Il film da vedere nel weekend
Suspiria: Guadagnino è stato bravo

Regia: Luca Guadagnino.
Con: Dakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth, Lutz Ebersdorf, Jessica Harper.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Erano gli anni Settanta quando Dario Argento, reduce dal travolgente successo dei suoi primi gialli, firmava il primo capitolo della cosiddetta “Trilogia delle Tre Madri”. Suspiria ha assunto negli anni un ruolo di grande valore culturale, raccontando di un mondo ordinario (Argento ambienta il film nella Germania di quegli anni) che si scopre abitato da forze oscure e incontrollabili. Per quanto il proseguimento della Trilogia non sia stato dei migliori (dopo il comunque discreto Inferno è infatti venuto il dimenticabilissimo La terza madre), il fascino del film è rimasto intatto negli anni, come ha dimostrato – nel 2017 – il suo ritorno in sala in versione restaurata. Il gusto peculiare per la geometria e il cromatismo, oltre alla potente e quasi espressionistica caratterizzazione dei personaggi, hanno fatto (e ancora fanno) del film un caposaldo nella storia dell’horror.

 

 

Quando Luca Guadagnino, ancora travolto dal successo di Chiamami col tuo nome (secondo molti uno dei migliori film dell’anno), ha annunciato che avrebbe messo mano a un remake del film, molti fan si sono letteralmente messi le mani nei capelli. Anche senza condividere appieno gli esiti più recenti e spesso disastrosi della carriera di Argento, si temeva infatti che il nuovo Suspiria si sarebbe tradotto in una sorta di aggiornamento non richiesto dell’originale o – peggio – in un tradimento dello spirito originale dell’opera. C’era poi da capire sino a che punto si sarebbe trattato di un remake e non di una reinterpretazione; insomma, le nebbie da diradare erano ancora molte. L’uscita del trailer e la proiezione in concorso al Festival di Venezia hanno però messo le cose in chiaro e le voci che hanno cominciato a circolare hanno parlato di un film personale e introspettivo, legato all’immaginario argentiano ma al contempo in grado di rielaborarlo con grande ispirazione e personalità. Un compito non facile, che però sembra essere perfettamente cucito sulle spalle di un regista ormai concordemente ritenuto di grande spessore come Guadagnino. In effetti, per interrogare pienamente il senso del film vale forse la pena di chiedersi in che modo il regista abbia deciso di rimettere mano al testo originale, per aprirne i varchi e adattarne le forme alla propria personale visione del cinema (e dell’opera).

Non sembra essere questo il luogo per scendere troppo nei dettagli della trama (il film merita di essere visto al cinema!), ma conviene anticipare che Guadagnino si è preso più di una licenza rispetto ad Argento e lo ha fatto con grande intelligenza. Rifare un film iconico come Suspiria non solo non avrebbe avuto senso ma sarebbe stato, probabilmente, concettualmente sbagliato e criticamente controproducente. La chiave di un remake, come abbiamo ricordato parlando di numerosi film, pare essere infatti quella di prendersi la libertà di tradire il testo omaggiandone l’immaginario e l’identità visiva. Guadagnino, che nella sua carriera ha messo mano a diversi remake/adattamenti, conosce bene questa tecnica e qui dimostra di padroneggiarla a pieno. Mantenendo fede a diversi elementi identificativi del film originale (il setting tedesco, il ruolo della danza, i personaggi, etc.) riesce a dare forma a un film visivamente incredibile e registicamente elegante e affascinante. Un’opera complessa che merita di essere vista al cinema per lasciarsi travolgere dal vortice di emozioni che è in grado di liberare.

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