Indovina chi viene al compleanno…
La festa di Michael Percassi a Orio

Pomeriggio di festa a casa Percassi (cioè, in questo caso, Oriocenter): l’area bimbi del selected store è stata animata da una trentina di amici del piccolo Michael, ultimo dei sei figli del presidente nerazzurro, nonché primo avuto da Sabrina, la sua attuale compagna. Michael compie solo sei anni, ma ha già le idee molto chiare, almeno in fatto di calcio: il gene Atalanta è stato puntualmente trasmesso dal padre, così come la passione per il pallone. E infatti la festa non poteva che essere a tema nerazzurro: palloncini dei due colori della nostra Dea che formano un arco di ingresso all’area destinata all’evento, magliette per tutti gli invitati con la scritta “Michael” sulle spalle e il numero 6, come gli anni compiuti.

Numero 6 che, per l’occasione, è stato preso in prestito da Josè Palomino. E il tucumano argentino era tra gli invitati: puntuale, è arrivato alla festa, ha scattato qualche fotografia e si è fermato a intrattenere i bambini. Ma si sa: i difensori li si apprezzano da adulti, quando si inizia a comprendere l’epocale portata di un tackle salva-gol e di un’impostazione intelligente a petto alto. Le emozioni più grandi, soprattutto da bambini, sono però legate ai grandi attaccanti, quelli che ti fanno gridare «gol!» e di cui tutti abbiamo mimato le esultanze almeno una volta in oratorio. E così gli occhi erano tutti sull’eroe colombiano di questa stagione: Duvan Zapata. Perché alla festa c’era anche lui. Ha scherzato con i piccoli che gli chiedevano di scambiare due passaggi e a un certo punto ha chiesto divertito a un bambino, che gli ha passato il telefono del papà, come si chiamasse la canzone che gli aveva appena fatto ascoltare. Ce lo immaginiamo mentre torna a casa e se la va a cercare, magari per farsi due risate con Palomino.

Oltre a loro c’era Marten de Roon nelle vesti di papà: «Le mie due bambine sono a scuola con il figlio del presidente». Poi è arrivata la torta e tutti ne hanno presa una fetta, compreso Duvan, che ne ha assaggiato un pezzetto e l’ha ceduta, ringraziando, al papà di un bambino: «Ho già mangiato un pasticcino e del formaggio!», si è giustificato con Palomino. Del resto, per fare tutti questi gol, un minimo di deformazione professionale è quel che ci vuole… Palomino sei anni li ha compiuti nel 1996. Ha raccontato della sua infanzia tranquilla a Tucuman, nel nord dell’Argentina, trascorsa – ovviamente – nel nome del pallone: «La mia grande fortuna è stata che mio papà aveva la possibilità di farmi fare sport. Ricordo qualche festa di compleanno di quando ero piccolo: erano molto simili a questa, con tanti bambini e soprattutto con ogni cosa a base di calcio. Guarda la torta: anche le mie erano tutte così, a forma di stadio o cose del genere. Sono dei bei ricordi». E in effetti la torta era uno spettacolo: una riproduzione dell’Atleti Azzurri con tanto di curve con striscioni e sagome dei calciatori nerazzurri disposti in azione sul “terreno di gioco”. De Roon invece ha raccontato: «Non ho molti ricordi dei miei compleanni da bambino, se devo essere sincero. Però oggi sono qui con le mie figlie e quando ci sono delle feste con tanti bambini è sempre bellissimo».

Quando è arrivata la torta è stato anche il momento della canzoncina. Guardandosi attorno si vedevano tantissime nazionalità diverse. E così via di inglese: «Happy birthday to you!». Una fetta di torta, qualche pasticcino e i bambini sono tornati a giocare sugli scivoli dell’area bimbi. Sono comparsi anche dei fischietti da arbitro che hanno fatto un rumore assordante, uno di quei rumori che se però sono fatti da bambini che si divertono sono dolcissimi. Una bellissima festa in un giorno in cui i colori nerazzurri sono risultati essere ancora più splendenti a poche ore dalla notte più bella. E allora la domanda è sorta spontanea: ma ‘sta coppa la vinciamo? Palomino non si è sbilanciato: «Dovremo vedercela con squadre molto forti, ma a questo punto perché non essere fiduciosi? Speriamo di arrivare in finale».

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