Posti fantastici e dove trovarli
La crociera sul Volga (prima parte)

Guide: Lonely Planet, Touring Club.

 

La via fluviale lungo il Volga è uno dei percorsi più affascinanti della vecchia Europa, un viaggio unico nella storia e le leggende degli Zar, attraversando il paesaggio nostalgico e armonioso della terra di Russia, fatto di monasteri ortodossi, di notti bianche e di pianure sconfinate, in una lenta navigazione che dà a questo viaggio un fascino del tutto particolare. Si parte da San Pietroburgo, considerata, con i suoi cinque milioni di abitanti, la metropoli più a Nord del mondo. Fondata nel 1703 dallo Zar Pietro il Grande, è una città nata sul delta della Neva, dove il fiume sfocia nel golfo di Finlandia, che porta con sé tutte le tracce del suo passato, nello splendore di quella che fu per lungo tempo capitale dell’Impero Russo e sede della Corte degli Zar, oltre che uno dei principali centri artistici e culturali d’Europa. Dopo la Rivoluzione d’Ottobre e fino al 6 settembre 1991, prese il nome di Leningrado, prima di tornare, dopo la caduta dell’Unione Sovietica, al suo antico nome. Tra i simboli della città c’è sicuramente la Prospettiva Nevskij, che in poco più di quattro chilometri collega il Palazzo d’Inverno al Monastero di Aleksandr Nevskij. Il Palazzo d’inverno è, del resto, oltre che antica sede del potere zarista, anche parte del complesso dell’Ermitage, uno dei musei più importanti del mondo, che raccoglie un’immensa collezione di opere che spaziano da Caravaggio a Canova, da Cézanne a Leonardo da Vinci, da Gauguin a Matisse, passando per Picasso, Renoir e Van Gogh. Da metà maggio a metà luglio, poi, San Pietroburgo si trasforma grazie alle notti bianche, dove il crepuscolo dura anche tutta la notte, in un fenomeno naturale che ha ispirato poeti e scrittori, come nel celebre volume di Fedor Dostoevskij.

 

 

Lasciata alle spalle San Pietroburgo, la crociera sul Volga prosegue costeggiando paesaggi incontaminati in un immenso territorio costituito da una taiga di larici, abeti e betulle: una vera muraglia naturale che sembra celare qualsiasi forma di civiltà. Si scivola navigando sulla Neva, un fiume ampio e sconfinato che entra poi nel Lago Ladoga, il più grande d’Europa, situato al confine con la Finlandia. Qui ad aspettare i turisti è quello che assomiglia più a un mare che a un lago, dove baie profonde si alternano a precipizi frastagliati. La navigazione lenta permette di gustare una crociera a contatto con una natura imponente e silenziosa che domina su questa “strada blu”, come i Russi amano chiamare questa via d’acqua. Ci si trova così a osservare uccelli migratori che si muovono sotto il sole tiepido che filtra da una foresta dai colori cangianti: ora grigio-verde, ora blu cupo, ora argento, mentre nell’aria si spande l’aroma intenso della legna bruciata nei camini delle dacie lungo la riva.

Dal lago Ladoga si passa poi al fiume Svir, un corso d’acqua interminabile il cui andamento è regolato da chiuse monumentali. Il paesaggio qui è maestoso, costituito da un alternarsi di precipizi di rocce rosse e di paludi verdeggianti che si “danno il cambio” per 224 chilometri nelle foreste del Nord, collegando i due primi laghi d’Europa, Ladoga e Onega. Quest’ultimo, pur essendo, con i suoi 116 metri di profondità media il più profondo lago d’Europa, è solo uno dei 26 mila laghi della Repubblica di Carelia, famosa per i suoi bacini e le sue foreste. Ma la chicca più bella è la piccola isola di Kizhi: una minuscola terra battuta dal vento, piatta e verde come uno smeraldo. Dal suo profilo si alzano le 22 cupole argentee della Chiesa della Trasfigurazione: appaiono da lontano come un miraggio nell’immensità del lago Onega. Alte 40 metri, sono costruite tutte in legno senza l’uso di chiodi: un incredibile gioco di incastri, unico nel suo genere, talmente prezioso che l’Unesco ha deciso di mettere sotto la sua protezione tutta l’isola. Il ricordo perfetto da portarsi con sé prima di decidere se proseguire la navigazione, magari fino alla capitale Mosca, o lasciarsi affascinare dai vicini paesaggi della Russia del Nord. To be continued.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.