I plagi più clamorosi di sempre

«Un buon compositore non imita: ruba». Queste parole del grande Igor Stravinskij devono essere state prese alla lettera da molti dei più celebri cantanti e musicisti degli ultimi decenni. Con un attimo di pazienza, si riescono a trovare in moltissime e note canzoni quelli che per i più buoni possono sembrare incredibili somiglianze, per i più smaliziati invece trattasi di veri e propri plagi. Vediamone alcuni dei più famosi: c’è da rimanere davvero a bocca aperta.

Surfing U.S.A. vs Sweet little sixteen. Essere i precursori di un certo genere musicale sicuramente porta il proprio nome di diritto nell’Olimpo della musica, ma espone anche ad alcuni rischi: inevitabilmente, tutti si ispireranno a quelle note. È il caso di Chuck Berry, pioniere del rock ‘en roll nonché, con il suo Sweet little sixteen, “fonte d’ispirazione” di una delle canzoni più famose di sempre, Surfing U.S.A. dei Beach Boys.

 

 

Stairway to heaven vs Taurus. Celeberrimo, anzi molto di più: è difficile dare una definizione appropriata all’arpeggio che apre Stairway to heaven, canzone senza tempo dei Led Zeppelin. Sono note che rimarranno per sempre con gran piacere nella testa di ciascuno di noi e di chissà quante generazioni. Meno gradite furono forse alle orecchie dei componenti del gruppo Spirit, che senz’altro non godono della stessa fama dei Led Zeppelin ma che possono fregiarsi, forse più con rancore che con orgoglio, di essere stati i veri ideatori di quell’assolo così leggendario. Per tutti gli scettici, basta ascoltare alcuni secondi del brano Taurus per convincersene.

 

 

Hotel California vs We used to know. Altro grande capolavoro noto a chiunque è Hotel California, la canzone che ha reso gli Eagles una delle band più famose dell’epoca e non solo. Ebbene, siamo di fronte ad un caso analogo al precedente: basta infatti ascoltare il brano We used to know dei Jethro Tull, i quali al pari degli Spirit non si può dire che siano passati agli onori dei libri di storia, per notare come la melodia principale della canzone degli Eagles non spicchi per originalità.

 

 

Sweet home Alabama vs Take the money and run. Se la gran parte della popolazione mondiale conosce l’esistenza dell’Alabama, molto è senz’altro dovuto alla celebre canzone dei Lynyrd Skynyrd, ancora oggi capace di rallegrare chiunque la ascolti con quelle tre note ripetute in svariate e accattivanti modalità. Decisamente meno nota è Take the money and run della Steve Miller Band, che rappresenta però il vero prototipo su cui Sweet home Alabama è stata costruita.

 

 

E gli italiani non sono da meno. Anche i più famosi tra i cantautori nostrani, nell’arco della loro carriera, hanno ben pensato di attingere a piene mani dai prodotti altrui, talvolta mascherandoli con discreto successo, talvolta invece con clamorosi plagi. L’elenco è lunghissimo: Ligabue, Zucchero, Nek, Al Bano… se ne possono trovare a bizzeffe. Ve ne offriamo due dei più incredibili. Il primo riguarda Adelmo Fornaciari, più noto come Zucchero, il quale ha sempre ammesso di avere come modello non solo musicale la rock star americana Joe Cocker. Forse però, con la canzone X colpa di chi?, ha esagerato troppo…

 

 

Il secondo caso riguarda Luciano Ligabue, apprezzatissimo cantante che fra le tante celebri canzoni annovera anche Una vita da mediano, entrata nel cuore di moltissimi italiani. Ma forse, più che con Ligabue, dovremmo complimentarci con il gruppo americano Counting Crows, che con Walkaways ha offerto grande ispirazione al cantante emiliano.

 

 

Anche le colonne sonore. Chiudiamo con una chicca, che questa volta coinvolge il mondo delle colonne sonore; e per di più una delle più celebri, quella del film Ghostbusters. Si dice che Huey Lewis venne contattato dalla produzione per scrivere la musica del film, ma declinò l’offerta perché stava già lavorando alla colonna sonora di Ritorno al Futuro. Al suo posto venne scelto Ray Parker, che pensò bene di saccheggiare un vecchio brano dell’avversario, I want a new drug, trasformandolo in hit mondiale.