Posti fantastici e dove trovarli
Machu Picchu, la città dei misteri

Guide: Lonely Planet, RoughGuidesThe Guardian.

 

Machu Picchu, città perduta degli Inca, si trova in Perù a poco più di cento chilometri dalla città di Cuzco, a 2350 metri di altitudine, in una zona di foresta amazzonica. È un complesso di oltre un chilometro di estensione, costruito su uno sperone di roccia e suddiviso in due zone separate da sentieri ripidi e burroni. Nella parte agricola si trovavano le terrazze per la coltivazione, costituite da muri di pietra riempiti con vari materiali, dalla ghiaia all’argilla alla terra di coltivazione. Nella zona urbana, invece, si trovavano le abitazioni e gli edifici adibiti alle attività civili e religiose. Tra questi il Tempio Osservatorio del Sol, la Residenza Reale e la Piazza Sacra, dove si svolgevano le celebrazioni più importanti. Tutti gli edifici sono stati eretti senza alcuna malta: le pietre, infatti, sono state tagliate in modo molto preciso, incuneate l’una all’altra senza lasciare alcuno spazio.

 

 

Machu Picchu sorge in un’area sacra, la valle di Urubamba, di fitta vegetazione, dirupi e montagne. Ci si arriva quasi sempre con la nebbia, una costante la mattina presto. È proprio nelle prime ore del giorno – possibilmente prima dell’alba – che va programmata la visita. Si calcola, infatti, che dalle undici in poi nel periodo estivo all’interno del sito si trovino più di mille persone. Decisamente troppe se si vuole gustare l’atmosfera magica che ha reso famoso questo luogo. Un’atmosfera che si apprezza soprattutto quando si riesce, arrivando molto presto, a prendere uno dei biglietti per Huayna Picchu, un’altura di fronte al sito di Macchu Picchu, un trekking a cui sono ammesse giornalmente solo 400 persone (un quinto del totale dei 2mila visitati accettati ogni giorno a Machu Picchu).

 

 

Rimasta, come Petra in Giordania, nascosta per secoli, Machu Picchu fu scoperta solo nel 1911 da un esploratore e professore di Yale, Hiram Bingham. La città era coperta da una fitta vegetazione all’interno della quale vivevano animali selvatici. Tutt’intorno si trovava un fossato, creato dagli Inca per rendere la zona inespugnabile. Ci vollero 5 anni per deforestare completamente il sito e far venire alla luce acquedotti, case, osservatori, piazze, templi, torri di avvistamento e persino un orologio solare. Secondo gli studi effettuati sulla base dei resti umani ritrovati, la popolazione di Machu Picchu era di circa mille persone, di cui l’80 per cento donne. Probabile, quindi, che si trattasse di una città amministrativo-religiosa o della residenza stagionale di un re Inca (probabilmente Pachacuti, vissuto nel Quattrocento) oppure del sacerdote di Cuzco. Di sicuro Machu Picchu era una città piena di scuole, dove vivevano molti sacerdoti con un’approfondita conoscenza dell’astronomia.

 

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Per la sua altezza molto elevata, Macchu Picchu ha da sempre stimolato l’interesse di astronomi e ufologi, che sono arrivati a ipotizzare che il sito fosse una base aliena, opera di extraterrestri.  Una zona difficile da raggiungere se non per via aerea: come avrebbero potuto dei comuni mortali (che non conoscevano ancora l’uso della ruota) trasportare tutte le pietre che furono necessarie alla costruzione della città? Al di là delle ipotesi più o meno fantasiose sulla nascita della città, restano aperti tutti gli interrogativi riguardo alla sua fine. Fu abbandonata dopo una catastrofe naturale (della quale non sono stati rinvenuti segni)? Perché non è stato ritrovato alcun pezzo in oro, di cui gli Inca facevano largo uso per i rituali? Vi avvenne un sacrilegio religioso che comportò una maledizione sulla zona urbana e il conseguente abbandono della città? Macchu Picchu resta una città di misteri dai quali è d’obbligo lasciarsi affascinare durante un viaggio in America Latina.

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