Il film da vedere nel weekend
Il ritorno di Mary Poppins

Regia: Rob Marshall.
Con: Emily Blunt, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw, Emily Mortimer, Julie Walters.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Sotto le feste non è magari vero che diventiamo tutti più buoni, ma il cinema ci insegna che – in media – gli spettatori diventano più nostalgici. Così, le maratone di classici Disney sulle reti Rai nei giorni di Natale non sono pensate tanto per i più piccoli ma, almeno così sembrerebbe, soprattutto per chi – ormai cresciuto – prova ancora il piacere di gettarsi nel regno della fantasia. Il Natale è il periodo dell’anno che più di ogni altro convince i network televisivi a rispolverare le loro librerie per proporre film di sicuro successo, come Una poltrona per due. Mary Poppins è senza dubbio un altro dei titoli a cui generazioni intere di pubblico sono legate. La storia della tata inglese elegante, distinta, magica ed edificante nel suo modo di gestire la casa e l’educazione ha letteralmente cresciuto un numero incalcolabile di persone, soprattutto in Italia (dove il film viene di fatto riproposto quasi annualmente). La vicenda di Mary Poppins è, a conti fatti, uno dei più iconici racconti di formazione che il cinema per famiglie abbia mai raccontato: la presenza della tata in casa Banks accompagna la crescita dei piccoli protagonisti, che scoprono insieme a lei un senso del diventare adulti e una intera concezione della famiglia.

 

 

È, vale la pena di precisarlo, una concezione fortemente ideologica e, a suo modo, conservatrice, che vista con gli occhi di oggi può apparire forse anacronistica. Ma fatto salvo questo elemento, comunque da tenere presente, lo sguardo nostalgicamente incantato del Natale può senza dubbio far dimenticare anche gli aspetti del film che sono invecchiati peggio. L’uscita de Il ritorno di Mary Poppins nei nostri cinema proprio in questi giorni non è – evidentemente – casuale. Il clima festoso del film e la sua collocazione nelle nostre programmazioni hanno fatto in modo che anche l’uscita di questo sequel/remake non potesse che essere posizionata in questo periodo dell’anno. Alla regia è stato chiamato Rob Marshall, che nella sua carriera ha diretto pellicole fortemente commerciali che sono state però in grado di catalizzare un’attenzione particolare da parte del pubblico, come Chicago e Memorie di una Geisha. La sua è senza dubbio la figura autoriale più indicata per dirigere una operazione come Il ritorno di Mary Poppins, sospeso fra ripetizione dell’originale e adattamento di quello spirito ai giorni nostri. Sì, perché se è vero che la storia è andata avanti e i personaggi sono cresciuti e han messo su famiglia, non si può non notare come ogni passaggio del film replichi un’identica occorrenza dell’originale, in un avvitamento continuo che l’occhio attento dei fan non potrà che apprezzare.

In definitiva, non si può non riconoscere come Il ritorno di Mary Poppins sia, di fatto, un progetto apertamente commerciale e di cassetta. Ma in questo non c’è, vale la pena di ricordarlo, nulla di male. Anche i film più industriali, se ben fatti e soprattutto se rispettosi del loro materiale di base, meritano la massima attenzione e questo lavoro di Marshall non fa certo eccezione. Rimane senza dubbio un film che gioca in modo intelligente sul senso di nostalgia per l’infanzia e per il senso di familiarità che le feste di Natale sanno ancora suscitare nel pubblico. Il piacere del ricordo porta necessariamente con sé immagini, odori e sapori del passato, che anche un film è in grado di veicolare con grande intensità.

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