Posti fantastici e dove trovarli
La giovane e autentica Tirana

Guide: Lonely Planet, Rough Guides, The Guardian.

 

Con alle spalle oltre cinquecento anni di dominazione dell’Impero Ottomano e una lunga dittatura comunista, l’Albania è uno dei pochi Paesi europei ancora tralasciati dagli itinerari turistici. Tirana, capitale del Paese, è una meta imperdibile per chiunque voglia scoprire una città giovane e autentica, puntellata di gallerie d’arte, ristoranti d’avanguardia e bunker simbolo del passato.

 

 

La rinascita della città è iniziata nel 2000, quando quello che è oggi il premier, Edi Rama, allora sindaco della capitale, decise di inserire Tirana all’interno di un ambizioso progetto di riqualificazione urbana: furono così aumentate le aree verdi, rinnovati gli edifici e dato un tocco di colore a molte zone dominate da grigi edifici di epoca comunista. Cuore della città è Piazza Skanderbeg, che ospita la statua dell’eroe nazionale, Giorgio Castriota Skandebeg, che combatté contro l’impero Ottomano in difesa del suo Paese e della cristianità. Proprio qui, ogni 28 novembre si celebra l’indipendenza dall’Impero Ottomano, una delle feste più sentite. Vicina alla piazza si trova la più grande moschea cittadina, la torre dell’orologio (che offre uno splendido panorama) e il Museo di Storia Nazionale, che ripercorre le vicende più importanti dell’Albania, raffigurate anche in un grande mosaico sulla facciata principale, dove si possono ritrovare anche tutte le vittorie del popolo albanese. Per farsi un’idea di quella che era la vita durante il comunismo, meritano una visita il Bunk’Art, un museo underground che ospita una galleria d’arte all’interno di una struttura di cemento di quasi tremila metri quadrati, originariamente progettata per ospitare, in caso di attacchi nucleari, la nomenclatura dell’epoca comunista, e il Bunk’Art 2, ex rifugio antiatomico del ministero degli interni, dedicato alle vittime del regime comunista. Entrambe le strutture fanno parte dell’enorme rete di bunker fatti costruire dal dittatore comunista Enver Hoaxa, che, al potere per più di quarant’anni (dal 1944 fino alla morte, nel 1985) fece edificare su tutto il territorio nazionale decine di migliaia di bunker che avrebbero dovuto servire come difesa contro gli invasori. Blloku, il quartiere “proibito” che ospitava la sua residenza assieme alle case dei funzionari del partito, è oggi una delle zone più movimentate della città: vale la pena farci un giro per assaporare la vita notturna.

Tirana è di certo una città che porta il peso di un passato travagliato, dove quarant’anni di dittatura hanno condotto il Paese in un regime di isolazionismo che non ha permesso alla capitale di svilupparsi appieno. Oggi, però, forte è il fermento artistico e culturale che punta a dare un nuovo volto al Paese, proponendo Tirana come hub artistico cosmopolita, con locali alla moda, centri culturali e un ricco calendario che propone esperienze innovative. Tante sono, infatti, le manifestazioni artistiche che in ogni periodo dell’anno animano la città, come il Tirana International Film Festival o la Biennale di Tirana. Per gli amanti dell’arte, c’è grande scelta tra tante gallerie che espongono opere di artisti emergenti, oltre al famoso Tica, Tirana Institute of Contemporary Art, riferimento per tutti gli artisti del Paese. Ultima tappa da non perdere per assaporare l’atmosfera di cambiamento che pervade la capitale dell’Albania, è il Tirana Ekspres, un vero e proprio centro artistico internazionale nato nel 2011 da un collettivo di artisti su un binario di una vecchia stazione dei treni e poi trasferitosi in centro, diventando il punto di riferimento per musicisti e performer della scena alternativa albanese, con un programma che spazia su diversi generi artistici e musicali.

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