Olmos, una matita per raccontare
il malinconico dolore degli animali

In un mondo sempre più urbanizzato, frenetico e iper-connesso, spesso ci scopriamo alienati dalla natura, e di conseguenza distanti dagli animali. Dagli “altri” animali.

E anche se in Italia quasi una famiglia su due vive con un animale (fonte Doxa), per un totale di 6.800.000 cani e 8.500.000 gatti domestici, ogni anno facciamo i conti con dati agghiaccianti in termini di abbandono: 130mila ogni anno. Un numero che ogni estate sconvolge la coscienza di quelli che amano, si sacrificano e piangono per i loro fedeli amici a quattro zampe. Al di polemiche, multe, propagande e parole, a volte basta un disegno.

Senzaparole – appunto – è una raccolta di illustrazioni dell’artista catalano Roger Olmos, che invitano a guardare le altre creature con occhi nuovi. Gli animali disegnati hanno occhi tristi e malinconici, sotto i tendoni del circo o sulla via del macello; a fianco, qualche metaforica illustrazione delle crudeltà perpetrate su di loro.

L’autore spagnolo, nato a Barcellona nel 1975 e vincitore di numerosi premi di illustrazione, analizza il tema dei “fratelli animali” in modo quasi surreale. Il suo tratto «immagin-emotivo» (così lo definisce Olmos stesso) delinea a colori pastello ciò che si nasconde dietro l’“uso” che facciamo degli animali.

Poetica come ogni disegno è la dedica che apre il libro: «A Noè, perché senza il suo slancio e la sua perseveranza non avrei fatto uno dei libri più importanti e personali della mia carriera». E se siete quel genere di persona che ritiene che i libri illustrati siano solo per bambini, siete pregati di ricredervi.

L’introduzione al libro, presentato a Bologna Children’s Book Fair, è affidata al premio Nobel per la Letteratura J.M. Coetzee (vegetariano, animalista e autore, tra i vari libri, anche del volume La vita degli animali). La realizzazione è di Logos edizioni, in collaborazione con FAADA (Fundación para el Asesoramiento y Acción en Defensa de los Animales).