Il film da vedere nel weekend
Terminator: Destino Oscuro

Regia: Tim Miller.
Con: Arnold Schwarzenegger, Linda Hamilton, Mackenzie Davis, Diego Boneta, Gabriel Luna.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Terminator è stato sicuramente uno dei titoli che più profondamente ha rinnovato il genere fantascientifico in epoca recente, riscrivendo le coordinate di un tipo di narrazione che da lì in poi ha esplorato in maniera ossessiva temi ricorrenti quali i paradossi temporali e l’emergere dell’intelligenza artificiale. Certamente non è stato il primo a interessarsi a questi concetti, ma in Terminator queste idee assumono una valenza profonda e diventano le vere e proprie chiavi di volta della narrazione. Da lì, attraverso il fortunatissimo sequel Terminator 2: Il giorno del giudizio, si è avviata una fortunata saga che – pur con esiti alterni – ritorna in sala in questi giorni con il nuovo episodio Terminator: Destino Oscuro.

 

 

A dirigerlo è stato chiamato Tim Miller, regista ancora giovane ma che si è fatto notare per il modo personalissimo e assolutamente gradevole di dirigere un film complicato come Deadpool. Protagonista di questo sesto episodio della serie è Grace, un soldato che viene dal futuro per proteggere l’operaia Dani. Attorno a lei si schiereranno tutta una serie di personaggi che provengono a loro volta dal futuro (come il Terminator Rev-9) o dal passato (come Sarah Connor). Si profila così l’idea di un team femminile (al quale però si aggiunge una vecchia conoscenza, praticamente immancabile in un Terminator) che si schiera valicando i confini del tempo per sconfiggere la minaccia della macchina assassina. Destino Oscuro ha il merito di rimettere in campo tutti gli elementi qualificanti della serie di Terminator, che spesso gli episodi precedenti avevano spinto in secondo piano. La vicenda di Dani è in effetti un riflesso degli eventi originali del film di Cameron (che qui è produttore). Una narrazione solida, piena di riferimenti al passato amato dai fan e un uso intelligente della computer grafica e degli effetti speciali rendono Destino Oscuro uno dei film di fantascienza più divertenti del recente passato, arricchito da una regia ispirata ed esteticamente piuttosto ricercata.

La parte senza dubbio più originale del film è la declinazione al femminile della drammaturgia dei personaggi. Abbandonando il machismo esagerato che aveva contraddistinto i primi lavori della saga, Destino Oscuro sceglie una via più moderna per gestire la sua narrazione e riesce nel non facile compito di evitare una mascolinizzazione eccessiva delle sue protagoniste. Quella che viene presentata è, insomma, un’agency forte che però non si traduce nell’adozione di un travestimento maschile, ma rimane portatrice di una femminilità integrale. Insomma, una via alternativa alla fantascienza contemporanea, che propone fra le righe un discorso strettamente contemporaneo sulla nuova consapevolezza femminile in un mondo che – nella simulazione narrativa come nella realtà – è ancora ampiamente ineguale nella distribuzione dei ruoli. Costruire il proprio futuro imbracciando le armi è invece da sempre uno dei tratti qualificanti della femminilità in Terminator, che qui Miller spinge all’eccesso, complice anche un contesto storico particolarmente incline a risuonare con questo insieme di problemi.

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