Metti un bergamasco e il suo drone
7 video d’incanto sui nostri monti

Guido Merelli ha 42 anni, un diploma al Pesenti, e vive a Vertova. Lavora in un negozio del suo paese, la Piemme Computer, ama la tecnologia e da anni è appassionato anche di volo. O meglio, di droni. Con un Dji Phantom 3 Advanced (per gli intenditori, si tratta di un modello ready to fly, con camera da 12 Mpixels montata su gimbal a 3 assi e risoluzione video che raggiunge i 2.7k a 30 fps) e un Osmo (per le riprese a terra) immortala paesaggi incredibili nei dintorni di Bergamo e poi li carica sul suo profilo Youtube, che conta ormai 22 video, tutti corredati di musica ad hoc.

Se dovessimo andare per zone e regioni, la maggior parte delle sue registrazioni si colloca in Val Seriana (o Val Gandino, insomma, lì attorno), su cui fa planare i suoi dispositivi in ogni stagione, regalandoci paesaggi orobici davvero incantevoli. Qui sopra vi riproponiamo la sua ultima fatica: una planata sul Monte Farno innevato, nelle splendide tinte dell’azzurro e del bianco. Oppure, se volete restare nei dintorni, ecco una scivolata sopra la Val Vertova, tra brume e acque e riflessi che sembrano – pazzesco – quelli del set neozelandese del Signore degli Anelli. O, un po’ più a sud, sopra Ganda, con le sue casette arroccate in stile presepe.
 
Oltre alle bellezze paesaggistiche, Guido ha dedicato la sua attenzione anche a edifici suggestivi ed evocativi delle nostre valli. Ci porta sopra la maestosa e malinconica reliquia della Diga del Gleno in Val di Scalve, lasciandoci tutto il tempo di contemplare i muraglioni abbandonati e di allargare lo sguardo oltre, più in là. E addirittura riscopre per noi il tesoro storico e architettonico del Santuario di San Patrizio a Colzate.

Per chi vuole invece andare un po’ più lontano, Guido si è spinto anche sopra il territorio lecchese. Scegliendo anche qui sapientemente due luoghi lirici e preziosi. Consonno (frazione di Olginate), la “cittadina dei balocchi” caduta nell’oblio, borgo fantasma dalle tristi vicende (qui per scoprire la sua storia), su cui aleggiano la bruma del lago e tanti inquietanti ricordi (abilissimo il montaggio e l’abbinamento con la colonna sonora). E la Rocca dell’Innominato, con la sua strada a zig zag che sale fino alle pareti diroccate e lo splendido respiro della vista su «quel ramo del Lago di Como». E ora a voi scoprire tutti i suoi altri voli, qui.

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