Un giro dietro le quinte
del Museo di Scienze Naturali

Chi, salendo gli scaloni del Museo di Scienze Naturali Enrico Caffi in Cittadella, non si è mai lasciato impressionare dal gigantesco e celeberrimo mammut? Chiunque, varcando la soglia dell’antico museo, torna ad essere un po’ bambino, mentre ammira i grossi felini del passato o lo scheletro di allosauro. Un luogo dall’indiscutibile fascino, con un dietro le quinte ancora più intrigante. Siamo andati a sbirciare nelle collezioni non esposte, tra gli scaffali, nei laboratori e nella biblioteca. Ecco cos’abbiamo scoperto.

Le collezioni. Il museo vanta una raccolta di esemplari tra le più importanti d’Italia, costituita grazie a donazioni di privati e ai contributi degli studiosi. Fiore all’occhiello è, senza dubbio, la collezione di insetti: alla storica raccolta dell’Ottocento di 12mila lepidotteri (farfalle) dell’ingegner Curò (naturalista bergamasco al quale è dedicato l’omonimo rifugio) si sono aggiunte le collezioni di Renato Perlini, Luciano Briganti e Luigi Gavazzeni.

Per quanto riguarda i vertebrati, significative sono le collezioni di uccelli realizzate direttamente dal sacerdote Enrico Caffi (primo direttore del museo fino al 1947) e dal patriota Gabriele Camozzi-Vertova. Tra i mammiferi troviamo invece esemplari della collezione Perlini e donazioni varie (tra le altre, quelle del Liceo Sarpi), oltre ad alcuni animali morti per cause naturali recuperati dagli zoo. Non vanno dimenticate le collezioni paleontologiche, che comprendono fossili locali ed esemplari provenienti da giacimenti in Italia e nel mondo: importanti quelli bergamaschi del periodo Triassico superiore.

I laboratori e la biblioteca. La ricchezza del museo non si esaurisce con le già notevoli esposizioni delle sale accessibili ai visitatori, ma si compone anche di numerose collezioni conservate “sul retro”, che rimangono a disposizione degli addetti ai lavori per eventuali studi di carattere scientifico. Sotto la guida dell’Istituto di Geologia-Paleontologia e dell’Istituto di Zoologia, il museo supporta, infatti, le ricerche di privati e altre istituzioni museali, si dedica anche all’aggiornamento delle scoperte in ambito zoologico, alla classificazione delle specie e al recupero del loro habitat.

Dietro le quinte del museo sono presenti laboratori (non visitabili) dedicati alla classificazione e alla raccolta degli esemplari: solitamente gli insetti vengono conservati “a secco”, a differenza dei vertebrati, per i quali invece si prediligono vasetti con alcol etilico o la tecnica della tassidermia (per l’imbalsamazione di uccelli e piccoli mammiferi, è presente un laboratorio dedicato).

C’è anche una storica biblioteca, fondata da Enrico Caffi e arricchita negli anni con oltre seimila testi (i primi risalgono al Settecento) e circa mille riviste specialistiche, che vengono aggiornate e scambiate con gli altri musei e rimangono a disposizione di studiosi e appassionati. La biblioteca custodisce anche i saggi e le opere dei principali naturalisti bergamaschi.

Gli appuntamenti per Bergamo Scienza.

  • Da sabato 4 ottobre a domenica 19 ottobre 2014:  10.000 anni insieme: pecore, capre e uomo dalle origini ad oggi, ovvero la donazione al Museo di un’importante collezione di capre e pecore selvatiche provenienti da tutto il mondo.
  • Lunedì 6 ottobre 2014: conferenza presso la Sala Curò del Museo alle ore 20.45 dal tema La capra e la pecora nella preistoria italiana. Interviene Umberto Tecchiati dell’Università degli Studi di Trento, Ufficio Beni Archeologici, Provincia di Trento.
  • Domenica 12 ottobre 2014: Open Day al museo. Visite guidate in compagnia degli esperti del Museo nei laboratori e nei depositi normalmente preclusi al pubblico. Un’occasione per avere un aggiornamento sui nuovi allestimenti e sui metodi di preparazione e conservazione dei reperti naturalistici attraverso il racconto degli studiosi che lavorano in Museo. 10-12 e 14.30-16.30 (60 minuti circa a turno).
  • Venerdì 17 ottobre 2014: conferenza presso il Teatro Sociale alle ore 21.00, in occasione della Settimana del Pianeta Terra. 200 milioni di anni fa: il mare a Bergamo dedicata ai recenti studi relativi ad alcune migliaia di esemplari fossili, scoperti durante gli oltre quaranta anni di ricerce condotto nei giacimenti bergamaschi. Intervento a cura di Gloria Arratia University of Kansas e Rodolfo Coccioni Società Paleontologica Italiana, Settimana del Pianeta Terra.
  • Da lunedì 6 a venerdì 17 ottobre 2014: attività di laboratorio per scolastiche proposte tutte la mattine da lunedì a venerdì con inizio primo turno alle ore 10.00 ed inizio secondo alle ore 11.00 (ogni turno 60 minuti) per studenti di 10-13 anni: N”. Balene, delfini e orche.
  • Da martedì 7 a giovedì 16 ottobre 2014: attività di laboratorio per scolastiche tutte la mattine da martedì a giovedì con un primo turno alle ore 09.15 e un secondo alle ore 11.00 (ogni turno 90 minuti) per studenti di 8-10 anni: Da grande voglio fare il paleontologo. L’eccezionale patrimonio paleontologico rinvenuto nei giacimenti bergamaschi. Potrete scoprire ed identificare, simulando una vera e propria attività di scavo, reperti fossili.

Il Museo, durante le due settimane di Bergamo Scienza, sarà aperto tutti i giorni compreso i lunedì 2 e 13 ottobre 2014. Orari dal lunedì al venerdì: 09.00-12.30 e 14.30-17.30 Orari di sabato e domenica: 09.00-19.00. Tutte le proposte di Bergamo Scienza richiedono una prenotazione obbligatoria on line direttamente dal sito di Bergamo Scienza.