Posti fantastici e dove trovarli
Cipro, crocevia di culture e popoli

Guide: Lonely Planet, Rough Guides.

 

Cipro, terza isola del Mediterraneo, ha un territorio diviso in due dalla linea verde, che separa le zone governate dalla Repubblica di Cipro da quelli de facto sotto il potere della Repubblica Turca di Cipro Nord, mentre una terza parte del territorio, per la precisione le basi militari di Akrotiri e Dhekelia, è sotto giurisdizione britannica. La storia di Cipro parte da lontano: ogni popolo che l’ha attraversata ha infatti lasciato le sue tracce, dai micenei ai fenici fino ad arrivare alla civiltà ellenistica, che ha dato all’isola un’impronta indelebile. Nel I Secolo a.C. cominciò il dominio di Roma, come testimoniato da splendidi mosaici e resti di ville patrizie, accompagnato da una progressiva evangelizzazione. Dopo il periodo bizantino, la grande minaccia fu il califfato arabo, che distrusse gran parte delle città sulla costa, creando uno spopolamento verso l’interno. Il nuovo millennio segnò l’inizio delle Crociate e la dominazione francese, mentre il Quindicesimo Secolo portò con sé i veneziani, sconfitti poi dall’arrivo dei turchi, che dovettero, nei secoli successivi, far fronte a molte iniziative nazionaliste, sempre duramente represse. Solo nel 1878 l’impero turco cedette alla Gran Bretagna l’amministrazione dell’isola e migliorarono notevolmente le condizioni di vita dei greci-ciprioti e dei turco-ciprioti. Passate le due guerre, Cipro ottenne l’indipendenza nel 1960 e ancor oggi la linea verde segna la separazione tra le due repubbliche, con la speranza che sotto l’egida dell’ONU si arrivi finalmente all’unione dei due Stati.

 

 

Arrivando all’aeroporto di Larnaca, città costiera ricca di interesse turistico e storico, ci si trova nel territorio dei laghi salati, vaste distese di acqua dolce raggiunte da infiltrazioni di acqua salata che producono un sale speciale molto noto per il suo sapore sapido più dolce del sale comune. Città natale del celebre filosofo Zenone, Larnaca è famosa anche perché qui pare sia arrivato Lazzaro, che, resuscitato da Cristo a Betania, divenne poi vescovo e proprio qui venne sepolto, in quella che è oggi la chiesa più importante di Larnaca. La città più popolosa di Cipro è però Nicosia, capitale della zona greca. Da visitare Agios Trypiotis, chiesa dedicata all’Arcangelo Michele, uno dei migliori esempi di chiesa ortodossa medievale dell’isola. Da non perdere anche il piccolo e affascinante complesso dei bagni turchi, Omeriye Hamas, edificato nel XVI secolo e di recente restaurato. Lungo i bastioni orientali si incontra poi la monumentale Porta di Famagosta, il cui nome richiama subito un’altra delle bellezze di questa terra.

Importante centro portuale di Cipro nord, davanti a una splendida baia, Famagosta è una città dai due volti. Chiusa nella zona turco-cipriota dalla linea verde, all’interno della cinta muraria conserva le splendide testimonianze della grandezza del suo passato, mentre all’esterno dei bastioni mostra il suo volto dimesso, di città abbandonata e decadente. La sua fortuna ebbe inizio durante le Crociate (1291), quando ai mercanti genovesi e veneziani fu vietato l’attracco in Palestina e Famagosta divenne un grande centro per il commercio tra l’Est e l’Ovest, una città la cui ricchezza è testimoniata dall’enorme numero di chiese costruite nel periodo. Una di queste, la chiesa che era stata teatro dell’abdicazione di Caterina Cornaro con la resa dell’isola ai veneziani, venne poi trasformata in moschea quando l’esercito dell’impero ottomano distrusse il potere di Venezia. Lungo le vie interne alla Cittadella si ammirano gli splendidi palazzi veneziani, mentre la bellissima pietra rosata della zona al tramonto si tinge di bagliori che le danno un fascino di grandiosità imponente. Una grandiosità sottolineata anche da una bellezza naturale, un bellissimo sicomoro piantato – secondo i botanici – nel 1320.

Visitare Cipro significa immergersi in un crocevia di culture e di popoli, in una terra che ha visto passare fenici, minoici, greci, egiziani, persiani, romani bizantini, crociati, veneziani, turchi. Tutti hanno lasciato tracce profonde che hanno sedimentato una cultura originale che vive ora, con la divisione avviata nel 1963 con la definizione della linea verde, una cesura tra le tradizioni greco-cipriote e quelle turco-cipriote, che ha interrotto quell’unione che vedeva chiese e moschee convivere nel rispetto delle due diverse identità religiose.

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