le mitologie che si è creato è un segno di maturità ben maggiore. Maleficent potrebbe in questo senso fare scuola e offrire l’occasione di problematizzare (in modo ben più profondo) gli assunti di base di uno dei fenomeni che ha segnato una generazione (il cartone animato targato Disney, appunto). In generale, Maleficent – Signora del Male si presenta come un lavoro degno della massima attenzione, sia dal punto di vista tecnico che estetico. Un film in grado – ne siamo certi – di appassionare gli spettatori più o meno giovani e, soprattutto, più o meno appassionati alla storia Disney.

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