L’incredibile video e le belle foto
della grotta più grande al mondo

È difficile riuscire a rendersi conto di cosa significhi entrare ed esplorare una grotta lunga 5 chilometri, alta circa 200 metri e larga 150. Ma ad aiutarci in questo viaggio mentale (e virtuale) è il fotografo Ryan Deboodt, britannico da anni oramai residente in Cina, a Pechino, base per tutti i suoi viaggi incentrati sulla natura e l’avventura. La maggior parte dei suoi lavori e dei suoi scatti sono realizzati nel territorio del Parco Nazionale Phong Nha Ke Bang, situato in Vietnam. E proprio qui ha scattato le prime e incredibili foto di quella che possiamo tranquillamente definire la più grande e maestosa caverna al mondo, la Hang Son Doong.

 

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[Ryan Deboodt photo]

 

Deboodt e un gruppo di esploratori ci hanno messo piede per la prima volta nel 2009, ma in realtà la sua scoperta è merito di un contadino vietnamita, Ho-Khanh, che nel 1991 raccontò di un enorme grotta nel cuore della giungla. Purtroppo, però, non avendo alcuna documentazione della scoperta non gli è mai stato riconosciuto ufficialmente il merito. Oggi, invece, grazie al lavoro di Deboodt possiamo virtualmente viaggiare in questo luogo incredibile, formatosi in secoli di attività naturale all’interno della giungla situata al confine tra Vietnam e Laos. Deboodt ha studiato l’escursione sin nei minimi dettagli: il risultato sono le immagine e i video che vi proponiamo e che lui stesso ha postato sui suoi canali social ufficiali (Facebook, Instagram e Vimeo). Al suo fianco l’inseparabile Canon 6D dotata di lenti 16/35mm f/4, ma anche due piccoli miracoli della tecnologia moderna, ovvero un drone DJI Phantom 2 e una GoPro Hero 4 Black. Il suo obiettivo, infatti, era riuscire a immortalare la Hang Son Doong in tutta la sua bellezza e maestosità e per farlo aveva bisogno anche di riprese dall’alto, in grado di rendere appieno l’idea delle grandezze di questa grotta. Il risultato è mozzafiato, con scatti che sembrano portarti direttamente sul posto, tra prospettive incredibili e colori unici.

Deboodt era già stato nella grotta nel dicembre 2013 e allora aveva lasciato, in alcuni punti strategici della caverna, delle telecamere dotate di sistema timelapse. Il suo obiettivo infatti, come racconta lui stesso, era quello di riuscire a filmare l’inondazione che, teoricamente, ogni anni sommerge questo spazio all’interno della giungla. Purtroppo l’inondazione non ha avuto luogo e Deboodt ha affermato che ritenterà l’esperimento, per poi realizzare un filmato in grado di mostrare al mondo uno degli spettacoli più incredibili e meno documentati nella storia. Fortunatamente, poco prima di partire per il suo ultimo viaggio nella caverna con l’intento di prelevare le telecamere lasciate 12 mesi prima, Deboodt ha deciso di portarsi dietro anche il drone e la GoPro, mettendo in conto anche la possibilità che l’inondazione non ci fosse stata: «Mi è andata bene – dichiara ora con un sorriso il fotografo -. In questo modo, con questi mezzi, sono riuscito a catturare in alcuni filmati e video la maestosità di questa grotta nella sua interezza». Hang Son Doong significa “grotta del fiume montano” e, in effetti, la cavità è stata scavata proprio da un fiume sotterraneo che scorreva in quella zona tra i due e i cinque milioni di anni fa. A troneggiare sulle teste degli esploratori è una colonna gigantesca di carbonato di calcio.

 

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[Ryan Deboodt photo]

 

Il risultato finale è bellissimo, ma organizzare un’escursione in questo luogo nel cuore della giungla non è certo una passeggiata: per raggiungere la camere principale della grotta bisogna compiere una discesa di circa 80 metri, non certo cosa semplice con tutto l’armamentario che Deboodt e i suoi compagni di escursione si sono portati dietro tra macchine da presa, tende e beni necessari per la sopravvivenza. Una volta giunti nell’area più grande della grotta, il fotografo racconta di come si rimanga sempre senza fiato: lo spazio è talmente ampio che all’interno si è creato un microclima a sé stante. In quella camera ci starebbe tranquillamente un palazzo di 40 piani. Oggi la caverna è visitabile anche per dei turisti. I primi sono arrivati solo nel 2013. Attualmente ci sono dei tour guidati lunghi anche sette giorni che costano circa 4mila dollari tra procedure burocratiche e organizzazione tecnica. Niente hotel e comfort: tra foresta pluviale, spiagge e laghi ci si può al massimo solo accampare con un essenziale kit da campeggio. Facendo attenzione agli animali ovviamente. La cava è inoltre ricchissima di perle rare, gioielli che si formano da gocce d’acqua sulla sabbia, asciugate e plasmate da strati di calce. Lo spettacolo vale la fatica. Alcuni biologi hanno addirittura appurato che all’interno della Hang Son Doong si trovano specie vegetali e animali praticamente sconosciute all’uomo. Le immagini e lo strepitoso filmato di Deboodt sono solo l’ennesima prova che il mondo perduto esiste. Se foste interessati a un viaggio decisamente fuori dal normale, QUI trovate la mappa dell’intera caverna e molte informazioni utili.