La tormentata storia del Carmine
e (finalmente) la sua rinascita

Una mostra che è stata inaugurata il 25 giugno e uno spettacolo teatrale del TTB – Rosso Angelico – festeggiano la riapertura del Convento del Carmine, gioiello seminascosto nel cuore di Città Alta. Sono questi i primi passi per cercare di ridare vitalità culturale a uno dei nuovi luoghi simbolo della rinascita di Bergamo.

Le vicende degli ultimi mesi, infatti, ci hanno abituato a riscoprire e valorizzare le sedi della storia bergamasca: le porte di Città Alta, il monastero di Astino, la Torre dei Caduti, i grandi palazzi della città bassa dalla Caserma Montelungo agli ex Ospedali Riuniti. Ognuno di questi spazi ha trovato o troverà – temporaneamente o per sempre – un nuovo destino, valorizzando sempre più la storia e la bellezza di Bergamo. Progetti che agevolano il turismo, certo, ma che servono anche e soprattutto ai bergamaschi che imparano, a poco a poco, a conoscere la storia della loro città, alta o bassa che sia. È quel che accade in questi giorni anche per il Monastero del Carmine, posizionato esattamente fra la Chiesa di Sant’Agata e il complesso che per lungo tempo ha ospitato le carceri e che oggi noi tutti conosciamo come sede della Cooperativa del Circolino.

La storia. Il chiostro – o Claustro come veniva chiamato dai bergamaschi – era la sede dei Carmelitani che la acquisirono nel 1357 dall’Ordine degli Umiliati che l’avevano costruito. Nel 1450 l’intero complesso viene trasformato ed ampliato e nel 1453 fu consacrato dal Vescovo Barozio. Nel decennio dal 1480 al 1489 venne integrato, completato e riconsacrato dal Vescovo Gabrieli. Chiesa e Monastero vissero in questo periodo in totale simbiosi, collegati fra loro e con il resto della città.

Le ultime notizie certe sulla struttura risalgono al Settecento, quando vengono restaurata la volta e costruita la cappella della Madonna, ad opera dell’architetto Giovan Battista Caniana. Poi, a poco a poco, il complesso viene abbandonato. Simbolo di questa decadenza è la chiusura della galleria che collega il chiostro con via Colleoni, quel famoso passaggio che il 27 giugno sarà ufficialmente riaperto.

60 appuntamenti per animare il Carmine. Seppur chiuso alla vista, decadente e con sempre maggiori problemi strutturali, il complesso dell’Ex Monastero negli ultimi anni è stato di nuovo parzialmente abitato. Da tempo infatti il TTB – Teatro tascabile Bergamo – ne ha fatto la sua sede e qui ha continuato a produrre e presentare i propri spettacoli e svolgere le proprie attività artistiche e pedagogiche. In queste settimane e per tutto il periodo di Expo proprio il TTB è diventato il centro che convoglia il lavoro di altre associazioni e istituzioni – pubbliche e private -, le quali, costruendo quella che si può definire una rete culturale, hanno programmato una serie di incontri, spettacoli e appuntamenti destinati a rendere l’ex Monastero un luogo aperto al pubblico. C’è già stata la Donizetti Night, arriverà il Lab 80 con una serie di proiezioni a luglio e agosto e poi le riaperture de Il Teatro Vivo, secondo un calendario fitto fitto che potete ritrovare qui.

La mostra di Contemporary Locus 8. La collaborazione fra l’associazione che si occupa di riaprire temporaneamente luoghi chiusi e dimenticati della città e il TTB ha permesso la realizzazione di un’interessante mostra d’arti visive al primo piano del complesso dell’ex Monastero. Qui dove ora si aprono due ampie sale c’erano le celle destinate ai monaci, messe in sicurezza come primo passo di un lavoro di consolidamento e restauro che avrà nel Chiostro il suo atto principale. Come nella migliore tradizione di Contemporary Locus la mostra raccoglie opere di protagonisti dell’arte contemporanea internazionale – Evgeny Antufiev, Etienne Chambaud, Berlinde De Bruyckere – che insieme ai disegni dei ragazzi dell’Atelier dell’Errore parlano della relazione fra uomo e animale.

In esposizione anche un video, realizzato proprio dall’Atelier condotto da Luca Santiago Mora e di cui abbiamo già avuto modo di raccontare la straordinaria storia più volte su questo sito (qui e qui). Il video mostra la silenziosa e personale ritualità di una delle ragazze dell’atelier che, prima di disegnare, raccoglie forza e ispirazione attraverso una serie di movimenti e pose, in una delicata e personalissima danza. L’unione fra le diverse esperienze d’arte visiva e questo luogo che, seppur dismesso, ha sempre conservato la volontà e la forza dei monaci che lo vivevano, rende la mostra – visitabile fino al 26 luglio – ancor più interessante.

Un futuro incerto. La riapertura del passaggio del Carmine e di questo Chiostro, seppur così avvincente, non ha ancora un destino ben definito. Occorre svolgere ancora dei lavori strutturali importanti, soprattutto nella parte centrale dell’edificio, così come occorre definire la gestione dello spazio. In un primo momento il Comune di Bergamo, dovendo assegnare i lavori del complesso delle ex carceri di Sant’Agata aveva pensato che chi si fosse aggiudicato l’appalto avrebbe anche potuto prendere in gestione l’ex Monastero. Ma si è visto che questa proposta è insostenibile.

Ciò che è certo è che nell’immediato futuro il complesso resterà la sede del TTB, il quale potrà ospitare collaborazioni artistiche future, ma sempre nel mantenimento della centralità delle proprie attività. Al momento la riapertura è una sorta di primo passo verso una più intensa vita dello spazio, ma non si sa se questo luogo resterà sede di attività culturali o se le sue destinazioni saranno altre. Oltre al Monastero, infatti, occorrerà capire come cambierà il complesso che gli sta accanto, prima di decidere quali forme questo luogo potrà avere.

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