Il film da vedere nel weekend
The Mule, mitico Clint Eastwood

Regia: Clint Eastwood.
Con: Clint Eastwood, Bradley Cooper, Laurence Fishburne, Michael Peña, Dianne Wiest.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Fra i registi che hanno saputo attraversare con maggiore disinvoltura la storia del cinema americano, Clint Eastwood occupa senza dubbio una posizione di primo piano. Già come attore (lo ricordiamo per esempio nei panni dell’iconico ispettore Callaghan) è in effetti riuscito a offrire un’immagine fortemente personale della sua identità americana, legata a un corpo scenico teso, nervoso, scattante e carico di un fascino potente. La sua figura magra ed emaciata, il suo sguardo intenso e severo e le sue mani sempre pronte ad afferrare la pistola sono diventate (quasi) il simbolo di una generazione. Lo stesso si può dire, ovviamente e forse ancor più incisivamente, della sua partecipazione ai film di Sergio Leone, sui quali è già stato detto e scritto di tutto. Anche come regista, Eastwood è riuscito ad acquisire col tempo una fama peculiare (cosa non facile se si considera il modo spesso infelice con cui gli attori transitano dietro la macchina da presa). I suoi film sono stati in grado di tratteggiare con grande intensità il ritratto di un’America in rapido cambiamento, al centro di un trapasso valoriale che fa perdere ai suoi cittadini (e alla sua struttura culturale) i punti di riferimento. Spesso si è trattato di un racconto fortemente filtrato dalle condizioni politiche del regista (si pensi alla magnificazione del cecchino in American Sniper), ma è indubbio che la centralità di Eastwood nel panorama contemporaneo sia tutta meritata.

 

 

Lo ritroviamo di nuovo al cinema in questi giorni con il suo nuovo film The Mule – Il Corriere, che lo vede anche come attore protagonista. Qui interpreta Earl, un floricoltore americano specializzato nella coltivazione di uno specifico fiore, particolare perché il suo ciclo di vita è di sole ventiquattro ore. Come spesso accade nelle opere del regista, si tratta di un personaggio solo, ossessionato dal lavoro e abbandonato per questo dalla sua famiglia. La crisi economica, però, gli porta via la casa ed Earl – costretto a vivere sul suo pick-up – incontrerà uno sconosciuto, che gli proporrà di lavorare come corriere della droga. Il nostro accetta senza troppe remore, ma non tutto andrà come previsto. Bastano queste poche righe per capire quanto la vicenda di The Mule sia fortemente radicata all’interno del presente della società americana (come quasi sempre in Eastwood, d’altronde). La centralità del pensionato ex veterano ben si addice alla figura e al carisma di Eastwood che – ormai anziano – conserva intatto il fascino del suo sé attoriale. Dopo le ultime opere, comunque contraddistinte da una buona dose di action (si pensi a Ore 15:17 – Attacco al treno), colpisce come qui il regista abbia deciso di affidarsi a un racconto intimo, a tratti patetico e struggente ma comunque magnifico nel raccontare il tragitto (quasi trapasso) esistenziale di un uomo che decide di reinventarsi daccapo perché troppo spaventato all’idea di poter morire.

Lo stile di Eastwood resta comunque inconfondibile: secco, asciutto, senza giri di parole ma dritto al cuore di quella enorme fabbrica dell’immaginario che è il cinema. Capace come pochi altri di riassumere le vicende di un’arte contorta e difforme, Eastwood riesce a comporre un ritratto intimo e struggente, fortemente personale eppure capace di protendere (quasi senza sforzo) a una universalità che appare rara anche guardando al suo cinema precedente. The Mule è un film ambizioso, capace di emozionare e commuovere e per questo – probabilmente – una delle migliori proposte all’interno della filmografia recente di Eastwood. Da vedere assolutamente, forse soprattutto per tutti coloro che non avevano particolarmente apprezzato i suoi ultimi film.

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