La mostra del Liceo artistico
conquista anche “La Stampa”

Il quotidiano La Stampa di oggi, domenica 4 gennaio, nella pagina dei commenti, dedica un articolo (potete leggerlo qui) a firma di Federico Taddia (oltre a uno spazio nella home page del sito), alla bellissima mostra realizzata da due studentesse del Liceo Artistico di Bergamo, Andrea Benedetta Bonaschi e Francesca Mirabile, entrambe diciassettenni, di cui abbiamo parlato e mostrato le immagini nei giorni scorsi. Tra l’altro Taddia scrive: «Due ragazze della normale gioventù, espressione della scuola che, in attesa di riforme e rivoluzioni, sa già essere buona e bella per merito della passione e dell’entusiasmo che ancora sanno trasmettere docenti, idee e obiettivi condivisi». Un riconoscimento importante per la scuola di via Tasso e per la città che, attraverso vari enti, ha donato all’istituto oltre mille libri d’arte.

Una performance fotografica per omaggiare la lettura e per raccontare come un libro possa essere trasgressione, ancora oggi. Le donne che leggono sono pericolose non è solo una curiosa monografia di Bollmann Stefan, anzi: dallo scorso 13 dicembre è anche il titolo di una mostra al Liceo Artistico di Bergamo, che reinterpreta, in modo fresco e efficace, 20 famosi ritratti di affascinanti lettrici.

Più ci mettiamo in testa che la generazione di oggi è digitale, incapace di apprezzare la bellezza della tradizione e troppo veloce per soffermarsi sui particolari, e più sbagliamo. Ce lo dimostra l’iniziativa condotta dalla classe 4°D del Liceo intitolato a Giacomo e Pio Manzù di via Tasso a Bergamo. Quella inaugurata lo scorso 13 dicembre nella Project Room (Atrio) della scuola non è solo una dimostrazione delle potenzialità della scuola, ma un’esposizione fotografica vera e propria, che vale la pena vedere (è aperta al pubblico fino al 24 gennaio).

Lo spunto di partenza. Il professor Enrico De Pascale, coordinatore dell’intero progetto, racconta dove tutto ha avuto inizio: è lui, infatti, ad aver chiesto ad alcuni soggetti pubblici e privati della città, legati in vario modo all’editoria artistica, di donare alla Biblioteca del Liceo di via Tasso alcuni dei testi prodotti negli ultimi anni. Questo il primo passo bello e importante: quasi 1000 libri sono stati regalati alla scuola da Accademia Carrara, Associazione Seriatese Arti Visive, Bolis Edizioni, Credito Bergamasco, GAMeC, Galleria Ceribelli, Galleria Lorenzelli, Grafica Arte Bergamo e Lubrina Editore. Un piccolo tesoro di carta, che è stato presentato al pubblico in occasione dell’Open day della scuola a metà dicembre.

 

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I tableau vivant di donne che leggono. Per celebrare al meglio questa acquisizione e darle l’importanza che merita, è balenata in testa agli studenti (o meglio alle studentesse, visto che ormai da parecchi anni sono le ragazze che popolano per la maggior parte le classi dell’Artistico) l’idea di realizzare una serie di scatti che reinterpretassero la storia dell’arte e della letteratura. Partendo dall’idea del libro Le donne che leggono sono pericolose le ragazze hanno “vestito i panni” di 20 dipinti, più o meno noti, raffiguranti lettrici. Ne è nato un fotoracconto attorno al tema della lettura e dell’emancipazione femminile curioso e toccante al contempo. Una carrellata di scatti che riprende ritratti che portano la firma, tra gli altri, di Van Gogh, Modigliani, Vermeer, Faruffini, Miller.

Le giovani curatrici e il progetto. Andrea Benedetta Bonaschi e Francesca Mirabile hanno entrambe 17 anni. Sono state loro a curare e coordinare la mostra e realizzare materialmente le fotografie. Per 3 mesi hanno lavorato con costanza e dedizione, scegliendo dapprima le opere da riprodurre; poi hanno cercato, all’interno della scuola, i volti e le persone più adatte a reinterpretare i dipinti, realizzando quelli che potremmo definire dei piccoli casting. Questo ha dato ancor più valore al lavoro. Andrea e Francesca, infatti, non si sono fermate solo alla loro classe, né tantomeno agli spazi scolastici, ma hanno cercato le persone e gli ambienti più adatti per reinterpretare in chiave contemporanea le immagini di queste affascinanti donne, portando il senso del loro progetto ben al di là di un semplice lavoro di classe. Hanno recuperato arredi, richiesto mobili e stoffe e riprodotto gli ambienti e le situazioni delle opere scelte con un tocco estetico molto interessante.

Tanti temi su cui riflettere. Guardare questi scatti fa pensare a tante cose. Per prima cosa è bello confrontare il salto di epoche e stili che il dipinto e la fotografia permettono di osservare una volta posti l’uno a fianco all’altro. È curioso vedere gli abiti, i colori, le pose e notare come ci sia una sorta di immateriale continuità nella storia e soprattutto nella femminilità. Poi ci sono i libri e le donne e l’incredibile energia che un oggetto così semplice, fatto di parole e carta, possiede: un libro è conoscenza, immaginazione, pensiero e in una donna che legge c’è tutta la volontà e la forza del cambiamento. Un cambiamento personale, sociale, storico che si ritrova negli scatti di queste ragazze.