Posti fantastici e dove trovarli
L’affascinante complessità di Tbilisi

Guide: Lonely Planet, Rough Guides, Guardian.

 

Tbilisi è una città complessa, che porta i segni di una storia travagliata, fatta di guerre civili ma anche di un’ospitalità e di un ritmo di vita che conquista, tra una passeggiata per le chiese e le botteghe della città vecchia e un aperitivo a base di buon vino e formaggio. Palazzi decadenti, edifici in legno e vicoli stretti sono i tratti distintivi della città vecchia, di cui uno dei luoghi più caratteristici è sicuramente il Meidan Bazar, un dedalo di vicoli all’interno dei quali si sviluppa un grande mercato che vende di tutto. La Vecchia Tbilisi è sorvegliata da una grande statua, quella di Madre Georgia, e protetta dalla fortezza di Narikala, dove si può arrivare a piedi o in cabinovia, di giorno o di notte, per una passeggiata ancora più suggestiva con una splendida vista sulla città. Uno dei punti panoramici più belli è poi il Parco Mtatsminda, che, a 770 metri d’altezza, è il punto più alto di Tbilisi, affiancato dalla torre della tv, che svetta per oltre duecento metri. Guardando dall’alto, è evidente come le vie colorate della città vecchia lascino spesso il posto a zone semi abbandonate, segno tangibile delle tante difficoltà incontrate da questo Paese nel cammino di autonomia dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica (di cui la Georgia faceva parte), così come delle conseguenze della lunga crisi economica che ha afflitto per anni la neonata repubblica.

 

 

Per trovare caffè e bar, una delle zone migliori è quella di Sioni Street, da visitare anche per il Museo di Storia allestito all’interno di un caravanserraglio, una location molto suggestiva. Altra chicca della città sono poi le terme sulfuree, che, in ambienti dalla chiara influenza ottomana, offrono a turisti e cittadini un’oasi di pace urbana, da scegliere come bagni pubblici (più economici, divisi in settore maschile e femminile) oppure nelle strutture private, più ricercate, dove si possono prenotare (a ore) stanze con vasche di acqua sulfurea e saune. La Torre dell’Orologio è un altro luogo da non perdere, che contribuisce a rendere Tbilisi una città straordinaria. Costruita nel 2010 da un artista locale, è un bizzarro esempio di architettura urbana che sembra uscito dal mondo delle favole, un’unione di blocchi che paiono essere sul punto di cadere e coronata da un albero di melograno e da mattonelle dipinte a mano. Delle tante contraddizioni di Tbilisi è poi un segno il Ponte Rikle, anche detto Ponte della Pace, che stupisce per la sua modernità e situato appena all’uscita della città vecchia. Dopo averlo attraversato, si raggiunge Piazza della Libertà, su cui troneggia un monumento a San Giorgio, patrono del Paese. Poco distante, si trova anche il Parlamento, teatro, negli ultimi decenni, di alcuni capitoli bui della storia nazionale.

Da menzionare, infine, anche la Cattedrale della Santissima Trinità, terza chiesa più grande al mondo, dove lo stile georgiano si sposa con quello bizantino. Altra chiesa molto importante è poi la Cattedrale di Sioni, dove è custodita la Croce di Santa Nino, la più amata di tutta la Georgia, uno dei più importanti simboli della Chiesa ortodossa georgiana. Tbilisi è, poi, il regno del buon cibo, di cui i georgiani sono grandi amanti. Prima cosa da provare è il khachapuri, una specie di pizza tonda ripiena di formaggio al quale si aggiunge, in alcune versioni, una guarnizione di uova e burro. Altra delizia locale sono gli fkhali, polpette di spinaci, cavoli o barbabietole, i nigvziani bdrijani (involtini di melanzana fritta con crema di noci e spezie) oppure uno dei tanti formaggi georgiani, come il Sulguni, una specie di mozzarella a base di latte vaccino. Capitolo a parte va dedicato alle bevande: vino prima di tutto (di cui i georgiani vanno molto fieri), come il kisi, ma non solo. Non andate via senza aver provato anche la lagidze water, un’acqua frizzante aromatizzata con cioccolato, limone e dragoncello.

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