Negli occhi di tutti i tifosi
lo stesso sogno nerazzurro

È iniziata con la pioggia battente a scoraggiare anche i più affezionati (visto il clima novembrino), è finita con la stessa pioggia incapace di spegnere circa 18.500 cuori incandescenti che sognano a occhi aperti grazie all’estasi calcistica offerta dai nerazzurri. Atalanta-Bologna 4-1 è stata l’ennesima dimostrazione di forza e bellezza da parte degli uomini di Gasperini, una Dea irresistibile che continua con la sua marcia quasi inarrestabile.

Il prepartita: cosa sono quei ravioli bianconeri? La partita alle 21 del giovedì sera è buona solo perché ci ricorda l’Europa che è stata e che (speriamo) sarà. L’avvicinamento allo stadio è scorrevole anche se il traffico non manca e il passaggio da Città Alta con le luci della sera e la pioggia che rende tutto magico è un qualcosa di davvero emozionante. Quando alla partita manca poco più di un’ora, lo stadio è mezzo deserto e tutti sono sotto la Curva al riparo o nei meandri delle tribune a proteggersi da freddo e pioggia. Nella zona destinata ai giornalisti c’è il pienone manco fosse un big match, ma la cosa più incredibile è successa davanti alle teglie dei primi caldi. Ora, possibile che nella serata in cui si affrontano due delle espressioni culinarie migliori del Paese come casoncelli e tortellini, a Bergamo vengano proposti dei ravioli bicolore con un lato bianco e uno nero? Buoni son buoni, nulla da dire. Ma certe derive cromatico-alimentari prima di un match così importante sono davvero difficili da digerire…

Primo tempo da sballo, mostratelo nelle scuole. Fortunatamente, appena iniziata la partita, il calcio prende subito il sopravvento e allo stadio plana un marziano di nome Josip Ilicic. Sul terreno verde iniziano a vedersi segni di qualcosa che non è solo una partita di calcio ma rappresenta l’essenza del piacere pallonaro. Gol all’incrocio dei pali, azioni palla a terra che nemmeno alla Play Station e una tenuta atletica e mentale che regala una marea di belle sensazioni a tutti i presenti. Nonostante il diluvio, le mani dei tifosi si spellano e fino al riposo dalle tribune arriva in campo una carica agonistica che solo nei giorni migliori abbiamo notato. Certo, se quel tiro di de Roon da centrocampo si fosse infilato all’incrocio dei pali non ci sarebbe stato bisogno di chiamare la ditta di demolizioni perché la Nord sarebbe venuta giù soltanto grazie alla spinta dei tifosi, ma forse meglio così. Al 45′, il clima che si respira in quel dell’ex Comunale è qualcosa di magico.

Ripresa con spina: Zapata ammonito. La ripresa diventa subito buona per vedere qualche alternativa ai titolari ed evitare ammonizioni fastidiose; purtroppo Gasperini non fa in tempo a proteggere anche Zapata come aveva già fatto con Gomez: il colombiano si becca il giallo per fallo di mano dopo che Orsolini aveva già accorciato le distanze. Rocchi è inflessibile ma applica bene il regolamento, Duvan cerca di spiegarsi ma è tutto inutile e a Milano contro l’Inter non ci sarà. Con l’ingresso di Pasalic e Barrow, la speranza è comunque quella di vedere altri gol e il pensiero corre subito ai bambini entrati in campo con le squadre all’inizio: vista la pioggia, i piccoli sono rientrati a cambiarsi nella zona intervista e hanno fatto capolino in Tribuna solo dopo il 15′. In una serata magica, loro, poverini, hanno visto appena la rete subita da Gollini. L’esperienza resta magnifica ma erano 87 anni che una squadra di Serie A non riusciva a segnare quattro gol nel primo quarto d’ora di gioco. Una cosa storica, assolutamente imprevedibile e incredibile.

Dopo il fischio finale: adesso addosso all’Inter. Al fischio finale di Rocchi, il pensiero di tutti è volato subito alla gara di domenica sera (ore 18) contro l’Inter. I più ottimisti iniziano a parlare di musichetta Champions, gli scaramantici si affidano agli scongiuri, ma tutti sono tremendamente realisti: questa Atalanta è una splendida sinfonia e anche se uno strumento viene a mancare il rischio di vedere una scena muta è inesistente. La serata con il Bologna lascia le stesse bellissime sensazioni positive che abbiamo provato a Parma; i numeri sono sbalorditivi, ma ce ne sono alcuni di cui si parla troppo poco. Un esempio? Dal 7 ottobre, data della sconfitta interna con la Sampdoria, i nerazzurri hanno conquistato 45 punti, come il Napoli, e solo la Juve, con 57, ne ha fatti di più. La differenza reti in campionato è di +23, i gol stagionali sono 88 e tutto è semplicemente bellissimo. Andiamo a San Siro, ci divertiremo.

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