Il film da vedere per le feste
Oceania, un’eroina alla ricerca di sé

Regia: John Musker, Ron Clements, Don Hall, Chris Williams.
Voci italiane: Emanuela Ionica e Chiara Grispo (Vaiana Waialiki), Fabrizio Vidale (Maui) , Roberto Pedicini (Tui Waialiki), Micaela Incitti (Sina), Angela Finocchiaro (Nonna Tala), Raphael Gualazzi (Tamatoa).
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

 

Sul primato dei Pixar Studios nell’ambito dell’animazione cinematografica ormai si sono spese moltissime parole, che non vale la pena di ripetere una volta di più. Sta di fatto che la loro capacità di creare storie coinvolgenti e tecnicamente perfette ha dato forma ad alcuni dei film più iconici degli ultimi decenni, a partire dall’ormai lontano Toy Story. Rispetto alle animazioni già avveniristiche di Woody e Buzz sono stati fatti passi da gigante e oggi i mondi costruiti dal genio inventivo di questa équipe vivono di vita propria e fanno emozionare gli spettatori di tutte le età. In effetti uno dei punti di forza dei film Pixar sta proprio nella capacità di avvincere tanto i bambini quanto gli adulti grazie a vicende che, pur all’interno di un tono favolistico, sanno parlare con efficacia a generazioni diverse che spesso faticano a comunicare. Ce lo conferma ancora una volta (ma ormai, ce n’era bisogno?) il film Oceania, in arrivo nei nostri cinema.

Vaiana è una ragazza generosa e vive serena sotto la protezione del padre e della nonna. È proprio l’anziana che rivela alla giovane un antico segreto riguardante le capacità nautiche del popolo Maori. Perché questi grandi navigatori hanno smesso di andar per mare? Mossa da un’infantile ma insopprimibile curiosità e dal desiderio di prendere in mano la propria vita, Oceania decide di partire proprio per mare (contro il volere del padre). Scopre così che il mondo esterno sta lentamente marcendo e per risollevare la situazione la fanciulla ritroverà le sue radici per dare una speranza al mondo.

Il periodo delle feste è uno di quelli preferiti per andare al cinema: la tv offre poco o nulla (a parte i soliti, inflazionati lungometraggi anni Novanta) e si trova sempre qualcosa di interessante sul grande schermo. Certo, il rischio di trovarsi incastrati in qualche cinepanettone è alto, anche se negli ultimi anni la moda è un po’ scemata. Comunque, era da qualche tempo che non si trovava un bel film d’animazione ad accogliere gli spettatori reduci dai pranzi in famiglia. Oceania, ripercorrendo stilemi già sperimentati nel riuscitissimo Frozen, si pone come un ottimo film natalizio per famiglie, in grado non solo di incantare gli occhi, grazie a un comparto visivo di prima scelta, ma anche di scaldare i cuori con un interessantissimo racconto di formazione.

 

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Riscrivendo almeno parzialmente i moduli della fiaba tradizionale, Oceania ci racconta in modo molto moderno una figura femminile chiamata ad affrontare la vita. Il mare aperto diventa così metafora di una identità che deve ancora costruirsi, trovando una sua dimensione nella sconfinata vastità dell’oceano. Per riuscire in questa non facile impresa, la nostra intraprendente protagonista dovrà valicare il confine della barriera corallina, trasgredendo (come ogni buona eroina), i dettami del padre. Lo farà guidata dalla curiosità instillata in lei dalla nonna (una donna, non a caso), che le assegnerà indirettamente il compito di scavare nel passato della sua gente.

Mettendo insieme questi due elementi (crescita personale e cultura di popolo), Vaiana riuscirà a individuare uno spazio per sé, un luogo dove sviluppare la propria identità (femminile) in maniera indipendente e personale. Questo, per un film d’animazione, è già moltissimo; un’ulteriore conferma non solo dell’abilità indiscussa dei Pixar Studios, ma anche della necessità da parte del pubblico di prendere più sul serio un tipo di cinema che ha moltissimo da insegnare anche a quello fatto con gli attori.

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