I divi di Hollywood fanno le smorfie
Le foto intime e ironiche di Gotts

Come un reporter sportivo, che in una frazione di secondo deve raccontare l’intera competizione, Andy Gotts svela l’anima di star internazionali e attori emergenti. La mostra Behind the mask (Dietro la Maschera) è approdata al Williamson Art Gallery & Museum in una colossale esposizione che inaugura il calendario del nuovo anno è sarà aperta al pubblico fino al 22 marzo 2015.

Andy Gotts è riuscito a ritrarre le stelle del cinema e della musica sotto una nuova luce. Da Scarlett Johansson a Brad Pitt, diverse celebrità si sono lasciate immortalare, abbandonandosi davanti al suo obbiettivo come se fosse uno specchio, giocando con le proprie espressioni. Siamo abituati ad ammirarli in pose plastiche, impeccabili, sul grande schermo o sulle copertine delle riviste patinate e quando pensiamo ad una star di Hollywood, spesso l’immagine che ci viene in mente è qualcosa di assolutamente artificioso, espressione del bello e famoso, qualcosa che va molto oltre la realtà.

In questo caso, però, il potere del fotografo è riuscito a spingersi aldilà del personaggio pubblico. Sono sempre loro, i super vip di Hollywood, solo più umani. In scatti caratterizzati innanzitutto dall’ironia delle pose e delle smorfie. Così, giocosa e intima, questa serie fotografica è estremamente dettagliata, con un realismo e una creazione dell’ambiente attorno al ritratto davvero particolari. Svelando il lato meno noto dei divi candidati ai BAFTA Awards negli ultimi cinquant’anni. Colti in pause di riflessione o mimiche teatrali, star come Al Pacino, Michael Caine, Penelope Cruz, Jodie Foster, personalità che hanno lasciato più di un segno nella storia del cinema.

Al centro degli scatti di Gotts ci sono tratti del volto immediatamente riconoscibili, lontani dalle pose da red carpet o dal trasformismo tipico delle foto di backstage. «Cerco di svelare il lato insolito di visi universalmente famosi», spiega il fotografo londinese che ha lavorato per grandi magazine, da GQ a Glamour,immortalando alcuni tra i più noti divi di celluloide dei nostri tempi. Un progetto durato svariati anni, durante i quali il fotografo inglese ha viaggiato da una parte all’altra del globo per immortalare più di cento attori.

Uno stile fotografico scarno e pulito, che si riempie delle parole di Gotts, dei suoi ricordi durante gli scatti. Di Elena Bonham-Carter racconta, ad esempio, di averle scattato una foto nella sua casa londinese in cui l’eclettica attrice sembrava piuttosto angelica. Ad un certo punto, però, Gotts ha avvistato una collezione di cappelli, tra i quali ne ha scelto uno da giullare. Tra uno scatto e l’altro, però, Helena ha sbadigliato e il fotografo è riuscito a cogliere proprio quel momento così naturale e spontaneo. Il giorno in cui Scarlett Johannson avrebbe dovuto posare per Gotts, la bella diva aveva avuto una giornata piena e faticosa e lo shooting era l’ultimo dei suoi impegni in agenda. Il fotografo ha quindi pensato bene di preparare il set prima dell’arrivo dell’attrice. Una volta arrivata le ha fatto bere due bicchieri di champagne e poi, in rapida successione, le ha gridato alcune emozioni e lei doveva tradurle in un’espressione. Da non perdere un ritratto inedito di De Niro  he, ammiccando, ripete la famosa citazione di Taxi Driver «You talkin’ to me?» (Dici a me?”), pellicola per la quale ottenne una nomination come miglior attore nel 1977. Per il resto, le foto parlano da sé.