«Pensavo ci fosse solo l’aeroporto
Invece Bergamo è davvero bella»

Esce, guarda il pubblico e con la sua faccia impassibile dice: «Voi che cosa volete?». Poi, una lunga serie di sani cazzotti sotto forma di set mortiferi di frasi, tipo: «Vi auguro di annoiarvi tutta la vita, perché è grazie alla noia che vi accorgete delle piccole cose. Perché tutte le volte che avete un minuto di tempo libero dovete aprire il cellulare per vedere quello che stanno facendo gli altri? Ma perché non vi fate i cazzi vostri? Ve lo dico io cosa stanno facendo gli altri: il nulla. Perché anche loro stanno guardando quello che state facendo voi. Quindi è il nulla che guarda il nulla». E soprattutto: «Dovete far di tutto per essere tristi, perché nella vita più sarete tristi e più sarete felici. Io faccio di tutto per essere triste, perché quando sei triste ogni piccola cosa buona che ti capita nella vita ti rende felice. Quando sei sempre felice, se ti capita una cosa brutta diventi triste». Un esempio? «L’altro giorno ero triste, depresso addirittura. Poi mi sono accorto di una cosa bellissima: stavo respirando».

 

 

Angelo Duro è intelligenza e sarcasmo. Le sue dissertazioni si muovono su prospettive vertiginose. Il filtro del disincanto allo stato puro illumina la realtà, fa pensare e anche molto ridere. Venerdì 9 novembre è al Creberg Teatro con il suo primo spettacolo, “Perché mi stai guardando?”. Racconta la storia di come, da bravo bambino quale era, ha dovuto reagire alle fregature e alle ingiustizie della vita, scegliendo di diventare cattivo. Un cattivo che piace: è divenuto in pochi anni una delle più influenti personalità su Facebook, con un esercito di oltre 1 milione e 700mila followers, ai quali si aggiungono gli oltre 150mila di Instagram. Palermitano purosangue, è noto ai più per “Le Iene” su Italia 1: con Nuccio-Vip prima, con il Rissoso e “I sogni di Angelo” poi, riusciva a ottenere i picchi di audience in ogni puntata. Ha partecipato anche al film “Tiramisù” con Fabio De Luigi e ha scritto il suo primo romanzo con Mondadori: “Il piano B”, con un bel dito medio rosso in copertina. Uscirà il 22 novembre.

Buona scrittura. La prima cosa che si nota, nei suoi “sketch”, è l’asciuttezza delle frasi, la pulizia della narrazione. C’è un bel lavoro di scrittura, quindi, che parte «dal perbenismo e dall’ipocrisia. Lo slogan pubblicitario è ipocrita, la ragazza vestita in un certo modo per sembrare più bella è ipocrita. Se una cosa ti illude, poi arriva la delusione, e io parlo delle delusioni della vita. Però questa è una risposta seria – ride – perché qualche volta esco dal mio personaggio, mi piace far vedere la mia parte intellettuale. Prima la usavo per far colpo sulle ragazze, ma ora sto con una da dieci anni». Angelo conferma il lungo lavoro sulla scrittura dei racconti: «Ci sto sopra un bel po’. La punteggiatura, per me, è come il montaggio per un film. Uno stacco efficace permette di costruire una bella scena, di intrattenere, di sorprendere. Il tutto è accentuato dal mio modo di fare: niente facce e smorfie, mi concentro di più sull’idea, sul messaggio. Se quello è forte non serve nient’altro, mentre spesso chi fa intrattenimento mette tanti orpelli per colmare le lacune di testo».

Lo spettacolo piace. Lo spettacolo ha avuto una partenza a razzo: tutto esaurito in teatri di grandi dimensioni , tipo il Brancaccio. Grazie anche ai social. «Ma io li odio – dice – perché ti costringono a pubblicare video con grande frequenza, mentre io ho bisogno di pensare e lavorare per tirar fuori qualcosa di bello. Però i social mi hanno permesso di arrivare a teatro».

Bergamo “non fa cagare”. Si è anche fatto un giro per Bergamo, nei giorni scorsi, e ci ha fatto un “contenuto” su Facebook. «Chi va a visitare un Paese, una città, deve far sempre vedere che va a fare cose incredibili. Invece no. Io ho fatto cose normali, a Bergamo: come ho detto, prima pensavo che la città facesse cagare. Sono rimasto sorpreso. Naturalmente ho ironizzato. “Pensavo ci fosse solo l’aeroporto”, ho detto. Invece è bellissima, dovrebbe essere pubblicizzata di più». E qualcuno, guardando il video, ha commentato ironicamente: «Uno che taglia col coltello i casoncelli… non merita il mio rispetto».

Il libro. Ultima nota sul romanzo. Angelo ci tiene a sottolineare che non c’è nulla di quanto già sentito nello spettacolo e su Facebook. Tutto inedito, e tutto di suo pugno. «Ho discusso anche con il correttore di bozze, perché voleva normalizzare il mio modo di parlare un po’ originale, che però fa parte del personaggio. Ora il correttore è diventato un mio fan». C’è una storia, naturalmente, nel romanzo, «ma non te la racconto. L’ho scritto anche nella prefazione: io non parlo del mio libro. Ve lo dovete leggere».

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