L’ultima partita a Bergamo
tra speranze, lacrime e… Gasp

È iniziata con la magnifica coreografia dedicata a Gasperini ed è finita con il gol di Masiello al 93’, il mister in campo a festeggiare insieme ai Percassi e Mattia Caldara in lacrime sotto la Nord. Atalanta-Milan, soprattutto se si gioca il 13 maggio, non è mai una partita normale. Con lo stesso punteggio di un anno fa, la Dea torna in Europa (matematica o no, deve succedere l’impossibile perché si resti a casa) e a Bergamo si salvano solo quelli che hanno il cuore forte.

 

 

L’attesa: una coreografia da urlo. Nonostante previsioni meteo pessime, Giove Pluvio decide di sorridere almeno fino alle 18 e la coreografia dedicata a Gasperini riesce alla perfezione. Nonostante qualche personaggio dalla dubbia fede calcistica abbia cercato di rovinare tutto pubblicando su Facebook la foto della prova generale, l’impatto del telone nerazzurro dipinto a mano dagli ultras della Nord sulla partita è stato devastante. Una gigantografia del Gasp con le mani alzate, uno striscione ai pali con il messaggio “Lunga vita a Gasperini” e un altro striscione a blocchi con l’invito a restare a Bergamo: tre dettagli di un lavoro favoloso, riuscito alla perfezione. Curva Nord a parte, lo stadio è tappezzato di cartoncini colorati e in Curva Morosini si vede pure una Europa League formato gigante con la scritta “riconquistiamola” a completare il disegno. Fortunatamente la pioggia inizia a cadere un minuto dopo la fine dei convenevoli pre gara e sotto un temporale di forte intensità le due squadre cominciano a battagliare senza esclusione di colpi. I tifosi di casa cercano di proteggersi con gli ombrelli, mentre nel settore ospiti si levano addirittura le magliette. Ma tutto fa colore in una domenica da tutto esaurito.

Primo tempo: acqua e poche emozioni. Un Milan insolitamente aggressivo e molto pimpante inizia subito a spingere sull’acceleratore e il tridente degli ospiti spaventa un po’ i sostenitori della Dea. Per la verità, vento e pioggia sono il problema principale di chi è seduto sugli spalti dell’impianto orobico perché con un maltempo di questa intensità diventa difficile perfino tenere a bada ombrelli e k-way, figuriamoci quanto preoccupino Suso e Kalinic. La gara non è bellissima, il Milan è propositivo ma non convince e allora succede che le uniche “emozioni” arrivino a causa del direttore di gara Guida. Dopo le parole di Gasperini contro Pairetto della vigilia, c’era molta curiosità per l’operato dell’arbitro, e il fischietto di Torre Annunziata non dirige bene e spesso si ha la sensazione che voglia fare un po’ il protagonista. Poi, quasi a ridosso del riposo, Freuler e Cristante ricordano a tutti che l’Atalanta è viva e vegeta e quella doppia ribattuta di Biglia e Rogriguez risveglia il pubblico lasciando per un attimo da parte il gioco bruttino.

Ripresa, Kessiè non esulta e Masiello si esalta. Nella ripresa ci si aspetta l’accelerata decisiva dei nerazzurri e invece i primi a passare avanti sono i giocatori del Milan. Frank Kessiè, ivoriano passato agli ospiti proprio nella sessione estiva del mercato, insacca da fuori un destro violento e non esulta per rispetto ai suoi vecchi tifosi: il comportamento viene sottolineato anche con qualche applauso, che val ancor di più se si considera che Bonaventura e Montolivo, due ex di vecchio corso, si prendono invece una bordata di fischi per la simulazione da cui nasce il primo giallo a Toloi e per il fallo su Gomez che vale l’espulsione al rossonero. Nella parte finale della sfida, in dieci contro dieci, l’Atalanta getta il cuore oltre l’ostacolo e quando nessuno ci sperava più ecco la zuccata di Masiello che si insacca alle spalle di un colpevole Donnarumma. Lo stadio esplode di gioia, giocatori e tifosi impazziscono e dopo il fischio finale la festa può davvero iniziare. Particolare importante: Andrea Masiello è l’autore del primo gol dell’Atalanta in Europa dopo ventisei anni (contro l’Everton) ed è pure quello che insacca la rete che vale il ritorno in Europa League.

 

2-10-2016 Tutto è iniziato quel giorno , una partita indimenticabile che ha cambiato la mia vita e la nostra stagione. In questi due anni abbiamo condiviso gioie e sconfitte, ma non è mai mancato il vostro supporto che ci ha spinti fino a qui. Ieri ho avuto la fortuna di indossare la fascia di capitano, è stato emozionante e spero di averla onorata. Tante persone mi hanno scritto ringraziandomi per la stagione ma in realtà sono io a volervi ringraziare per l’affetto che mi avete sempre dimostrato. Ho avuto la fortuna di crescere in una società che mi ha sempre aspettato anche quando sembrava non fossi pronto a questi palcoscenici. Il merito va alla famiglia Percassi e a tutti gli allenatori che mi hanno aiutato in questa mia crescita e che non smetterò mai di ringraziare. Mattia

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Il dopo gara: festa spontanea. Rispetto all’ultimo atto di un anno prima con il Chievo, questa volta la festa in campo è spontanea. I giocatori (con de Roon a guidare il gruppo) salutano tutto lo stadio e quando stanno per rientrare ecco che dal tunnel arrivano Gasperini, Antonio e Luca Percassi. Il tecnico è felice, la sua corsa trascinando il gruppo a rifare il giro di campo è significativa, così come i grandi abbracci tra giocatori, staff tecnico e dirigenza. L’unico che ha gli occhi velati di tristezza è Mattia Caldara: emozionato come poche altre volte, il difensore di Scanzorosciate, per l’occasione capitano, saluta Bergamo con le lacrime sotto la Nord e ripensando al suo rendimento è pazzesco sottolineare come si sia dimostrato, nonostante la giovane età, un vero condottiero. Il congedo da Bergamo per la stagione 2017/2018 è mesto come la pioggia che scende, il clima autunnale non rende merito alla grande bellezza nerazzurra, ma non temete: tra poche settimane si torna a correre, in Italia e in Europa.

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