Posti fantastici e dove trovarli
La crociera sul Volga (parte 2)

Guide: Lonely PlanetTouring Club.

 

La seconda parte della navigazione verso Mosca (QUI la prima parte del viaggio) inizia con la visita a uno dei luoghi simbolo della religione ortodossa: la città di Goritsky, dove si trova il famosissimo Monastero dell’Assunzione di San Cirillo, uno tra i più importanti complessi monastici della Russia. Fondato nel 1397 dopo secoli di relativa stabilità conobbe, nel secolo scorso, alterne vicende. Negli Anni Venti fu infatti trasformato in una comune agricola, prima di essere chiuso, diventare un museo e poi tornare, negli Anni Novanta, alla sua funzione originaria. La splendida architettura di questo complesso è esaltata, oltre che dal canto delle monache, anche dalla presenza delle tipiche icone russe che adornano gli edifici di culto. All’interno delle chiese, infatti, si nota subito un elemento tipico dei luoghi di culto cristiano-ortodossi, ovvero l’iconostasi, l’elemento divisorio che separa la zona della chiesa dedicata ai fedeli da quella dove viene celebrata la liturgia attraverso una parete decorata da icone che spesso ricoprono anche la porta di accesso alla zona più sacra della chiesa.

 

 

Il viaggio continua poi verso Yaroslav, una delle più antiche città della Russia, fondata alla confluenza del fiume Volga e del Kotorosl nel 1010 da “Yaroslav il saggio”, che governò nel XI secolo per trentacinque anni. Un’altra città di grande importanza per la storia russa è poi Uglich, che, fondata nel X secolo, arrivò alla massima prosperità nel 1500 durante il Regno di Ivan il Terribile. In quel periodo fu il fratello di Ivan a governare sulla città, fino a quando, nel 1591, fu assassinato proprio in una delle più importanti chiese cittadine, denominata poi, in ricordo del sovrano, la Chiesa di San Dimitri sul Sangue. Oltrepassate queste due città, si prosegue lungo il “Grande Volga”, un complesso sistema di chiuse e di canali in una via d’acqua che attraversa la Russia, frutto della determinazione di Stalin che, riprendendo il progetto dello zar Pietro il Grande, dal 1931 si impegnò per realizzare il sogno di rendere Mosca la “capitale dei cinque mari”, congiungendo a Nord il Mar Baltico con il Bianco, e a Sud il Mar Nero, il Mar Caspio e il Mar d’Azov. Un’opera titanica costruita con il lavoro forzato dei prigionieri dei gulag e delle centinaia di borghi che furono spostati o allargati per realizzare il progetto del “Grande Volga”. Già nel 1940 molte parti dell’intero percorso di navigazione erano concluse, ma arrivò la Seconda Guerra Mondiale a impedirne il completamento. Fu solo nel 1964 che il canale Volga-Baltico fu definitivamente terminato: 368 chilometri percorribili attraverso un sistema di oltre quaranta chiuse, in una grande opera di unione tra il Lago Ladoga, Onega e il Lago Bianco. A perenne ricordo del costo che questa titanica opera ebbe in termini di vite umane e di sacrifici per la popolazione, restano oggi i cosiddetti “campanili testimonianza”, tra i quali il campanile sommerso della città di Kaljazin, di cui emerge dall’acqua la parte finale, che con i suoi settanta metri d’altezza, annesso alla Cattedrale di San Nicola, era uno degli edifici più alti sul Volga.

La tappa finale del viaggio è Mosca, la grande capitale della Russia, dove non si potrà che restare a bocca aperta sotto le fiabesche guglie colorate della Cattedrale di San Basilio, prima di rendere omaggio alla storia recente con una passeggiata nell’immensa Piazza Rossa, visitando il Cremlino o il mausoleo di Lenin. Per i più romantici varrà la pena concludere il viaggio facendo tappa al Museo Pushkin e regalandosi un biglietto per uno spettacolo al Teatro Bolshoi.

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