La nuova chiesa dell’Ospedale

La nuova chiesa dell’ospedale di Bergamo, dedicata a San Giovanni XXIII, sarà presentata il 25 giugno alle 17 con un convegno a inviti al quale parteciperanno anche il presidente della Conferenza episcopale italiana, monsignor Angelo Bagnasco, e il vescovo Francesco Beschi. La consacrazione è fissata per l’11 ottobre, giorno di San Giovanni XXIII, anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II.

Sorge accanto all’Ospedale PG23, a cui è collegata tramite un corridoio sotterraneo: sarà un luogo di conforto spirituale per i malati e le loro famiglie, ma anche una chiesa per la città, affidata alla Parrocchia di san Giuseppe Lavoratore del vicino Villaggio degli Sposi e ai frati cappuccini.

Luce e arte. La chiesa è un’assoluta novità sia rispetto al panorama bergamasco, sia rispetto alle altre chiese costruite in Italia negli ultimi anni.
Per creare questo spazio semplice dominato dalla luce, importanti sono state le innovazioni e la ricerca sui materiali. Il deambulatorio è custodito da una struttura di sottili colonnine realizzate in cemento «mangiasmog» TX Active di Italcementi (materiale studiato in collaborazione con Styl-Comp e finalista, questa settimana, all’Oscar europeo dell’innovazione).
Altro tratto caratteristico: gli architetti l’hanno concepita prevedendo già l’apporto di un prestigioso nucleo di opere d’arte al suo interno. Stefano Arienti, Andrea Mastrovito e Ferrario Freres sono i tre artisti coinvolti che hanno lavorato in sinergia per donare alla chiesa del nuovo ospedale un clima di mistico stupore e l’occasione di una meditazione guidata anche dalle immagini.

Semplicità a respiro.  La nuova chiesa ha una struttura architettonica molto sobria. È una sorta di parallelepipedo dal carattere leggero, lineare e splendente. Per costruirla sono stati coinvolti gli stessi architetti interessati alla progettazione dell’ospedale, il francese Aymeric Zublena, Pippo e Ferdinando Traversi dell’omonimo studio bergamasco. Copre una superficie di 1000 mq (su un’area totale di 2750 mq). Di questi, circa 400 mq sono dedicati all’area liturgica vera e propria. Conta 250 posti a sedere, disposti tra ampi corridoi laterali, che garantiscono la deambulazione dei malati, anche in carrozzella.

La costruzione. Il progetto è iniziato nel 2007, con la creazione di una commissione che ha coinvolto l’Ospedale e il Comune di Bergamo, sotto la guida del Commendator Mario Ratti, già presidente dell’Unione Industriali e della Sacbo. Il primo fondamentale passo per la costruzione della chiesa è stato l’individuazione dell’area. A tal proposito, è stato stipulato un accordo con la Regione Lombardia, che ha ceduto la proprietà in diritto di superficie per 99 anni alla Diocesi di Bergamo. Da lì la scelta di procedere alla progettazione con gli stessi architetti che già stavano lavorando per l’Ospedale, per garantire una continuità di progetto.
Il bando per la costruzione è stato vinto dalla Poledil. Per realizzarla ci sono voluti circa 4 anni. Solo per le vetrate disegnate da Andrea Mastrovito e realizzate dall’azienda Reduzzi di Castelrozzone c’è voluto circa 1 anno e mezzo.

I costi. La chiesa è stata finanziata in buona parte, l’80 per cento del totale, dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo (2 milioni di euro) e dalla CEI, attraverso l’Otto per mille. La Diocesi di Bergamo si occuperà probabilmente del restante 20percento e dell’acquisto degli arredi sacri necessari.