Posti fantastici e dove trovarli
La verde Varsavia, città rinata

Guide: Lonely Planet, Rough Guides, Guardian.

 

Varsavia è la città della ricostruzione, quella avviata dai polacchi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale con una speranza e una tenacia che li ha portati a rimettere insieme, mattone dopo mattone, ricordo dopo ricordo, una città che oggi si presenta ai turisti come un monumento moderno ai vecchi splendori. Una ricostruzione che, tra l’altro, ha trovato nelle testimonianze lasciate sulla tela dal pittore veneziano Bernardo Bellottta, nipote del canaletto, punti fondamentali per le attuali indicazioni paesaggistiche.

 

 

Dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, la Città Vecchia è il simbolo di un passato ben presente, che si respira passeggiando per le strade strette, i giardini e gli edifici rinascimentali che spesso nascondono piccole piazzette. In questa zona i turisti si contendono una visita al Palazzo Reale o al Castello di Wilanow, residenza reale estiva, con i suoi splendidi giardini. I parchi sono, del resto, una delle bellezze della città: i giardini Saxon, ad esempio, sono stati ricreati sul modello di Versailles, mentre nel Parco Lazienki si possono vedere gli scoiattoli o fare un giro in barca in uno dei laghetti. Nella zona, da visitare anche il Museo Nazionale, il Centro per l’arte contemporanea e il Palazzo della Cultura e della Scienza, dono di Stalin al popolo polacco, ribattezzato, per la mole, le sculture di marmo e i colonnati, “l’Elefante in mutande di pizzo”. Altrettanto bella e significativa è poi la visita al ghetto ebraico, il più grande a livello europeo, punto di riferimento per la seconda comunità ebraica a livello mondiale, dopo quella di New York. Istituito dal regime nazista, nel 1940 ospitava circa 500 mila abitanti. Oltre che delle Guerre Mondiali e degli orrori che le caratterizzarono, Varsavia porta ancora in sé anche le tracce dell’era comunista. Le strutture del periodo, dopo un momentaneo rifiuto negli anni ’90, oggi tornano a essere in auge: ne sono un esempio le mense, trasformate oggi in trendy lounge bar. Il quartiere Praga poi, zona popolare di fabbriche dismesse, è ora diventato il cuore pulsante della capitale, simbolo della movida, che in molti vecchi edifici ha visto nascere boutique e gallerie d’arte. Città vibrante, giovane ed economica, con un turismo in crescita, Varsavia è anche la patria del famosissimo Chopin, a cui è dedicato un grande festival nel mese di agosto e il cui cuore è custodito nella Chiesa di Santa Croce.

Quando arriva il momento di fare acquisti, vodka e ambra sono due dei souvenir più gettonati da riportare a casa da un viaggio a Varsavia, così come molti prodotti artigianali in legno o vasellame. Tanti sono, del resto, oltre alle boutique e agli atelier delle vie del centro, anche i centri commerciali che vendono brand internazionali. Per i negozi con marchi di lusso, un buon indirizzo è Piazza delle Tre Croci, nel centro cittadino, mentre per gli amanti dello shopping al coperto vale la pena fare una visita ad Arkadia, il più grande centro commerciale della Polonia, che ospita ogni giorno venti milioni di visitatori. Per quanto riguarda la cucina, da provare i Pieroj (ravioli con carne o verdure, spesso accompagnati da cipolla o pancetta arrotolata), i Bigos (uno spezzatino di carne mista servito con i crauti), oppure le zuppe, come il Barsczc, piatto tipico della vigilia di Natale a base di barbabietole. Sempre con le barbabietole, ma in versione estiva, c’è la Chlodnik, preparata con l’aggiunta di yogurt e servita fredda. Altro piatto tipico de assaggiare sono poi i Golabki, una delle specialità polacche più conosciute, diffuso ormai in molti Paesi dell’Est Europa.

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