Il film da vedere nel weekend
Spider-Man. Un nuovo universo

Regia: Bob Persichetti, Peter Ramsey, Rodney Rothman.
Con: Shameik Moore, Jake Johnson, Hailee Steinfeld, Mahershala Ali, Liev Schreiber.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

La recente scomparsa di Stan Lee, creativo che ha dato origine e forma alla Marvel, ha riacceso gli animi di numerosi appassionati di fumetti. Il genio di Lee è infatti stato quello di produrre un universo fortemente realistico dove uomini qualunque scoprissero di possedere sorprendenti superpoteri da impiegare in modo non sempre eroico. L’impatto culturale dei personaggi di Stan Lee si annida, insomma, nella loro capacità di mantenere un aspetto e una personalità umani a dispetto della loro nuova esistenza ibrida. E proprio Spider-Man è probabilmente il più celebre testimone di questa verità. Come è noto, la vicenda del reporter freelance Peter Parker ha sempre mantenuto un profondo realismo, nonostante le punte di stranezza spesso estrema che i combattimenti con i super-cattivi di New York hanno progressivamente conferito alle sue storie. La sua vita di ragazzo, stravolta dalla morte dello zio Ben e dal morso di un ragno radioattivo, si snoda intorno a figure femminili di grande rilievo (la zia May e la fidanzata Mary Jane) e mantiene sempre un forte riferimento alla vita quotidiana (il lavoro al Daily Bugle).

 

 

È forse in questo passaggio che diventa comprensibile il motivo che ha portato Parker e Spider-Man a essere due fra i personaggi più amati del rooster Marvel, protagonisti di infiniti adattamenti in serie animate e di diversi film. Al di là del recente Spider-Man: Homecoming, rimane celebre la trilogia di Raimi che ha dato (nei primi anni Duemila) nuovo lustro allo spara-ragnatele. Meno fortunata è stata la sorte dei successivi film targati The Amazing Spider-Man, ma l’uscita al cinema di Spider-Man. Un nuovo universo sembra essere in grado di rendere giustizia alla figura dell’Uomo Ragno. Protagonista di questa nuova saga è Miles Morale, un ragazzino afro-ispanico che vive a New York. È però una specie di emarginato e fugge a vivere dallo zio, trovando in lui una figura paterna e comprensiva. Durante il suo girovagare per la città, il giovane viene però morso da un ragno radioattivo e – resosi conto di aver acquisito poteri sin troppo simili a quelli di Spider-Man – decide di andare a cercare l’eroe della città. L’apertura di un varco dimensionale farà poi il resto, rivelando a Miles (e a noi) che l’Uomo Ragno non è mai stato il solo Uomo Ragno.

I motivi per apprezzare Spider-Man. Un nuovo universo sono diversi e non facili da riassumere brevemente senza far perdere il gusto per la sorpresa sul quale il film sembra sinceramente basato. Da un punto di vista visivo, soprattutto, colpisce la volontà (e la capacità) del film di costruirsi una propria identità definita, prescindendo dai facili adattamenti o dai remake di cose già viste. L’animazione qui diventa una vera e propria firma autoriale, adottando in modo creativo elementi tipici del fumetto su carta. Questo conferisce al film l’aspetto di uno strano ibrido fra i due linguaggi, che però risulta particolarmente indovinato nel caso di un testo a suo modo nostalgico e omaggiante come questo. Narrativamente poi, pur non essendo particolarmente originale nell’idea di base, il film riesce a sorprendere quando ci mostra i diversi Spider-Man all’opera, tutti dotati di una fisionomia precisa e perfettamente calata nel proprio contesto. Ciascuno di loro non è un clone di Peter, ma un individuo precisamente individuato, che – nel proprio universo – ha subito lo stesso destino del nostro Uomo Ragno. Anche questa scelta sottolinea, in modo inedito rispetto agli adattamenti precedenti, la dimensione umana e a suo modo quotidiana dell’eroe di Lee. Insomma, un film che merita tutta l’attenzione del caso e che senza dubbio non potrà che accontentare fan e spettatori occasionali. Un’esperienza di grande impatto e – speriamo – in grado di fornire indicazioni per futuri film del genere.

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