Posti fantastici e dove trovarli
Le Far Oer, così belle e delicate

Guide: Lonely Planet, Along Dusty Roads.

 

Ogni tanto succede che un luogo fantastico viva un evento a suo modo fantastico. È ciò che succederà all’arcipelago delle Far Oer, che l’ultimo fine settimana di aprile chiuderà per…Manutenzione! Proprio così: verrà vietato l’accesso alle dieci maggiori attrazioni turistiche a tutti i turisti sabato 26 e domenica 27 aprile, con l’eccezione di cento fortunati estratti attraverso una lotteria, i quali avranno la possibilità di dare una mano nelle attività del weekend, dalla pulizia dei sentieri al rinnovo della segnaletica passando per il restyling dei belvedere. Ma cosa ha di così speciale questa piccola nazione nordica, di cui i più attenti avranno sentito parlare per la nazionale di calcio con cui talvolta gli azzurri hanno avuto a che fare in qualificazioni per Mondiali ed Europei? Innanzitutto lo status. Si tratta, infatti, di una nazione ma non di uno Stato, visto che le Far Oer, pur godendo di grande autonomia dalla terraferma, fanno parte del Regno di Danimarca. È inoltre più facile avvistare una pecora piuttosto che un essere umano: gli abitanti sono infatti soltanto 50 mila, mentre gli ovini presenti nell’arcipelago sono oltre 80 mila.

 

 

Ma la cosa che più rimane nel cuore dei visitatori di queste diciotto sperdute isolette è la natura selvaggia e indomita che le caratterizza. Imperdibile è sicuramente l’escursione via mare alle Vestmannabjørgini, sull’isola principale dell’arcipelago, così come quella a Streymoy, dove ci si ritrova a guardare il mare da ripide scogliere alte fino a 700 metri, che nei mesi estivi accolgono migliaia di pulcinelle di mare, urie e gazze marine. Sempre in tema di scogliere, si possono visitare quelle di Beinisvørð, nella più meridionale isola di Suðuroy, le cui pareti verdeggianti toccano i 470 metri di altezza. Per chi volesse avventurarsi a piedi, l’ideale è l’isola di Kalsoy: il suo incessante alternarsi di montagne e profonde vallate crea paesaggi mozzafiato, fino a giungere all’estremo nord dell’isola, dove si trova il faro di Kallur. Altra località da non perdere è Gasadalur, un villaggio di una dozzina di abitanti raggiunto per la prima volta da una strada solo nel 2004: incastonato tra pascoli verdi e montagne pressoché inaccessibili, ospita quella che è probabilmente la più bella cascata del paese, Mulafossur, le cui acque si gettano nel gelido oceano. Da queste cascate è possibile ammirare Mykenes, l’isola più occidentale di tutte. Qui si trova l’omonimo paesino, con le sue case dai tetti erbosi. Per uscire dal centro abitato occorre pagare un pedaggio di cento corone, ma ne vale assolutamente la pena: oltre alle colline che lasciano spazio a ripide scogliere abitate da una fauna sorprendente, l’attrazione più bella è il ligthousetrail, il sentiero che conduce al faro, con le sue impervie salite e le ripide discese, celebre per il ponte in legno e metallo a picco sull’Atlantico.

Prima di tornare a casa, è d’obbligo una visita alla piccola capitale Torshavn. Qui potrete fare incetta di prodotti locali, come i celebri maglioni di lana all’Öström, lo store più famoso dell’arcipelago, o provare le specialità culinarie locali. Ce n’è infatti per tutti i gusti: si va dal KOKS, un ristorante stellato Michelin, a posti più alla mano dove provare il raest, l’agnello fermentato, che è il piatto nazionale dell’isola. Un’ultima imperdibile località si trova giusto nei pressi dell’aeroporto internazionale, in tempo per un dulcis in fundo prima della partenza. Si tratta del lago Leitisvatn che, posizionato pressoché perfettamente a strapiombo sul mare, crea un gioco di riflessi unico al mondo. E se per caso quest’articolo vi avesse fatto venire voglia di visitare questo luogo fantastico, ricordatevi di controllare che non sia chiuso per manutenzione!

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